Tracciabilità dei flussi finanziari – Legge 136/2010

 

 

 

Tracciabilità dei flussi finanziari – Legge 136/2010

 

La Legge n. 136 del 13.8.2010 (come modificata con il D.L. 187 del 12.11.2010, convertito con modifiche dalla L. 217 del 17.12.2010) nell’ambito del piano straordinario contro le mafie e di delega al Governo in materia di normativa antimafia, al all’art. 3 detta le norme in materia di tracciabilità dei flussi finanziari relativi ai contratti pubblici.

Le novità introdotte appaiono di interesse per la categoria degli Agenti di Viaggio soprattutto per i riflessi che le stesse hanno in materia di turismo scolastico e per gli Agenti di Viaggio fornitori degli Enti Pubblici dei servizi turistici oggetto di appalto ai sensi degli art. 20 e 21 del codice degli appalti pubblici (D.Lgs. 12.4.2006 n. 163) indicati nell’All. IIA alle categorie 2 e 3 e nell’All. II B, alle categorie da 17 a 20 e 26 (v. all. 1)

Conti correnti dedicati ai contratti pubblici: La legge introduce l’obbligo per gli appaltatori, i subappaltatori e i sub contraenti della filiera delle imprese, cioè di tutti i soggetti coinvolti nell’esecuzione della prestazione del contratto pubblico, di utilizzare uno o più conti correnti bancari o postali dedicati alle commesse pubbliche, sui quali debbono transitare tutti i movimenti finanziari, sia in entrata, che in uscita, relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture pubbliche.

Tali conti correnti possono essere anche già esistenti e non esclusivi, cioè possono essere usati contestualmente anche per operazioni che non riguardano il contratto cui essi sono stati dedicati.

Gli estremi dei conti correnti dedicati debbono essere comunicati alla stazione appaltante entro sette giorni dalla loro accensione o, nel caso di conti correnti già esistenti, dalla loro prima utilizzazione in operazioni finanziarie relative ad una commessa pubblica. Nello stesso termine dovranno altresì essere comunicate le generalità e il codice fiscale delle persone delegate ad operare su di essi.

Strumenti di pagamento: Ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari, gli strumenti di pagamento devono riportare, in relazione a ciascuna transazione posta in essere dalla Stazione Appaltante e dagli altri soggetti della filiera delle imprese, il codice identificativo di gara (CIG), attribuito dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture su richiesta della Stazione Appaltante e, ove obbligatorio ai sensi dell’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, il codice unico di progetto (CUP).[1]

I movimenti finanziari relativi alle commesse pubbliche potranno essere effettuati solo con bonifico bancario o postale o con altro strumento di pagamento che consente la piena tracciabilità delle operazioni, cioè con Ri.Ba. (Ricevute Bancarie Elettroniche), secondo quanto chiarito dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture (si veda Determinazione n. 8 del 18.11.2010 su www.avcp.it)

Sempre tramite il conto corrente dedicato debbono essere eseguiti i pagamenti destinati a dipendenti, consulenti e fornitori di beni e servizi rientranti tra le spese generali nonché quelli destinati alla provvista di immobilizzazioni tecniche. Il tenore generale della disposizione, anche alla luce dell’interpretazione allo stato fornita dall’Autorità di Vigilanza, non sembra consentire di limitare l’operatività della norma ai soli dipendenti addetti appositamente al settore del Turismo Scolastico oltre che ai fornitori (ivi incluse aziende o singoli professionisti quali guide, accompagnatori, etc.). Tuttavia, data la peculiarità del Turismo Scolastico, che è circoscritto alla realizzazione e vendita di pacchetti di viaggio a prezzo forfettario, secondo il disposto degli art. 82-100 Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), e regolata, ai fini IVA, delle disposizioni contenute nell’art. 74-ter, del DPR n. 633/72 e del Regolamento attuativo emanato con DM n. 340/1999, lo scrivente Ufficio Legale richiederà parere interpretativo all’Autorità di Vigilanza, al fine di limitare ai soli fornitori di servizi l’obbligo sopra citato). Tra gli strumenti finanziari che possono essere usati, in questo caso, oltre a quelli sopra citati, si annoverano gli assegni bancari e postali (senza necessità di indicare il CIG o il CUP) purchè non trasferibili, tratti su un conto dedicato e destinati a soggetti non in grado di accettare pagamenti a valere su un conto corrente. Nel caso di utilizzo di assegni bancari non è necessario che sugli stessi venga riportato il CIG o il CUP:

I pagamenti in favore di enti previdenziali, assicurativi e istituzionali, nonché quelli in favore di gestori e fornitori di pubblici servizi, ovvero quelli riguardanti tributi, possono essere eseguiti anche con strumenti diversi dal bonifico bancario o postale, fermo restando l’obbligo di documentazione della spesa. Tali pagamenti devono essere effettuati con modalità idonee a consentire la piena tracciabilità delle transazioni finanziarie senza l’indicazione del CIG o del CUP. Per tali esborsi, secondo quanto chiarito dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, possono essere utilizzate carte di pagamento, purchè emesse su un conto dedicato.

Per le spese giornaliere, di importo inferiore o uguale ad Euro 1.500 (importo riferito all’ammontare di ciascuna spesa) possono essere utilizzati sistemi diversi dal bonifico bancario o postale, fermi restando il divieto di impiego del contante e l’obbligo di documentazione della spesa. L’eventuale costituzione di un fondo cassa cui attingere per spese giornaliere, salvo l’obbligo di rendicontazione, deve essere effettuata tramite bonifico bancario o postale o altro strumento di pagamento idoneo a consentire la tracciabilità delle operazioni, in favore di uno o più dipendenti.

Il mancato utilizzo del bonifico bancario o postale ovvero degli altri strumenti idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni costituisce causa di risoluzione del contratto.

Clausola obbligatoria: in tutti i contratti (e cioè in quelli tra Stazione Appaltante ed appaltatore ed in quelli tra appaltatore e sub appaltatore o sub contraente) deve essere inserita, a pena di nullità assoluta, un’apposita clausola con la quale le imprese della filiera si assumono gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari di cui alla legge 136/2010.

Si consiglia di integrare gli schemi di contratto in uso e a tal fine si indicano di seguito ipotesi di testi da utilizzare, previo accordo con la Stazione Appaltante:

a) contratto tra Stazione Appaltante e AdV

la AdV si assume gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari relativi al presente contratto di appalto di servizi turistici ai sensi della L. 136/2010…impegnandosi a comunicare alla Stazione Appaltante eventuali inadempimenti della controparte agli obblighi di tracciabilità finanziaria

b) contratto tra AdV e fornitori di servizi

“L’impresa, quale subappaltatore dell’AdV nell’ambito del contratto sottoscritto con la Stazione Appaltante identificato con il CIG/CUP , assume tutti gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari di cui alla L: 136/2010. l’impresa si impegna a comunicare alla Stazione appaltante l’eventuale inadempimento della controparte agli obblighi di tracciabilità finanziaria nonché ad inviare copia del presente contratto alla Stazione Appaltante.

Applicabilità: gli obblighi sulla tracciabilità finanziaria si applicano ai contratti pubblici stipulati a partire dal 7 settembre 2010, data di entrata in vigore della legge.

I contratti stipulati precedentemente all’entrata in vigore della legge dovranno essere adeguati alle novità normative entro il 17.6.2011, data a partire dalla quale i contratti si intenderanno integrati con le clausole obbligatorie di tracciabilità.

Sanzioni:  sono previste sanzioni in caso di omessa, tardiva o incompleta comunicazione degli elementi informativi richiesti (dati dei conti correnti dedicati e di coloro che sono abilitati ad operare sugli stessi), in caso di mancato utilizzo dei conti dedicati, ovvero di utilizzo errato dei medesimi, nonché in caso di omesso utilizzo degli strumenti di pagamento ammessi o di mancata indicazione del CIG sui medesimi.

L’Ufficio Legale Fiavet è a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

All. News 38.pdf

                                                                                     Ufficio Legale Fiavet

 

 

 

Cordiali saluti.

La Segreteria

 

                                                                                    

 

Prot. 119/11 – News 38 – Dal sito: www.fiavet.lazio.it

 

 

 



[1] La Fiavet ha segnalato al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ed all’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici il ritardo con il quale gli istituti scolastici stanno comunicando i CIG, chiedendo l’accelerazione delle procedure di rilascio dei codici stessi ovvero la previsione di una moratoria nell’applicazione di sanzioni per il caso di transazioni effettuate senza indicazione del numero del CIG.