Naufragio Costa “Concordia” – Aspetti Legali

Naufragio Costa “Concordia” – Aspetti Legali

 

In riferimento alla nota tragedia della nave Costa Concordia,  si riepilogano qui di seguito, in maniera sintetica, alcuni aspetti legati alla applicazione della normativa sui pacchetti turistici, quali linee di indirizzo per le agenzie di viaggi che avessero venduto la crociera oggetto di naufragio, ovvero altre crociere con la Costa Concordia di imminente partenza.

 

a)    Per la vendita della crociera della Costa “Concordia” oggetto di naufragio.

 

La Crociera rientra, secondo la nuova definizione dei pacchetti turistici, di cui all’art. 34 del Decreto Legislativo 23 maggio 2011 n. 79 (c.d. Codice del Turismo), tra i pacchetti turistici, essendo ivi espressamente citata al comma I. La lettura di tale disposizione, in combinato disposto con l’art. 33 comma I lettera a) – dove si definisce l’organizzatore di viaggio – consente di parificare l’organizzatore della crociera all’organizzatore di pacchetti di viaggi e “circuito tutto compreso”, a cui si applicano le norme di cui agli art. 32-51, costituenti il titolo VI del detto Codice del Turismo (peraltro ulteriore conferma di tale dato si trae anche dall’art. 18, II comma, secondo cui “sono, altresì, considerate agenzie di viaggio le imprese esercenti, in via principale, l’organizzazione dell’attività di trasporto terrestre, marittimo, aereo, lacuale e fluviale quando assumono direttamente l’organizzazione di viaggi, crociere, gite ed escursioni…”).

Ciò chiarito, a mente dell’art. 43, in combinato disposto con gli art. 44-45 del Codice del Turismo, l’organizzatore della crociera risponde del danno derivante alla persona, ovvero degli altri danni di natura patrimoniale (quali, ad esempio, i danneggiamenti a cose e beni del turista), ovvero del danno non patrimoniale, secondo le norme stabilite dalle Convenzioni internazionali di cui sono parte l’Italia o l’Unione Europea, che disciplinano le singole prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico, così come recepite nell’ordinamento italiano.

Il diritto al risarcimento del danno del turista si prescrive in tre anni dalla data di rientro del turista nel luogo di partenza, per quanto riguarda il danno alla persona (salvo il termine di 18 o 12 mesi per quanto attiene all’inadempimento di prestazione di trasporto, comprese nel pacchetto turistico, per le quali si applica l’art. 2951 del Codice Civile, che prevede una prescrizione annuale per i trasporti che hanno inizio o termine all’interno dell’Europa e di 18 mesi per i trasporti extraeuropei), mentre si prescrive in un anno dal rientro del turista nel luogo di partenza, il danno diverso da quello alla persona.

Ora nel caso di specie, le agenzie di viaggi che abbiano svolto l’attività di intermediarie nella vendita della crociera in oggetto, non essendo parte del contratto di vendita del pacchetto (crociera) intermediato (che viene concluso tramite l’agenzia di viaggi, in forza del mandato con rappresentanza conferito dal consumatore ed eventualmente anche dal tour operator sulla base di un contratto T.O.-T.A. non rispondono dei sopradetti danni) e pertanto non risponde dei sopradetti danni. Ne è prova la indicazione dell’art. 43 che prevede che “…l’organizzatore e l’intermediario sono tenuti al risarcimento del danno secondo le rispettive responsabilità…”.

 

b)    Per quanto riguarda le crociere in partenza vendute sulla Costa “Concordia”.

 

Per quanto riguarda questo tipo di crociere, in attesa di indicazioni ufficiali da parte di Costa, sulla riprogrammazione si possono solo fare delle ipotesi, tra quelle più probabili.

 

Essendo pacifico che la Costa “Concordia” non sarà in grado di riprendere la navigazione, l’ipotesi più plausibile è che le crociere in partenza vendute con la nave Costa Concordia siano riprogrammate, con la sostituzione di altra nave. Ove tale sostituzione non avvenga con una nave dalle caratteristiche omologhe (per i servizi, per i comforts e quant’altro) rispetto alla Costa Concordia, si integrerebbe un’ipotesi di modifica di elemento significativo del contratto di organizzazione di viaggio che, ai sensi dell’art. 41 Cod. del Turismo, obbligherebbe di darne immediato avviso in forma scritta al turista, indicando il tipo di modifica e l’eventuale variazione del prezzo che ne consegue, ai sensi dell’art. 40.

 

Ove il turista non accetti la proposta di modifica, lo stesso potrà recedere senza pagamento di penali ed avrà diritto a quanto previsto dall’art. 42 e cioè:

 

1)     di usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo o di un pacchetto turistico qualitativamente inferiore previa restituzione della differenza di prezzo;

2)     in alternativa gli verrà rimborsata, entro 7 giorni  lavorativi dal momento del recesso, la somma di denaro già corrisposta.

Il turista deve comunicare la propria scelta all’organizzatore o all’intermediario entro 2       giorni lavorativi dal momento in cui ha ricevuto l’avviso di modifica.

 

Cordiali saluti.

 

 

Avv. Federico Lucarelli

                         Consulente Legale

 

 

 

 

 

Prot. 22/12 – News 10 – Dal sito: www.fiavet.lazio.it