LEGGE DI BILANCIO 2018: MISURE IN MATERIA DI OCCUPAZIONE, WELFARE, PREVIDENZA E ASSISTENZA

Con la legge di bilancio 2018, approvata il 23 dicembre 2017, vengono introdotte molte misure in materia di occupazione, welfare, previdenza e assistenza. Di seguito alcuni dei principali provvedimenti:

1- SGRAVI ASSUNZIONI GIOVANI (commi 100-108)

A decorrere dal 1° gennaio 2018, ai datori di lavoro del settore privato è riconosciuto un esonero triennale pari al 50% dei contributi previdenziali a loro carico, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, nel limite massimo di un importo di 3.000 euro su base annua per le nuove assunzioni con contratti a tutele crescenti di giovani. La misura è strutturale.
Possono beneficiare del bonus solo i datori di lavoro che nei sei mesi precedenti l’assunzione non abbiano effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi.
Sono esclusi i lavoratori domestici.
In particolare l’esonero spetta:

  1. ai lavoratori assunti a tempo indeterminato, comprese le conversioni da tempo determinato, che alla data di assunzione non abbiano compiuto i 30 anni d’età, età innalzata a 35 anni per le assunzioni del solo anno 2018. I lavoratori, alla data di assunzione, non devono aver avuto in precedenza altri rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il medesimo o con altri datori di lavoro, tranne il caso in cui l’esonero della stessa normativa sia stato solo parzialmente usufruito;
  2. nei casi di prosecuzione di un contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato  purché entro il trentesimo anno di età al momento della prosecuzione;
  3. ai datori di lavoro che assumono, entro sei mesi dal conseguimento del titolo di studio, studenti che abbiano svolto con loro percorsi di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato per il conseguimento di titolo di studio. In questo caso l’esonero è previsto nella misura del 100%.
  4. nelle regioni in transizione o in via di sviluppo (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna)  il bonus arriva al 100% dei contributi:
  1. nei casi di  neoassunti nei limiti di età  citati e
  1. per i soggetti con più di 35 anni, se disoccupati da almeno 6 mesi.
Attenzione: Il bonus è riconosciuto anche per le assunzioni avvenute nei mesi di novembre e dicembre 2017, con decorrenza  dello sgravio dal 1/1/2018 e durata triennale a partire dalla stessa data.
Inoltre,  se il lavoratore assunto, utilizzando lo sgravio contributivo, cambia lavoro, l’agevolazione viene riconosciuta al nuovo datore di lavoro, per il periodo residuo, indipendentemente dall’età anagrafica alla data della nuova assunzione.


In sintesi:

NUOVI SGRAVI ASSUNZIONI 2018 DATORI DI LAVORO PRIVATI

misura e durata incentivo

requisito soggettivo

requisito oggettivo

50%
per 3 anni
massimo 3000 euro annui
lavoratori che non siano mai stati assunti a tempo indeterminato

  • fino a 35 anni non compiuti (solo nel 2018)
  • fino a 30 anni non compiuti( dal 2019)

anche per lavoratori al termine del periodo di apprendistato entro i 30 anni di età (n.106)

  • nuovo contratto t.ind. tutele crescenti
  • conversione da t.det. a t.ind.
  • in aziende che non abbiano effettuato licenziamenti nei 6 mesi precedenti
100%
per 3 anni
  • nelle Regioni Centro-Meridionali (in transizione o in via di sviluppo)
  • anche senza limite di età se  disoccupati da piu di 6 mesi
  • contratto t.ind. tutele crescenti
  • conversione da t.det. a t.ind
  • in aziende che non abbiano effettuato licenziamenti nei 6 mesi precedenti
100%
per 3 anni
  • giovani fino a 30 anni che abbiano svolto periodi di apprendistato per la qualifica professionale o alta formazione
  • o alternanza scuola-lavoro nella stessa azienda, entro sei mesi dal conseguimento de titolo di studio
  • contratto t.ind. tutele crescenti
  • conversione da t.det. a t.ind.
  • in aziende che non abbiano effettuato licenziamenti nei 6 mesi precedenti


2.
 INCREMENTO SOGLIE REDDITUALI DEL BONUS DI “80 EURO” (comma 132)
Le soglie reddituali per l’accesso al cd. bonus 80 euro (art.13 c.1.bis TUIR), vengono innalzate  come segue:
< >con le modifiche in esame il bonus spetta per un reddito complessivo non superiore a 24.600 euro (a fronte della vigente soglia di 24.000 euro); il bonus decresce, fino ad annullarsi, in presenza di un reddito complessivo pari o superiore a 26.600 euro (a fronte dei vigenti 26.000 euro).

SOGLIE DI REDDITO PER PERCEZIONE BONUS RENZI

2015-2017 Soglia minima 24.000 euro Soglia massima 26.000 euro
Dal 2018 Soglia minima 24.600 euro Soglia massima 26.600 euro


3. AUMENTO TICKET DATORE DI LAVORO PER LICENZIAMENTO (comma 137)

A decorrere dal 1º gennaio 2018, per ciascun licenziamento collettivo, il datore di lavoro è tenuto alla contribuzione introdotta dalla legge n. 92- 2012 per il finanziamento dell’integrazione salariale straordinaria, pagando l’aliquota percentuale innalzata all’82%.  Fanno eccezione dei licenziamenti collettivi a seguito di procedure instaurate entro ottobre 2017, ai sensi dell’art. 4 della l. 223/1991.
4. ADEGUAMENTO REQUISITI PENSIONISTICI- INCREMENTO SPERANZA DI VITA (commi 146-154)
Dal 2019 si conferma il previsto incremento di cinque mesi sia dell’età anagrafica che dei requisiti contributivi per la pensione anticipata, che sale quindi a 67 anni per tutti i lavoratori. Dall’incremento sono esclusi i dipendenti che svolgono lavori usuranti.
A partire dal 2021:

  • si dovrà fare riferimento alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio di riferimento.
  • gli adeguamenti non potranno essere superiori a 3 mesi con recupero dell’eventuale misura sia eccedente che  negativa in occasione dell’adeguamento o degli adeguamenti successivi, mediante compensazione. 

Soggetti esclusi: si prevede l’esclusione dall’adeguamento a 67 anni dell’età per la pensione, di specifiche categorie di lavoratori  e in particolare:

  • ai lavoratori dipendenti che svolgano da almeno 7 anni – nell’ambito dei 10 anni precedenti il pensionamento – le professioni  gravose (allegato B della legge) e che siano in possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni;
  • agli addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti (cosiddette “usuranti”), di cui all’articolo 1 del D.Lgs. 67/2011, a condizione che le attività usuranti vengano svolte al momento dell’accesso al pensionamento, che siano state svolte per una certa durata nel corso della carriera lavorativa e che i lavoratori siano in possesso di un’anzianità contributiva pari a 30 anni;

 

Attenzione: L’esclusione non si applica:

  1. al requisito contributivo ridotto per la pensione anticipata  dei lavoratori precoci previsto dall’articolo 1, commi 9-205, della L. 232/2016;
  2.  ai soggetti che godano, al momento del pensionamento, dell’APE sociale;
  3. Un decreto interministeriale, da emanarsi entro il 31 gennaio 2018, definirà le modalità attuative delle nuove norme. 

5. AMPLIAMENTO ESODO ANTICIPATO – “ISOPENSIONE” (comma 160)
Viene modificata la disciplina dell’esodo anticipato (cd. Isopensione L. 92/2012) che diventa fruibile in aziende interessate da eccedenze di personale, per i lavoratori che raggiungano i requisiti minimi per il pensionamento nei 7, invece che 4, anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, limitatamente al triennio 2018-2020.
6. APE E PENSIONAMENTO LAVORATORI PRECOCI (commi da 162 a 167)

Per quanto concerne l’istituto sperimentale dell’APE volontaria, viene disposta la proroga di un anno cioè dal 31 dicembre 2018, termine attualmente previsto, al 31 dicembre 2019.
7. STABILIZZAZIONE “RITA “RENDITA INTEGRATIVA TEMPORANEA ANTICIPATA (comma 168)

La “Rendita integrativa temporanea anticipata” (RITA), oggi prevista in via sperimentale  per il 2017-2018,  diventa strutturale.
La RITA è una prestazione effettuata dai fondi di previdenza integrativa, che a differenza dell’ordinaria erogazione di una rendita vitalizia, può essere richiesta in caso di cessazione dell’attività lavorativa da parte dei lavoratori che maturano l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i cinque anni successivi.
Con la nuova legge di bilancio 2018,  si riconosce la possibilità di accedere anche in caso di inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 24 mesi per i lavoratori che maturano l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i dieci anni successivi.
8. POTENZIAMENTO DEL CONTRASTO ALLA POVERTÀ (REI) (commi da 190 a 197; da 199 a 200)

L’art. 1, commi da 190 a 197 e da 199 a 200, della Legge di Bilancio 2018 estende la platea dei beneficiari e incrementa per le famiglie numerose l’importo del Reddito di inclusione – ReI, la misura nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, recentemente introdotta dal D.Lgs. 147/2017.   Dal 1° luglio 2018, sono resi meno stringenti i requisiti necessari in sede di prima applicazione (1 gennaio 2018).  In particolare:

  • decadono i requisiti collegati alla composizione del nucleo familiare richiedente, di cui vengono considerate esclusivamente le condizioni economiche.
  • il massimale annuo riferito alla componente economica del ReI è incrementato del dieci per cento (esclusivamente per i nuclei familiari con 5 o più componenti; il beneficio passa quindi da 485 a circa 534 euro mensili).

REI  – REDDITO DI INCLUSIONE – 2018

periodo requisiti misura e durata
dal 1.1.2018  economici (contestualmente presenti):

  • ISEE FINO A €6.000;
  • ISRE  FINO A €3.000;
  • patrimonio immobiliare, diverso da abitazione, max €20.000;
  • patrimonio mobiliare  da €6.000,( 1 componente)no a max  €10.000;
  • no autoveicoli, o moto immatricolati la prima volta nei ventiquattro mesi antecedenti la richiesta.

un requisito familiare tra i seguenti:

  • un componente di eta’ minore di anni 18;
  • una persona con disabilita’ e un suo genitore, o tutore;
  • una donna in stato di gravidanza accertata
  •  un lavoratore di eta’ pari o superiore a 55 anni, in stato di disoccupazione per licenziamento da almeno tre mesi che abbia terminato la fruizione della NASPI.
  •  1 persona: 187,50 euro
  •  2 persone: 294,38 euro
  •  3 persone: 382,50 euro
  • 4 persone: 461,25 euro
  • 5 e più persone: 485,40 euro

Per 18 mesi;
puo essere rinnovata per ulteriori 12 mesi se permangono i requisiti con un intervallo di almeno 6 mesi tra le due erogazioni

dal 1.7.2018  economici: come sopra
familiari:  nessuno
incremento del 10% per famiglie da 5 componenti in su.

9. DIVIETO DI LICENZIAMENTO DOPO DENUNCIA DI MOLESTIE (comma 218)
L’art. 1, comma 218, della Legge di Bilancio 2018 inserisce nel Codice delle pari opportunità disposizioni a garanzia dei soggetti che denunciano molestie, anche sessuali, sul luogo di lavoro, fatti salvi i casi di accertata diffamazione da parte del denunciante. Pone poi a carico del datore di lavoro l’obbligo di garantire l’integrità fisica e morale e la dignità dei lavoratori, e di porre in essere, con il coinvolgimento dei sindacati, iniziative volte a prevenire le molestie sessuali. Infine, sollecita tutti i soggetti coinvolti, tra cui anche i lavoratori e le lavoratrici, a garantire un ambiente di lavoro rispettoso della dignità umana.
10. PROROGA E RIDETERMINAZIONE ASSEGNO DI NATALITÀ (BONUS BEBE’) (commi 248 249)

L’art. 1, commi 248 e 249, della Legge di Bilancio 2018 dispongono la  proroga dell’assegno di natalità (cd. bonus bebè) per il 2018  già previsto a legislazione vigente fino al 2020, riducendone la durata fino al compimento del 1° anno d’età (invece che fino a tre anni).
Cordiali saluti.
Fiavet Lazio
La Segreteria
 
Prot. 13/18 – News 13