Decreto «Semplificazioni fiscali» Conversione del D.L. 16/2012

Decreto «Semplificazioni fiscali»  Conversione del D.L. 16/2012

 

Informiamo gli Associati che l’entrata in vigore del D.L. 2.3.2012, n. 16 (cd. decreto «semplificazioni fiscali») convertito dalla L. 26.4.2012, n. 44 (pubblicata nel S.O. n. 85/L della G.U. 28.4.2012, n. 99) è fissata al 29.4.2012.

 

Riportiamo di seguito una breve sintesi sulle  principali novità introdotte  dal Decreto Semplificazioni fiscali  in materia di IVA – IMPOSTE DIRETTE  – ALTRE IMPOSTE:

 

I.V.A.

 

ESCURSIONI TURISTICHE CON RICEVUTA FISCALE

(art. 2, co. 13-ter) L’attività di organizzazione di escursione, visite delle città, giri turistici ed eventi similari, effettuate dalle agenzie di viaggi e turismo viene  inclusa nell’elenco delle attività per le quali  l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non richiesta dal cliente non oltre il momento in cui viene effettuata l’operazione.

Si tratta di una norma semplificativa degli adempimenti che consente una modalità di certificazione dei corrispettivi (scontrino o ricevuta fiscale) più facilmente gestibile, soprattutto quando il cliente acquista il servizio al momento d’inizio della prestazione.

 

CONTRIBUENTI MINORI

(art. 3, co. 4-quater) A seguito della  modifica dell’art. 32, D.P.R. 633/1972 sono elevate le soglie per essere considerati contribuenti minori ai fini delle semplificazioni degli obblighi di fatturazione e di registrazione. Tali soglie sono allineate a quelle previste per poter accedere alla contabilità semplificata (art. 7, co. 2, lett. m), D.L. 70/2011) per effettuare i versamenti Iva con periodicità trimestrale (art. 14, co. 11, L. 183/2011):

 € 400.000  per le prestazioni di servizi

 € 700.000 per le cessioni di beni

Il regime in argomento consente ai contribuenti interessati di adempiere agli obblighi di fatturazione e di registrazione mediante la tenuta di un bollettario «madre e figlia». Tale bollettario assolve le funzioni di fattura (parte figlia) e di registro delle fatture emesse (parte madre) previsto dall’art. 23, D.P.R. 633/1972.

 

CESSIONE di CONTRATTI di LEASING

(art. 2, co. 6-bis) È estesa alle cessioni di contratti di locazione finanziaria (prestazione di servizi, secondo le regole Iva, ex art. 3, co. 2, n. 5, D.P.R. 633/1972) l’applicazione dell’Iva sul margine.

L’Iva si determina sulla differenza tra il prezzo dovuto dal cessionario del bene e quello relativo all’acquisto (cd. margine), a specifiche condizioni.

Dal margine, se positivo, il cedente deve poi scorporare l’imposta che confluisce nella relativa liquidazione periodica. Resta salva la facoltà, secondo quanto previsto dal co. 3, art. 36, D.L. 41/1995, per il cedente di optare per l’applicazione dell’imposta nei modi ordinari.

Il regime del margine si applica a condizione che gli acquisti (avvenuti in Italia o nella Ue) siano stati effettuati alternativamente presso:

 privati consumatori;

 soggetti passivi d’imposta che non hanno detratto l’imposta all’atto di acquisto o importazione;

 soggetti passivi d’imposta comunitari in regime di franchigia nel proprio Stato membro;

 soggetti passivi d’imposta che abbiano assoggettato l’operazione al regime del margine.

La legge di conversione ha aggiunto il co. 10-bis nell’art. 36, D.L. 41/1995, secondo cui «le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle cessioni di contratti di locazione finanziaria acquistati presso privati o dai soggetti di cui al comma 1, secondo periodo».

Le condizioni di applicazione del regime del margine alle cessioni di contratti di leasing sono le medesime previste per l’applicazione del regime del margine dei beni usati:

• il bene sottostante al contratto deve essere costituito da un bene mobile;

• il contratto deve essere acquisito presso un privato o un soggetto Iva che non abbia detratto l’imposta sui relativi canoni fino alla data di cessione del contratto.

 

COMUNICAZIONI BLACK LIST        

Viene introdotta una soglia di rilevanza per le comunicazioni black list di cui all’art. 1, co. 1, D.L. 40/2010, convertito con modif. dalla L. 73/2010:  sono escluse dalla comunicazione le operazioni di importo non superiore a 500 euro.

 

 ELENCHI «CLIENTI e FORNITORI»

(art. 2 comma 6 D.L. 16/2012) Il D.L. 16/2012 ha introdotto alcune modifiche che decorrono dall’1.1.2012:

 Viene  eliminata la soglia di 3.000 euro, esclusa l’Iva, quale importo minimo di riferimento per l’inclusione delle operazioni nella comunicazione. Quindi dal 2012 la trasmissione delle operazioni , per ciascun cliente fornitore, riguarda  tutte le fatture attive e passive effettuate e ricevute. Le fatture attive vanno incluse tutte, anche quelle emesse a privati consumatori.

 Viene confermato il mantenimento della soglia minima di 3.600 euro, Iva compresa, per le operazioni per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura (tipicamente, ma non solo, quelle poste in essere dai soggetti di cui all’art. 22, D.P.R. 633/1972 nei confronti di privati consumatori) e ciò al fine di evitare che il dettagliante o l’albergo o il ristorante o l’agenzia di viaggio  debbano identificare tutti i clienti che entrano nell’esercizio commerciale.

 

COMPENSAZIONE dei CREDITI IVA FINO  a 5.000 EURO

(Art. 8 commi 18/20 D.L. 16/2012) Con riferimento ai vincoli introdotti dal D.L. 78/2009 in merito alla compensazione del credito IVA viene  dimezzato (da 10.000 euro a 5.000 euro) l’importo  oltre la quale la compensazione è effettuabile solo dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione/istanza, utilizzando esclusivamente i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Di conseguenza, la quota di credito Iva utilizzabile liberamente scende da 10.000 a 5.000 euro nell’anno.

 

PARTITE IVA INATTIVE      

Il D.L. 16/2012 prevede l’invio in modo automatico, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di una comunicazione ai titolari di partita Iva che, pur obbligati, non hanno presentato la dichiarazione di cessazione di attività, con l’invito al pagamento della sanzione, ridotta a un terzo.

Con la conversione in legge del D.l. 16/2012 si conferma che:

 viene eliminato ogni riferimento a specifici elementi (quali i 3 anni di mancato esercizio dell’attività) sulla base dei quali procedere alla revoca d’ufficio; d’ora  in poi, infatti, l’Agenzia delle Entrate procederà alla revoca d’ufficio semplicemente sulla base dei dati in possesso dell’Anagrafe tributaria e la  comunicherà al contribuente;

 il contribuente, entro 30 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione relativa alla revoca d’ufficio, potrà:

a) fornire i chiarimenti necessari all’Agenzia delle Entrate nel caso in cui rilevi eventuali elementi non considerati o non valutati correttamente;

b) alternativamente, provvedere al pagamento della sanzione prevista in caso di omessa presentazione della dichiarazione di cessazione attività nella misura ridotta a 1/3 del minimo (€ 172);

c) trascorsi 30 giorni dal ricevimento della comunicazione senza alcun esito da parte del contribuente, la somma dovuta a titolo di sanzione è iscritta direttamente a ruolo a titolo definitivo.

Viene, inoltre, confermato il nuovo art. 35-quater al D.P.R. n. 633/1972, nel quale si stabilisce, al fine di combattere il fenomeno delle frodi Iva, che l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile con libero accesso a chiunque la possibilità di verificare la validità del numero di partita Iva, sulla base dei dati dell’Anagrafe tributaria. In particolare, attraverso tale servizio sarà possibile ottenere informazioni circa:

a) lo stato di attività della partita Iva;

b) la denominazione del soggetto o, in assenza, nome e cognome della persona fisica titolare.

 

DICHIARAZIONI d’INTENTO

Si modifica il termine entro cui trasmettere – telematicamente all’Agenzia delle Entrate – le dichiarazioni d’intento ricevute che sono state rilasciate dagli esportatori abituali.

La trasmissione delle dichiarazioni d’intento  è ora rinviata alla liquidazione periodica in cui si emette la fattura senza applicazione dell’Iva  precisamente: «entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica Iva, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione dell’imposta».

 

 

IMPOSTE DIRETTE

 

REGIME PREMIALE per FAVORIRE la TRASPARENZA

(art. 2, co. 13-quater)       Con riferimento al regime di cui all’art. 10, D.L. 201/2011, è stata estesa la possibilità di usufruire degli intermediari abilitati anche per l’invio telematico di corrispettivi, fatture emesse, ricevute e risultanze di acquisti e cessioni non soggetti a fattura, per la predisposizione delle liquidazioni periodiche Iva e per la compilazione dei Modd. 770 semplificato, Cud e di versamento delle ritenute.

 

CONSOLIDATO FISCALE – CESSIONE di CREDITI IRES

 

(Art.2 comma 3 bis)  Il D.L. 16/2012 fa salve le compensazioni tra crediti Ires e debiti fiscali della controllante anche senza indicazione nel Modello Cnm e consente di sanare l’omessa comunicazione dell’opzione in presenza di un comportamento conforme alle regole della tassazione di gruppo (art. 122 e segg., D.P.R. 917/1986).

Con questa norma  si evita che l’errore formale (dimenticanza di indicazione nel Quadro CK del trasferimento del credito alla controllante) venga pesantemente sanzionato come utilizzo di crediti inesistenti o come mancato versamento di imposte.

La norma ha efficacia immediata e si estende anche alle compensazioni già effettuate in passato, ancorché contestate, purché il contenzioso non sia divenuto definitivo prima del 2.3.2012.

 

RESPONSABILITA’ ESTESA NEGLI APPALTI

(Art. 2 comma 5/bis) Viene estesa, nei contratti di appalto,  la responsabilità solidale fra  appaltatore e subappaltatori anche al committente, per quanto riguarda i versamenti all’Erario delle ritenute Irpef sul lavoro dipendente e dell’Iva dovuta sulle prestazioni oggetto dell’appalto.

 

VECCHIO COMMA 28 ART. 35 DL 223/2006

L’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore della effettuazione e del  versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dei contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti a cui e’ tenuto il subappaltatore.        

NUOVO COMMA 28 ART. 35 DL 223/2006

In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché’ con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, al versamento all’erario delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell’imposta sul valore aggiunto scaturente dalle fatture inerenti alle prestazioni effettuate nell’ambito dell’appalto, ove non dimostri di avere messo in atto tutte le cautele possibili per evitare l’inadempimento”.

 

ESENZIONI IRPEF LAVORATORI DIPENDENTI

 (Art. 3, comma 6-bis,D.L. 16/2012 )Viene  così modificata la lettera f-bis del comma 2 art.51 Tuir, a seguito di tale modifica :

“f-bis) le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la frequenza degli asili nido e di colonie climatiche da parte dei familiari indicati nell’articolo 12, nonché’ per borse di studio a favore dei medesimi familiari”.

Quindi tali somme saranno escluse  da imposte sui redditi e contributi previdenziali.

 

CONTABILITA’ SEMPLIFICATA

(Art. 3 commi 8-9 D.L. 16/2012)    Viene introdotta una modifica all’art. 66, D.P.R. 917/1986 attraverso la quale si stabilisce che è possibile dedurre, a scelta del contribuente, i costi relativi a contratti con corrispettivi periodici attraverso due criteri:

•        competenza economica;

•        anno di registrazione ai fini Iva del documento fiscale.

Si ricorda che la norma consente la deduzione nel periodo di ricevimento della fattura per i costi:

•        riferiti a contratti a corrispettivi periodici;

•        di competenza di 2 periodi d’imposta;

•        di ammontare non superiore a 1.000 euro.

La novità decorre dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2011.

Crediti tributari non superiori ad € 30

(art. 3 commi 10/11 D.L. 16/2012) A   decorrere   dal   1°   luglio   2012,   non   saranno più oggetto di  accertamento, iscrizione  a  ruolo  e  riscossione  i crediti relativi ai tributi erariali,  regionali  e  locali,  qualora l’ammontare  dovuto,  comprensivo  di   sanzioni   amministrative   e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d’imposta.

 

MANUTENZIONE e RIPARAZIONE

(art. 3, co. 16- quater) Con la conversione in legge del decreto fiscale è stato semplificato il calcolo del plafond delle manutenzioni deducibili:

a partire dall’esercizio 2012(Unico 2013) il 5%,  che costituisce il limite di deduzione,  si calcolerà sul valore dei beni ammortizzabili esistente all’1.1., senza dover considerare in più o in meno, e con ragguaglio ai giorni, acquisti e vendite dell’esercizio

 

DEDUZIONE dei CANONI di LEASING

(art. 4-bis) Meno vincolante risulta poi la durata minima dei contratti di leasing, stabilita per la deduzione dei canoni da parte dell’utilizzatore. Per quei contratti stipulati dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 16/2012, la deduzione avverrà solo per un periodo non inferiore a 2/3 del tempo di ammortamento, con un minimo compreso tra 11 e 18 anni per gli immobili, indipendentemente dalla durata contrattuale.

 

 

ALTRE  IMPOSTE

 

MONEY TRANSFER

(art. 3, co. 15) Eliminazione dell’imposta di bollo del 2% sui trasferimenti di denaro all’estero attraverso gli istituti bancari e le agenzie Money transfer e le altre agenzie di attività finanziarie. Il balzello era stato introdotta dalla Manovra di Ferragosto 2011 (art. 2, co. 35-octies, D.L. 138/2011) e si applicava su ogni operazione.

 

UNITÀ DA DIPORTO

(art. 3, co. 16-quinquies) Esonero dalla tassa sulle unità da diporto (art. 13, D.L. 201/2011), per quelle unità che siano in uso di soggetti portatori di handicap e affetti da patologie che richiedono l’uso permanente delle stesse unità.

 

AEREI e AEROTAXI

(art. 3-sexies, co. 1) Viene introdotta un’imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi.

L’imposta è dovuta da ogni passeggero e per ogni tratta effettuata, con misura fissa pari  a:

 € 100 euro in caso di tragitto non superiore a 1.500 chilometri;

 € 200 euro in caso di tragitto superiore ai 1.500 chilometri.

L’imposta è a carico del passeggero e versata dal vettore.

Viene contemporaneamente ridotta l’imposta sugli aeromobili privati, quelli immatricolati nel Registro tenuto dall’Enac (introdotta dal Decreto salva Italia).  Gli importi  saranno diversi  a seconda che si tratti di aeroplani, elicotteri, alianti, motoalianti e aerostati. Ad esempio:

 Si riduce il valore dell’imposta per kg per gli aeroplani fino a 6.000 kg;

 Per gli elicotteri l’imposta diventa pari a quella dovuta per gli aerei dello stesso peso maggiorata del 50%;

 Si estende l’esenzione dall’imposta agli aeromobili storici (immatricolati per la prima volta da oltre 40 anni), agli aeromobili di costruzione amatoriale e agli apparecchi per il volo da diporto o sportivo;

 È previsto che l’applicazione dell’imposta riguardi gli aeromobili non immatricolati nel Registro Aeronautico Nazionale tenuto dall’Enac, la cui sosta nel territorio italiano si protragga oltre 45 giorni in via continuativa (in luogo delle 48 ore attualmente previste), indicando per essi una particolare disciplina.

Inoltre per gli importi già versati, se questi superano le nuove disposizioni, vengono tenuti a credito fino al successivo rinnovo del certificato di revisione dell’aero navigabilità.

Viene demandata alla Guardia di Finanza e alle autorità aeroportuali la vigilanza sul corretto assolvimento degli obblighi di cui sopra.

 

IMPOSTA COMUNALE  PUBBLICITÀ AL MARCHIO NEI CANTIERI

(art. 3, co. 16-quinquies)    Si affida ad un D.M. Economia e Finanze, da emanarsi entro il 31 maggio 2012, senza nuovi e maggiori oneri, la disciplina inerente l’applicazione dell’imposta comunale sulla pubblicità (D.Lgs. 507/1993) al marchio apposto su gru mobili, gru a torre adoperate nei cantieri edili e sulle macchine da cantiere.

 

IMPOSTA di SBARCO

(art. 4, co. 2-bis) I Comuni delle isole minori hanno la possibilità di applicare un’imposta di sbarco, fino a 1,50 euro, in alternativa all’imposta di soggiorno, che verrà riscossa insieme al prezzo del biglietto, da parte delle compagnie di navigazione che forniscono collegamenti marittimi di linea.

La compagnia di navigazione sarà responsabile del pagamento e, per l’omessa o infedele dichiarazione è prevista una sanzione dal 100 al 200% dell’importo dovuto.

L’imposta non è dovuta dai soggetti residenti nel Comune, dai lavoratori o studenti pendolari, dai componenti del nucleo familiare dei soggetti che hanno pagato l’Imu nel territorio comunale.

Il gettito del tributo è destinato a finanziare interventi in materia di turismo e di fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali e di servizi pubblici locali.

 

RIMBORSO IRAP ANNI PREGRESSI

(Art. 4 comma 12) In considerazione delle novità introdotte in materia di Irap a decorrere dal 2012 viene riconosciuta la possibilità di richiedere il rimborso delle imposte dirette versate sull’indeducibilità dell’Irap relativa ai periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2012 (in generale 2011 e precedenti) per i quali al 2.3.2012 è ancora pendente il termine di cui all’art. 38, D.P.R. 602/1973 (48 mesi dalla data del versamento).

 

CONTI CORRENTI E LIBRETTI DETENUTI ALL’ESTERO     

Si prevede che per i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti in Paesi dell’Ue o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, l’imposta è stabilita in misura fissa, pari a 34,20 euro – misura prevista dall’art. 13, co. 2-bis, lett. a), D.P.R. 642/1972 – e non, quindi, nell’ordinaria misura proporzionale prevista per tale imposta (art. 19, co. 18, D.L. 201/2011).

 

VARIE

 

A REGIME LA PROROGA DI FERRAGOSTO

(art. 3-quater) Gli adempimenti fiscali e il versamento di imposte, contributi Inps e altre somme a favore dello Stato, Regioni ed enti previdenziali, anche per rate con scadenza dal 1° al 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati, senza maggiorazione, entro il 20 agosto.

 

REGISTRAZIONE DEI CONTRATTI DI LOCAZIONE

(art. 8, co. 10-bis) Viene abbassato a 10 (rispetto alla precedente soglia di 100) il numero delle unità immobiliari possedute che obbliga ad utilizzare la procedura di registrazione telematica dei contratti di locazione (art. 5, D.P.R. 404/2001).

L’obbligo viene esteso agli agenti di affari in mediazione iscritti all’apposito albo.

 

ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE ANTIRICICLAGGIO: USO DI CONTANTE DA PARTE DI STRANIERI

(art. 3, co. da 1 a 2-bis) La deroga alla limitazione dell’uso del denaro contante per i  cittadini stranieri introdotta dal D.L. ed ammessa per qualsiasi ammontare, in sede di conversione in legge, è stata modificata introducendo un limite massimo di utilizzo  fissato in  €15.000 euro.

Viene, inoltre,   confermato che  il cedente/prestatore deve:

 inviare un’apposita comunicazione preventiva alle Entrate, secondo le modalità e i termini stabiliti con Provv. Ag. Entrate 23.3.2012, chiedendo di poter ricevere pagamenti in contanti oltre soglia;

 acquisire dal cliente la fotocopia del passaporto e un’apposita autocertificazione attestante le suddette condizioni di cittadinanza e di residenza;

 entro il primo giorno feriale successivo all’operazione, versare il denaro incassato in un proprio conto corrente e consegnare all’operatore finanziario la sola copia della ricevuta della comunicazione preventiva (e non più anche la fotocopia del passaporto nonché della fattura, della ricevuta o dello scontrino fiscale). La legge di conversione ha stabilito che nella comunicazione preventiva di cui sopra si debba indicare anche il conto che si intende utilizzare. Ne consegue la necessità di un adeguamento del modello predisposto con Provv. Agenzia delle Entrate 23.3.2012, che non consente di fornire tale informazione.

Inoltre, viene stabilito che i cedenti o i prestatori di servizi debbano comunicare all’Agenzia delle Entrate le operazioni in contanti di importo unitario pari o superiore a 1.000 euro effettuate dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, secondo modalità e termini che saranno stabiliti con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

 

DILAZIONI DI PAGAMENTO PER LE SOMME ISCRITTE A RUOLO

(Art. 1 – commi 1/6) In materia di rateazione viene:

 prevista la possibilità di chiedere un piano di ammortamento a rata crescente fin dalla prima richiesta di dilazione (attualmente ciò era possibile solo in caso di richiesta di proroga di una rateazione già concessa). I piani a rata costante già in essere restano validi, ma è prevista la possibilità di passare a un rimborso a quote crescenti;

 esclusa la decadenza del piano di rateazione per mancato pagamento della prima rata o di due rate successive; la decadenza opera solo in caso di mancato pagamento di due rate consecutive. Prima di questa  modifica l’art. 19, co. 3, D.P.R. 602/1973 prevedeva che il contribuente decadesse dai benefici della dilazione e assumesse la qualifica di «debitore moroso» al mancato pagamento della prima rata o di due rate successive anche non consecutive.

Alla luce di quanto sopra, il contribuente, in caso di decadenza della rateazione del cd. avviso bonario (abrogazione del co. 7 dell’art. 3, D.Lgs. 462/1997), potrà comunque accedere alla rateazione (che sarà flessibile) per momentanea difficoltà economica, una volta ricevuta la cartella di pagamento delle somme iscritte a ruolo.

La norma riguarda anche quei contribuenti che, prima dell’invio della cartella esattoriale, e quindi a seguito della notifica dell’avviso di accertamento, non hanno optato per la rateazione dell’importo richiesto.

Inoltre l’accesso alla rateazione non classificherà più il contribuente come inadempiente. Pertanto, non sarà più escluso dalle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi.

È  vietato per legge apporre il vincolo di ipoteca in pendenza di una procedura di dilazione, l’ipoteca è iscrivibile solo se l’istanza di rateazione è respinta o se il debitore decade dal beneficio della rateazione. Restano salve le ipoteche già iscritte prima della concessione della rateazione.

 

PIGNORAMENTO DELLO STIPENDIO

(Art. 3 commi 5/6/7) Nei casi di pignoramento dello stipendio da parte dell’agente della riscossione  la quota pignorabile non può eccedere:

 1/10 dello stipendio per importi non superiori ad € 2.500;

 1/7  dello stipendio per importi superiori ad € 2.500 e non superiori ad € 5.000

 1/5 per importi superiori ad € 5.000 (regola generale ai sensi dell’art.545 comma 4 del C.p.c.)

 

BLOCCO DEI PAGAMENTI DELLA P.A.

(art. 1, co. 4-bis) Il blocco dei pagamenti da parte della P.A. in presenza di debiti per cartelle di pagamento superiori a 10.000 euro (art. 48-bis, D.P.R. 602/1973) non opera con riferimento alle somme eccedenti l’ammontare del debito d’imposta per cui si è verificato l’inadempimento. Pertanto, l’Amministrazione pubblica è tenuta a procedere al pagamento, in favore del beneficiario, delle somme che eccedono il debito tributario, comprensivo delle spese e degli interessi di mora dovuti.

Restano comunque fermi, anche in detti casi, i limiti per il pignoramento di salari e stipendi sanciti dall’art. 72-ter, D.P.R. 602/1973 novellato dal D.L. 16/2012 e dall’art. 545. c.p.c.

Si ricorda che l’art. 48-bis, D.P.R. 602/1973 stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a qualunque titolo, pagamenti di importo superiore a 10.000 euro, devono verificare, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo almeno pari a 10.000 euro.

In caso affermativo, i suddetti soggetti (D.M. 18.1.2008, n. 40, cd. Regolamento di attuazione):

• non procedono al pagamento; in pratica l’intero pagamento viene sospeso;

• segnalano la circostanza ad Equitalia, ai fini dell’attività di riscossione delle somme. L’agente della riscossione procede al pignoramento presso terzi delle somme notificando al soggetto pubblico l’ordine di versare gli importi a favore di Equitalia, come prevede l’art. 72-bis, D.P.R. 602/1973.

Il mancato pagamento di detta eccedenza costituisce violazione dei doveri d’ufficio (potrebbe trattarsi di comportamento che determina responsabilità disciplinare o addirittura amministrativa).

 

TARDIVA COMUNICAZIONE BENEFICI FISCALI/REGIMI AGEVOLATI

(Art. 2 comma 1) Per salvaguardare il contribuente in buona fede e consentire di sanare i comportamenti che non pregiudicano l’attività erariale, il contribuente, che non osserva gli adempimenti formali richiesti, non sarà più soggetto a decadenza dal regime speciale scelto o dal beneficio previsto dalla legge.

Varrà, infatti, il comportamento effettivamente tenuto dal contribuente.

Sarà possibile inviare la comunicazione o assolvere l’adempimento richiesto anche in ritardo, entro il termine della prima dichiarazione fiscale utile (es. l’opzione per il consolidato fiscale per il 2011, che era da presentare entro il 16.6.2011, può essere sanata con l’invio dell’opzione entro il termine della dichiarazione del 2011, ossia entro il 30.9.2012) pagando una sanzione di 258 euro (la minima prevista dall’art. 11, co. 1, D.Lgs. 471/1997) utilizzando il Modello F24, ma senza compensazione con eventuali altri crediti. Il ravvedimento deve avvenire prima che la violazione sia stata constatata o siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altra attività amministrative di accertamento.

 

ACCERTAMENTO INDUTTIVO STUDI DI SETTORE

(Art. 5 comma 1 – Art. 8 commi 4/5) Il D.L. 16/2012 proroga al 30 aprile la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei correttivi anticrisi  per il periodo di imposta 2011.

Inoltre, viene limitato l’accesso all’accertamento induttivo nei confronti dei soggetti che (art. 39, co. 2, lett. d-ter), D.P.R. 600/1973):

• non presentano il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore;

• presentano il modello con dati omessi o infedeli;

• indicano cause di esclusione o inapplicabilità non esistenti.

Il D.L. 16/2012 stabilisce ora che l’accertamento induttivo è effettuabile quando gli errori di compilazione del modello (o la sua omissione) comportano una «differenza superiore al 15% o comunque a 50.000 euro, tra i ricavi o compensi stimati applicando gli studi di settore sulla base dei dati corretti e quelli stimati sulla base dei dati indicati nella dichiarazione».

Cambia anche il parametro per la verifica dello scostamento che è ora costituito dall’ammontare dei ricavi/compensi e non più dal reddito.

La nuova norma si applica agli avvisi di accertamento notificati a partire dal 2/3/2012.

 

INTIMAZIONI DI PAGAMENTO

(Art. 8 comma 12 bis ) È stata introdotta, con la conversione in legge del D.l. 16/2012, la disposizione secondo cui l’intimazione al pagamento deve essere contenuta oltre che negli accertamenti esecutivi, anche negli atti relativi alle somme dovute a seguito di perdita del beneficio della rateazione degli importi dovuti a seguito di conciliazione giudiziale, e in quelli relativi al recupero di somme dovute per accertamenti impugnati divenuti definitivi.

 

SOMME DA ACCERTAMENTO IMPOSTA DI REGISTRO

(ART.8 COMMA 10) Le somme dovute a seguito dell’accertamento da parte dell’Ufficio ai fini dell’imposta di registro, se relative alle annualità successive alla prima, alle cessioni, alle risoluzioni e proroghe, possono essere richieste – a pena di decadenza – entro il 31.12 del 5° anno successivo a quello di scadenza del pagamento.

 

ACCESSO NEI LOCALI DEGLI ENTI NON COMMERCIALI

(Art.8 comma 22) I verificatori fiscali possono accedere per i controlli anche nei locali degli enti non commerciali, compresi quelli che usufruiscono dei benefici fiscali ai sensi del D.Lgs 460/1997 – Onlus.

 

ACCERTAMENTO IVA SULLE ATTIVITA’ SCUDATE

( Art. 8 comma16) Si introduce una novità in merito all’accertamento Iva. In particolare, si prevede che «per le attività oggetto di emersione o di rimpatrio, non è comunque precluso l’accertamento dell’imposta sul valore aggiunto».

In sostanza, gli scudi fiscali non hanno la copertura Iva, nel senso che il Fisco potrà chiedere ai contribuenti che hanno «scudato» – nel 2001 o nel 2009/2010 – la restituzione dell’Iva.

Lo scopo di questa previsione è quello di evitare possibili condanne del nostro Paese in merito alla violazione delle regole comunitarie in materia di Iva.

 

OMESSA COMUNICAZIONE MINUSVALENZE

(Art. 11 comma 1-3) L’omessa o incompleta comunicazione di:

 delle minusvalenze e delle differenze negative di importo superiore a € 50.000 derivanti da azioni, quote e strumenti finanziari similari alle azioni;

 delle minusvalenze di importo superiore a € 5.000.000 derivanti dalla cessione di partecipazioni che costituiscono immobilizzazioni finanziarie;

Non comportano più l’indeducibilità della minusvalenza o della differenza negativa  ma comportano l’applicazione di una sanzione pari al 10% delle minusvalenze la cui comunicazione è omessa, incompleta o infedele, con un minimo di € 500 ed un massimo di € 50.000.

 

CESSIONE DI CREDITI VANTATI VERSO  LA P.A.

(art. 12 co. 11-quater) La certificazione può essere finalizzata a consentire al creditore, oltre che la cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari – che esonera il cedente dal rispondere dell’eventuale solvibilità del debitore – anche la cessione pro solvendo, che implica invece per il cedente l’obbligo di rispondere dell’eventuale inadempienza del debitore.

 

 

Cordiali saluti.

 

Fiavet Lazio

La Segreteria

 

Prot. 177/12– News 84 – vai al sito: www.fiavet.lazio.it