Fiavet: "Il Contributo di Soggiorno meglio Nazionale che Comunale"

Fiavet: Il Contributo di Soggiorno meglio Nazionale che Comunale

 

 

Alle tre del mattino del 23 dicembre l’Assemblea Capitolina ha approvato il Regolamento relativo al contributo di soggiorno per i turisti che alloggiano nelle strutture ricettive del Comune di Roma. Pertanto, a far data dal 1° gennaio prossimo Roma Capitale chiederà ad ogni turista di contribuire alle spese di risanamento del bilancio capitolino.

La Fiavet Lazio conferma che il Regolamento attuativo prevede un contributo pari a euro 2,00 al giorno per persona per i pernottamenti  effettuati in agriturismi, aree attrezzate per la sosta temporanea, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze, affittacamere, case per ferie, residenze turistiche alberghiere e alberghi a 1, 2 e 3 stelle; è pari a euro 3,00 al giorno per persona per i pernottamenti effettuati in alberghi a 4 e 5 stelle ed è applicato fino ad un massimo di dieci pernottamenti consecutivi. È invece pari ad euro 1,00 al giorno per persona per i pernottamenti effettuati nelle strutture ricettive all’aria aperta – campeggi ed aree attrezzate per la sosta temporanea ed è applicato fino ad un massimo di cinque pernottamenti consecutivi.

La Fiavet Lazio in fase di ultimazione della contrattazione ha ottenuto l’esenzione dal pagamento del contributo di soggiorno per gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici che prestano attività di assistenza a gruppi organizzati dalle agenzie di viaggi e turismo. L’esenzione si applica per ogni autista di pullman e per un accompagnatore turistico ogni 25 partecipanti.

“La manovra correttiva di Luglio del Governo – afferma Costanzo – per garantire l’equilibrio economico finanziario della gestione ordinaria del  Comune di Roma ha di fatto imposto a Roma Capitale l’introduzione di un contributo di soggiorno. Da subito la Fiavet Lazio si è dichiarata apertamente contraria a tale provvedimento, proponendo soluzioni alternative e ribadendo la propria contrarietà in ogni tavolo di concertazione avviato con il Comune. Abbiamo sempre evidenziato con chiarezza l’inopportunità di un provvedimento che avesse per protagonista il turismo in un momento di grave crisi economica per l’intera categoria dove perdura ancora  grande preoccupazione e incertezza per il futuro. Va segnalato anche che il provvedimento, con le dovute modifiche, è stato approvato questa notte, a soli 8 giorni dalla sua applicazione. Questo ha recato confusione e incertezza nel mercato internazionale.

Vorrei esprimere inoltre una ulteriore perplessità sulla base di quanto emerso nelle dichiarazioni stampa del Presidente del Consiglio, – continua Costanzo – riguardo l’emanazione di un contributo di soggiorno anche nella città di Firenze, apertura data anche a Venezia e più genericamente per le città d’arte.

 Il mondo del turismo è fortemente preoccupato per l’insana prassi dell’individuazione del turista quale soggetto passivo da sottoporre ad imposte indiscriminate e non organizzate. Appare chiaro che nelle dinamiche decisionali che vengono adottate per tali provvedimenti, non traspare un’analisi del fenomeno turistico nel suo insieme, le difficoltà del mercato internazionale e i risvolti di natura commerciale che sono alla base della determinazione dei flussi di traffico turistico. Nella fattispecie l’impegno costante delle imprese del settore è quello di formulare proposte di viaggio e itinerari italiani partecipando alla sempre più competitiva “gara” del mercato internazionale. Il turista straniero viene attirato non solo dalle bellezze del Paese, ma anche da una offerta strutturata, caratterizzata da servizi di qualità e prezzi competitivi. E’ ovvio che la determinazione di un contributo di soggiorno da attribuirsi alle città d’arte, località che rappresentano oltre il 70% della richiesta di tour organizzati, non farà che aumentare in maniera compromettente l’importo totale dell’itinerario italiano, creando una ulteriore anomalia applicativa di tale contributo che in altri paesi è richiesta su base nazionale e non per città. Tanto varrebbe infatti prevederlo su scala nazionale risolvendo così le forti problematiche di riscossione e di effettiva erogazione per le imprese del settore e di differenziazione dell’importo che mette, inoltre, in competizione le città tra di loro. E’ difficile al momento stabile quale potrà essere il proseguo di questa situazione e gli ulteriori risvolti sul mercato turistico italiano.