Le note dell'Avvocato Lucarelli sul Codice del Turismo

 

 

 

 

 

                                                                                             

 

COMMENTO AL  “CODICE DEL TURISMO”

           

                                                                                                       

 

Problematiche di incostituzionalità per violazione delle competenze legislative regionali: il nuovo testo approvato sembra nettamente migliorativo sotto l’aspetto in commento, tenuto conto che sono state molte le parti emendate ed eliminate che riservavano alla competenza statale (anche tramite l’emissione di D.P.C.M.) la disciplina di molteplici aspetti della materia turistica. L’impianto generale dell’intervento normativo, unitamente ai rimandi con decretazione di provenienza ministeriale, aveva le più forti resistenze e dubbi di Costituzionalità, rispetto all’attribuzione della competenza normativa in materia di Turismo alle Regioni, ai sensi dell’art. 117, IV comma Costituzionale (che avevano portato al parere negativo sullo schema del Codice del Turismo, della Conferenza Permanente Stato, Regioni, Province Autonome di Trento e Bolzano). Nella nuova stesura il legislatore statale ha mantenuto esclusivamente un profilo più attinente ai concetti di intervento di “svecchiamento”, operando secondo il principio di sussidiarietà, nonchè di “recepimento” dei nuovi orientamenti Giurisprudenziali, che è molto meglio difendibile nell’eventuale scrutinio da parte della Corte Costituzionale;

 

titolo I capo II definizione di “imprese turistiche”: sotto tale capo è da plaudire sia l’art. 4, dove rispetto ad una definizione omnicomprensiva di impresa turistica, la stessa è stata ricalibrata con indicazione prevalente rispetto alle attività di agenti di viaggio (organizzazione, produzione, commercializzazione e d’intermediazione dei servizi turistici), sia il collegato articolo 5 sulle “imprese turistiche” senza scopo di lucro, il quale ultimo imporrà a tutto il fenomeno dell’associazionismo culturale e ricreativo, che voglia svolgere attività in tale settore, di rispettare le medesime identiche regole delle imprese con scopo di lucro, ferma la loro operatività limitata esclusivamente agli associati”;

 

– titolo IV agenzie di viaggi e turismo: tale titolo contempla in tutto 4 articoli (art. 18-21). Si tratta della parte pubblicistica relativa alle agenzie di viaggio. Innanzitutto è apprezzabile il II comma dell’art. 18 dove i vettori, ove svolgano anche l’organizzazione di viaggi, crociere ed escursioni o comunque comprendano prestazioni o servizi aggiuntivi rispetto a quelli strettamente relativi al trasporto, rientrano nella definizione di agenzie di viaggi, con conseguente necessità di ottenere la relativa autorizzazione. Il comma IV, invece recupera una norma inattuata della legge 135/2001, imponendo un regime uniforme per le cauzioni imposte nelle varie Regioni al fine del rilascio dell’autorizzazione delle agenzie di viaggi.

Si segnala esclusivamente che nella direttiva Bolkestein, come attuata in Italia di recente, proprio l’imposizione delle cauzioni ed oneri economici “all’ingresso”, di settori commerciali, è stata ritenuta un ostacolo da eliminare per la liberalizzazione dei servizi commerciali. Vedremo come si coniugheranno queste due normative.

Molto apprezzabili sono i commi dal V all’ VIII, tenuto conto che – con precedenti molto rari nel diritto vigente, quali ad esempio  il mondo assicurativo e bancario, – le stesse disposizioni impongono  il divieto per  soggetti commerciali che non sono agenti di viaggio di utilizzare i termini “agenzia di viaggio”, “agenzia di turismo”, “tour operator”, “mediatore di viaggio”, pena la sanzione amministrativa che sarà stabilita dalle Regioni (speriamo con importi molto salati) e con obbligo ai soggetti che sono in tale situazione di  adeguarsi entro un anno. Ciò darà un ulteriore strumento per poter eliminare fenomeni di abusivismo che sfruttano una nomenclatura accattivante, richiamante il mondo dell’agenzia di viaggio (promotori di viaggio, consulenti di viaggio, etc.) che in realtà sono fenomeni di un abusivismo ai margini della norma. Il comma IX, invece,  mi sembra appositamente tagliato per il recente fenomeno degli “smart box”, che salvaguarda  l’esigenza che il produttore degli “smart box” sia un agente di viaggio, ferma la possibilità che la commercializzazione  avvenga anche tramite catene distributive commerciali non rientranti nell’area agenziale.

 

L’art. 21 recepisce sia gli art. 3 e 4 del Decreto legislativo 23 novembre 1991 n. 392 (che aveva recepito la direttiva CEE 82/470), riaffermando l’esigenza che nelle leggi regionali e delle Province Autonome l’attività di agente di viaggio può essere autorizzata solo provando il possesso di requisiti professionali, di onorabilità finanziaria.

 

– titolo V (nello schema di decreto in realtà indicato come Titolo I) capo I  “contratti del turismo organizzato” (art. 32-51). Tali articoli sostituiscono gli art 80 -100 del Codice del Consumo. L’art. 3 comma II peraltro conferma l’abrogazione della CCV – Convenzione Internazionale sul contratto di viaggio 23.04.1970, resa esecutiva in Italia con legge 27.12.1977 n. 1084 al momento in cui diventerà efficace la denuncia dello Stato Italiano di tale Convenzione.

Sotto tale parte, innanzitutto, si nota il II comma dell’art. 32. In tale disposizione il legislatore ha mantenuto una singolare  “disciplina” dello ius poenitendi , cioè il diritto di recesso del consumatore per quanto riguarda i contratti a distanza. Ed infatti, pur richiamandolo, ha rimesso al professionista il potere di comunicare per iscritto l’esclusione del diritto di recesso. Salvo pensare ad interpretazioni correttive del senso letterale, la stessa darà la possibilità, anche nei contratti a distanza, di specificare preventivamente che non sarà riconosciuto il diritto di recesso e pertanto lo stesso non opererà (una sorta di diritto potestativo). Si segnala, comunque, che dalla lettura della relazione illustrativa sembrerebbe invece che la norma vada interpretata esclusivamente per i last minute ed i last second.

La nuova definizione di  organizzatore di viaggio secondo l’art. 33 lettera a) ha incluso nella definizione anche i T.O. e le “piattaforme” on-line,  ricomprendendo anche il fenomeno del “pacchetto dinamico”.

Ed infatti verrà considerato organizzatore anche colui che utilizzerà un “sistema di comunicazione a distanza mettendo a disposizione del turista la possibilità di realizzare autonomamente ed acquistare tale combinazione”.

 

Nell’art. 34, che riporta la definizione di pacchetti turistici, si segnala l’eliminazione, rispetto al testo del I comma dell’art. 84 del Codice del Consumo, della limitazione secondo cui non potevano essere considerati pacchetti, i viaggi, i circuiti che erano di durata inferiore alle 24 ore, ovvero non comprendessero almeno una notte: si deve allo stato, quindi, ritenere che qualsiasi tipo di combinazione di due dei tre servizi turistici caratteristici (trasporto, alloggio o servizi turistici non accessori ai primi due), anche se di durata inferiore alle 24 ore o non comprendente almeno una notte, debba considerarsi pacchetto turistico (si pensi, ad esempio, alle escursioni ed alle gite di un solo giorno).

 

Nell’art. 35 “Forma dei Contratti turistici”, va notata l’aggiunta apportata al testo originario del II comma della corrispondente norma del Codice del Consumo (art. 85) in riferimento ai pacchetti venduti per via telematica. In tal caso il venditore che si occupa di procurare a terzi anche per via telematica un servizio turistico disaggregato (alloggio; trasporto, etc.) è tenuto a rilasciare al turista i documenti relativi a questo servizio portanti la sua firma, anche elettronica. Questi documenti o la fattura relativa riportano la somma pagata per il servizio.

 

L’art. 36, che disciplina gli “Elementi del contratto di vendita dei pacchetti turistici” è pressoché identico al testo dell’omologa norma Codice del Consumo (art. 86). Le uniche due differenze che si colgono sono le seguenti: a) abrogazione della necessità di indicazione dei presupposti  e modalità d’intervento del Fondo di Garanzia (lettera f art. 86 Codice Consumo); b) inclusione di una nuova lettera g) che prescrive, ove il pacchetto turistico includa il trasporto aereo,  “l’obbligo  di nome del vettore e la sua eventuale non conformità alla regolamentazione dell’Unione Europea”.

 

L’art. 38, “Opuscolo informativo”, è pressoché corrispondente all’omologo art. 88 del Codice del Consumo. Si segnalano esclusivamente: a) l’ampliamento della lettera b), del comma 1, ove è stata inserita, in riferimento all’ubicazione dell’albergo, la locuzione “…con particolare riguardo alla distanza dalle attrazioni turistiche di luogo”; b) nonché la nuova lettera i), con l’indicazione degli “estremi della copertura obbligatoria, delle eventuali polizze assicurative e facoltative a copertura delle spese sostenute dal Turista  per l’annullamento del contratto, per il rimpatrio in caso di incidente o malattia, nonché delle ulteriori polizze assicurative sottoscritte dal turista in relazione al contratto”.

 

 

Nell’art. 43, corrispondente al precedente art. 93 del Codice del Consumo, disciplinante il mancato od  inesatto adempimento del pacchetto di viaggio, è stata aggiunta la “locuzione” “si considerano inesatto adempimento le difformità degli standard qualitativi dei servizi promessi e pubblicizzati”. Dopo i numerosi interventi effettuati anche da Fiavet su testi che erano partiti in maniera molto più penalizzante per il comparto agenziale, la modifica si è trasformata in una aggiunta pleonastica, che conferma la responsabilità del T.O. che abbia esplicitato particolari qualità e standard dei propri servizi nei cataloghi o nel materiale pubblicitario, mentre non creerà responsabilità nel caso in cui non abbia ritenuto di esplicitare livelli e classificazioni di alcuni servizi pubblicizzati, in quanto gli alberghi o strutture in alcune mete non siano classificabili secondo un regime pubblicistico.

 

Nell’art. 45, “Responsabilità per danni diversi da quelli alla persona”, in conseguenza della abrogazione della Convenzione Internazionale relativa al contratto di viaggio (CCV), il riferimento ai limiti risarcitori è ora previsto, rispetto al precedente testo dell’art. 95 del Codice del Consumo, alle Convenzioni internazionali che disciplinano prestazioni che formano oggetto del pacchetto, con esplicito richiamo, quanto al settore dei servizi alberghieri, agli art. 1783 e 1784 del codice Civile, che riguardano la responsabilità per le cose portate o consegnate in albergo.

 

 

L’art. 47 è nuovo ed introduce e codifica il “danno da vacanza rovinata”. Così come codificato, il danno che originariamente è stato pensato dalla Corte di Giustizia come danno morale, viene sostanzialmente “contrattualizzato”. Sia in quanto risponde  al criterio della non scarsa importanza dell’art. 1455 (sull’inadempimento e risoluzione del contratto), sia in quanto il risarcimento è legato a due criteri (tempo di vacanza inutilmente trascorso e “irripetibilità dell’occasione perduta”) che obiettivamente sono più criteri obiettivi di minor fruizione, dal lato patrimoniale, dei servizi acquistati, che non criteri basati  sulla lesione del bene immateriale, quale il godimento psicofisico, che ha sempre caratterizzato questa tipologia di danno.

 

L’art. 49 sul reclamo si è raggiunto un buon compromesso. Se da una parte non è passata la nostra richiesta di codificare il termine di 10 giorni per l’invio del reclamo quale termine di decadenza, dall’altro l’inserimento del richiamo all’art. 1227 del Codice Civile, introduce un criterio di responsabilizzazione del consumatore per il reclamo, che potrebbe comportare anche una sua responsabilità concorrente  nella produzione del danno, con riduzione della quantificazione dello stesso.

 

Gli art. 50 e 51, infine vanno letti unitariamente, tenuto conto che costituiscono  il compromesso trovato soprattutto  in merito alle polizze non obbligatorie, in particolare, a quella relativa alla garanzia dell’immediato rientro del turista o per il fallimento dell’intermediario che inizialmente erano state proposte come alternativa secca al Fondo di garanzia pubblico. Invece il comma II dell’art. 51 le ha previste come facoltative. Il mantenimento invece  del Fondo di garanzia pubblico dell’art. 51 è un fatto certamente positivo, che va ulteriormente valorizzato richiedendo di riscrivere i criteri di gestione e di funzionamento con l’emissione del nuovo D.M. previsto dal comma VI dell’art. 51.

 

Capo III – La qualità del servizio e la soluzione alle controversie. Gli ultimi quattro articoli del Codice (artt. 66 – 69) sono dedicati a forme di garanzia di qualità del servizio ed a strumenti per la composizione bonaria delle vertenze. Oltre la previsione dell’adozione della Carta dei Servizi Turistici Pubblici da parte delle Pubbliche Autorità, che svolgano servizi turistici nell’ambito della loro attività istituzionale (art. 66), l’art. 67 richiama la procedura di mediazione di cui al D.Lgs. 4.03.2010 n. 28 anche per il contenzioso turistico. Ove il consumatore accetti di sottoscrivere la clausola di mediazione nell’ambito del contrato di prestazione dei servizi turistici, ciò comporterà l’eventuale improcedibilità dell’avvio del contenzioso giudiziale avanti la magistratura ordinaria, ove non sia proceduto al previo espletamento della procedura di mediazione.  Tale strumento di deflazione del contenzioso, unitamente alle procedure di negoziazione volontaria o paritetica ed alle procedure di conciliazione innanzi alle Commissioni Arbitrali o Conciliative e bilaterali tra imprese e consumatori già esistenti, costituiscono il “pacchetto di misure” per deflazionare il contenzioso turistico. Sempre in tale ottica, ma nell’ambito di una gestione pubblica per eventuali reclami, gli art. 68 e 69 istituiscono presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività nel Turismo un “Call Center” presso il quale i turisti possono proporre istanze e richieste e reclami nei confronti degli operatori turistici. A seguito di tali istanze il Dipartimento avvierà una istruttoria, che dovrà concludersi entro 45 giorni.

 

 

Roma, 21 giugno 2011