Determinazione AVCP n. 4 del 7.7.2011 sulla tracciabilità dei flussi finanziari

Determinazione AVCP n. 4 del 7.7.2011 sulla tracciabilità dei flussi finanziari

 

 

Con la Determinazione n. 4 del 7 luglio 2011 (allegata) l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha inteso riordinare quanto affermato in precedenza con le determinazioni 8 del 18.11.2010 e 10 del 22.12.2010 – da intendersi sostituite con la determinazione in commento – sulle norme in materia di tracciabilità dei flussi finanziari relativi ai contratti pubblici, fornendo nuove linee interpretative dell’art. 3 della Legge 136/2010.

                                                 

Il provvedimento dell’AVCP, in particolare, partendo da alcune riflessioni generali sulle finalità della legge 136/2010, fornisce chiarimenti in ordine:

a) all’entrata in vigore della normativa (7.9.2010) e sul regime transitorio dei contratti stipulati prima di tale data;

b) all’ambito di applicazione della normativa, specificando, tra l’altro, il concetto di “filiera di imprese”;

c) ad alcune fattispecie specifiche, tra cui include i contratti stipulati dalle agenzie di viaggio;

d) alle modalità di attuazione della tracciabilità.

 

Tra i chiarimenti forniti si segnala:

 

Contratti stipulati dalle agenzie di viaggio: il punto 4.8 della Determinazione AVCP n. 4 del 7 luglio 2011 specifica che i contratti stipulati dalle stazioni appaltanti con le agenzie di viaggio aventi ad oggetto la prestazione dei servizi offerti dalle stesse agenzie sono sottoposti agli obblighi di tracciabilità, mentre sono esclusi i fornitori di servizi di trasporto, ricettivi e di ristorazione acquistati dalle agenzie per conto delle stazioni appaltanti.

Ugualmente, quando le agenzie di viaggio rendono i loro servizi in favore di imprese appaltatrici, non rientrano nel concetto di filiera, ma i servizi svolti dalle medesime sono da ritenersi compresi nel comma 3 dell’art. 3 della legge 136/2010 e, quindi, soggetti al regime della tracciabilità.

 

Ne discende che, nel caso di vendita di un pacchetto o servizio turistico ad un Ente Pubblico, la agenzia di viaggio dovrà eseguire tutti gli adempimenti previsti dalla normativa sulla tracciabilità (quali, ad es., l’inclusione della clausola di tracciabilità nei contratti con l’ente pubblico, l’utilizzo e la comunicazione all’impresa appaltante di conti correnti dedicati, l’uso di strumenti di pagamento che consentano la tracciabilità e l’indicazione negli stessi del CIG/CUP), ma non sarà obbligatorio includere la clausola di tracciabilità nei contratti conclusi con i fornitori.

 

Ne discende, altresì, che quando sono le agenzie di viaggio a fungere da “fornitori” di imprese che hanno stipulato un appalto pubblico (si pensi al caso della fornitura di biglietteria per il trasporto di dipendenti di imprese che stanno eseguendo delle commesse pubbliche), le stesse non rientrano nel concetto di “filiera di imprese”, ma i pagamenti alle medesime eseguiti non possono avvenire in contanti e debbono essere documentate.

L’articolo in commento, comunque, al di là dell’apparente chiarezza, pone alcuni dubbi interpretativi: ad es. nell’ipotesi in cui l’agenzia di viaggi svolga l’attività di organizzatore ed includa nel pacchetto delle visite guidate, cioè servizi turistici diversi da quelli ricettivi, di trasporto e di ristorazione: sembrerebbe che il relativo fornitore debba essere considerato come facente parte della filiera e soggetto, anch’egli agli obblighi sulla tracciabilità, ma ciò è in contrasto con quanto accade relativamente ai vettori, agli albergatori, etc..[1]

Utilizzo di conti correnti dedicati: la determinazione ha modo di precisare che ove l’impresa appaltatrice intrattenga una molteplicità di contratti stipulati con la medesima stazione appaltante, è ammissibile che comunichi il conto corrente dedicato una sola volta, a valere per tutti i rapporti contrattuali.

Strumenti di pagamento tracciabili: essi debbono consentire che il codice CIG/CUP possa essere inserito nell’ordine di pagamento. Secondo l’Autorità di Vigilanza sono assimilabili ai bonifici bancari e postali:

a)     altri servizi di trasferimento fondi aventi le caratteristiche del bonifico , gestiti da prestatori di pagamento diversi da banche e Poste (istituti di pagamento e istituiti di moneta elettronica);

b)     RI.BA ricevute bancarie elettroniche (in questo caso il CIG /CUP deve essere inserito fin dall’inizio dal beneficiario);

c)     Servizio SEPA direct debit, nuovo strumento di pagamento emergente in ambito europeo.

Non sono considerati assimilabili, invece, i RID (servizio di addebito preautorizzato), compatibili solo con i pagamenti soggetti al sistema della “tracciabilità attenuata”, nei quali non va indicato il CIG/CUP.

Tracciabilità attenuata: i commi 2 e 3 dell’art. 3 della legge 136/2010 disciplinano alcuni particolari movimenti finanziari posti in essere dagli operatori economici facenti parte della filiera.  L’art. 3, comma 2, prevede che debbano transitare sul conto corrente dedicato le movimentazioni verso conti non dedicati come, ad es.,  quelli degli stipendi ai dipendenti.

L’art. 3, comma 3 dispone che possono essere eseguiti con strumenti diversi dal bonifico (e, quindi, anche con RID, SEPA e carte di pagamento, purchè con modalità idonee a consentire la tracciabilità), i pagamenti per imposte e tasse, i contributi, le assicurazioni e fideiussioni stipulate in relazione ad una commessa. I pagamenti ai gestori e fornitori di pubblici servizi.

Cordiali saluti                                         

                                                                                        Ufficio Legale FIAVET

 

 

Prot. 202/11 – News 74 – dal sito: www.fiavet.lazio.it                             



[1] La Fiavet ha, sulla questione, ha indirizzato all’AVCP una richiesta di parere.

All. news 74 – Determina_Tracciabilita_n.4_08072011.pdf