TFR in busta paga – istruzioni operative Circolare INPS

TFR in busta paga – istruzioni operative della Circolare INPS         

 

Informiamo gli Associati che la Legge di stabilità 2015, prevede in via sperimentale e in relazione ai periodi di paga decorrenti dal 1 marzo 2015 al 30 giugno 2018, che i lavoratori dipendenti del settore privato, con un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi, possano richiedere al datore di lavoro la liquidazione della quota maturanda del trattamento di fine rapporto (TFR) sotto forma di integrazione della retribuzione mensile.

L’Istituto evidenzia che la manifestazione di volontà del lavoratore – che una volta espressa è irrevocabile fino al 30 giugno 2018 – può essere esercitata anche in caso di conferimento, con modalità tacite o esplicite, del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari di cui al Decreto 5 dicembre 2005, n. 252.

L’integrazione richiesta viene liquidata mensilmente dal datore di lavoro in forma diretta, come quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R.).

Ai fini della relativa corresponsione, i datori di lavoro con meno di cinquanta addetti e non tenuti all’obbligo del versamento al fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del Codice Civile[1] possono accedere a un finanziamento assistito da garanzia. Tale garanzia è rilasciata da uno specifico fondo appositamente costituito presso l’INPS (Fondo di garanzia) e, in ultima istanza, dallo Stato.

Il DPCM 20 febbraio 2015, n. 29, emanato ai sensi dell’articolo 1, comma 33 della citata legge di stabilità, disciplina le modalità di attuazione della liquidazione della Qu.I.R. in busta paga, nonché i criteri, le condizioni e il funzionamento del Fondo di garanzia.

La richiesta di finanziamento può essere presentata presso una delle banche o degli intermediari finanziari che aderiscono all’apposito accordo-quadro sottoscritto tra Associazione bancaria italiana (ABI) e i Ministeri dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro e delle Politiche Sociali in data 20 marzo 2015.

Soggetti destinatari e requisiti di accesso

Hanno diritto a richiedere la liquidazione mensile della Qu.I.R. tutti i lavoratori dipendenti da un datore di lavoro del settore privato, con rapporto di lavoro subordinato in essere da almeno sei mesi con il medesimo datore di lavoro, per i quali trova applicazione l’istituto del TFR, ad eccezione dei seguenti:

– lavoratori dipendenti domestici;

– lavoratori dipendenti del settore agricolo;

– lavoratori dipendenti per i quali la legge ovvero il C.C.N.L., anche mediante il rinvio alla contrattazione di secondo livello, prevede la corresponsione periodica del TFR ovvero il suo accantonamento presso soggetti terzi;

– lavoratori dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali;

– lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti;

– lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto presso il registro delle imprese un piano di risanamento;

– lavoratori dipendenti da datori di lavoro per i quali siano stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in prosecuzione dell’integrazione straordinaria stessa. Detta esclusione opera limitatamente ai lavoratori in forza presso l’unità produttiva interessata dai predetti interventi ed in relazione al periodo di durata stabilito nell’ambito dei provvedimenti ministeriali;

– lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti.

Sono, altresì, esclusi dalla possibilità di richiedere l’erogazione mensile della Qu.I.R. i lavoratori dipendenti che hanno utilizzato il proprio TFR come garanzia a seguito della stipula di contratti di finanziamento. La preclusione di accesso alla Qu.I.R. opera fino alla notifica, da parte del mutuante, dell’estinzione del credito oggetto del contratto di finanziamento.

Possono optare per la liquidazione mensile della Qu.I.R. anche i dipendenti che, in conseguenza della scelta operata a seguito della riforma della destinazione del T.f.r., hanno aderito, sulla base di modalità tacite o esplicite, alle forme pensionistiche complementari ovvero coloro il cui TFR è versato al Fondo di Tesoreria.

Ai fini del diritto alla liquidazione della Qu.I.R., il lavoratore deve avere in essere un rapporto di lavoro subordinato con un datore di lavoro privato da almeno sei mesi; si tratta di anzianità di lavoro minima maturata presso il medesimo datore di lavoro, per cui la successione di rapporti di lavoro azzera l’anzianità di servizio e rende inefficace la pregressa istanza finalizzata alla liquidazione della Qu.I.R..

Fanno eccezione le fattispecie nell’ambito delle quali, pur mutando il datore di lavoro, il rapporto prosegue senza soluzione di continuità, come nel caso di cessione del contratto di lavoro in forma individuale ai sensi dell’articolo 1406 del Codice Civile, nonché nelle variazioni di datore di lavoro per effetto delle operazioni di cessione d’azienda o di ramo di azienda ai sensi dell’articolo 2112 del Codice Civile.

I periodi di sospensione del rapporto per cause diverse da quelle previste dall’art. 2110 cod. civ. (infortunio, malattia, gravidanza e puerperio) che non prevedano la maturazione del TFR (es. lavoratori in aspettativa non retribuita) non rilevano ai fini dell’anzianità di servizio utile per la maturazione del diritto alla liquidazione della Qu.I.R. (6 mesi).

  

Misura della Qu.I.R.

La Qu.I.R. è pari alla misura della quota maturanda del TFR determinata secondo le disposizioni di cui all’articolo 2120 del Codice Civile, al netto della detrazione operata dal datore di lavoro, ai sensi dell’articolo 3, ultimo comma, della legge n. 297 del 1982 (0,50%), ove dovuto e non oggetto di agevolazioni contributive. Il contributo dello 0,50% non opera per i lavoratori con qualifica di apprendista e, con riferimento ai lavoratori assunti con misure agevolate, il datore di lavoro deve applicare la detrazione esclusivamente nei limiti della contribuzione effettivamente versata, dopo l’applicazione delle misure di agevolazione.

La Qu.I.R. è soggetta alla trattenuta fiscale ordinaria, che è superiore rispetto alla tassazione separata calcolata al momento della cessazione del rapporto di lavoro ovvero per anticipi del  TFR ancorché destinato a Fondi di previdenza complementare.

Per i lavoratori aderenti a forme pensionistiche complementari che optano per la liquidazione della Qu.I.R., la relativa misura è pari all’intera quota del TFR maturando, anche laddove abbiano esercitato la scelta del conferimento parziale del TFR alle citate forme pensionistiche.

La Qu.I.R., inoltre, non è imponibile ai fini previdenziali.

 

Richiesta e liquidazione della Qu.I.R.

I lavoratori aventi diritto alla Qu.I.R. sono tenuti a presentare al datore di lavoro apposita istanza di accesso, predisposta secondo il modello allegato al D.P.C.M. n. 29 del 2015 debitamente compilata e sottoscritta. Il datore di lavoro rilascia in formato elettronico, attestazione di ricevimento.

Il diritto alla liquidazione della Qu.I.R. opera a partire dal mese successivo a quello di presentazione della predetta istanza, sino al periodo di paga che scade il 30 giugno 2018 ovvero a quello in cui si verifica la risoluzione del rapporto di lavoro, se antecedente, ma solo dopo che il datore di lavoro abbia accertato il possesso dei requisiti e l’assenza delle condizioni ostative.

La liquidazione della Qu.I.R. è effettuata sulla base delle modalità in uso ai fini dell’erogazione della retribuzione corrisposta in dipendenza del rapporto di lavoro:

– a partire dalla busta paga del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza, per i dipendenti da datori di lavoro che non ricorrono al Finanziamento. A titolo di esempio, per i lavoratori che presentino l’istanza il 10 giugno 2015, l’erogazione della Qu.I.R. avverrà mensilmente a partire dalle competenze di luglio 2015 (Qu.I.R. maturata nel mese di luglio 2015) sino a quelle di giugno 2018 (Qu.I.R. maturata nel mese di giugno 2018), in costanza di rapporto di lavoro;

– a partire dalla busta paga del quarto mese successivo a quello di presentazione dell’istanza, per i dipendenti da datori di lavoro che ricorrono al Finanziamento assistito da garanzia. A titolo di esempio, per i lavoratori che presentino l’istanza il 10 giugno 2015, l’erogazione della Qu.I.R. avverrà mensilmente a partire dalle competenze di ottobre 2015 (Qu.I.R. maturata nel mese di ottobre 2015) sino a quelle di settembre 2018 (Qu.I.R. maturata nel mese di giugno 2018), in costanza di rapporto di lavoro.

Si informa che è stato sottoscritto il 20 marzo 2015, tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’Associazione Bancaria Italiana, un accordo per permettere alle imprese di piccole dimensioni (con meno di 50 dipendenti) di ottenere prestiti agevolati presso le banche per finanziare l’esborso mensile a seguito delle richieste di erogazione dell’importo destinato al trattamento di fine rapporto maturando.

Durante tutto il periodo di operatività della Qu.I.R. la scelta del lavoratore è irrevocabile.

In relazione ai lavoratori dipendenti per i quali si procede all’erogazione mensile della Qu.I.R., e per tutto il periodo di operatività, è sospeso il versamento delle quote di T.f.r. al Fondo di Tesoreria e alle forme pensionistiche complementari.

 

Accesso al finanziamento assistito da garanzia

I datori di lavoro con alle proprie dipendenze meno di 50 addetti e che, al contempo, non sono tenuti al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria, possono accedere ad un apposito finanziamento erogato dagli intermediari aderenti all’Accordo-quadro stipulato, il 20 marzo 2015, fra il Ministero dell’economia e delle finanze, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’Associazione Bancaria Italiana.

Sul piano operativo, i datori di lavoro, devono richiedere all’INPS, attraverso l’utilizzo delle procedure telematiche messe a disposizione dall’Istituto, la certificazione delle informazioni necessarie per l’attivazione del finanziamento.

In particolare, la domanda di certificazione deve essere inoltrata avvalendosi del modulo di istanza on-line “Qu.I.R.”, disponibile all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet www.inps.it., attraverso il seguente percorso: servizi on line/per tipologia di utente/aziende, consulenti e professionisti/servizi per le aziende e consulenti/Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente. E’ necessario autenticarsi con codice fiscale e PIN.

Entro trenta giorni dalla data della richiesta, l’INPS, ove ne ricorrano le condizioni, rilascia una certificazione con esito positivo in capo alla posizione contributiva (matricola) del datore di lavoro.

Sulla base delle informazioni contenute nella certificazione rilasciata dall’Istituto previdenziale, il datore di lavoro può accedere al finanziamento, stipulando il relativo contratto con l’intermediario aderente all’Accordo quadro. Il contratto di finanziamento assistito da garanzia deve prevedere la costituzione del privilegio speciale sui beni mobili del datore di lavoro. L’intermediario deve comunicare tempestivamente all’Inps l’avvenuta concessione del finanziamento e la relativa decorrenza, utilizzando l’apposita piattaforma elettronica messa a disposizione. Sulla base di quanto dichiarato dal datore di lavoro nell’ambito della denuncia contributiva UniEmens, l’Istituto, entro 60 giorni decorrenti dal primo giorno del mese successivo a quello di competenza della maturazione della Qu.I.R., certifica all’intermediario che ha concesso il finanziamento, la misura della Qu.I.R. da finanziare.

Se le condizioni di accesso al Finanziamento non ricorrono congiuntamente, il datore di lavoro effettua l’erogazione della Qu.I.R. attraverso risorse proprie.

Il termine ultimo entro il quale il datore di lavoro mutuatario deve procedere al rimborso del finanziamento assistito da garanzia è il 30 ottobre 2018. Il rimborso anticipato del finanziamento assistito da garanzia è previsto in tutti i casi di risoluzione del rapporto di lavoro intervenuti durante la vigenza del finanziamento stesso.

 

Fondo di Garanzia

Presso l’INPS è istituto uno specifico Fondo di garanzia, con dotazione iniziale a carico del bilancio dello Stato, che per l’anno 2015 è pari a 100 milioni di euro.

Il Fondo è alimentato dal gettito di un contributo in misura pari allo 0,20% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori per i quali i datori di lavoro utilizzano il Finanziamento assistito da garanzia ai fini dell’erogazione della Qu.I.R.

Non sono tenuti al versamento i datori di lavoro che provvedono, con risorse proprie ovvero tramite il ricorso al Finanziamento assistito da garanzia, e l’esonero opera sulla base del principio della competenza, pertanto si applica con riferimento al mese di maturazione della Qu.I.R., che, nel caso di ricorso al Finanziamento assistito da garanzia, non coincide con il mese di erogazione della Qu.I.R. medesima. Esclusivamente a favore dei datori di lavoro che liquidano la Qu.I.R. senza accedere al Finanziamento assistito da garanzia, trovano applicazione anche le ulteriori misure compensative (fiscali e contributive) che sono fissate nella percentuale massima dello 0,28%.

Il Fondo di garanzia interviene in tutti i casi di inadempimento totale o parziale nonché in caso di insolvenza del datore di lavoro, e non interviene a copertura di oneri fiscali o notarili riferibili al finanziamento.

L’intervento del Fondo è richiesto direttamente dall’intermediario e la modalità di richiesta, sarà diversa a seconda che il datore di lavoro sia insolvente o inadempiente. Ad ogni modo la domanda di intervento del Fondo di garanzia, a pena di decadenza, deve essere presentata entro il 31 marzo 2019 per tutti i finanziamenti da restituire entro il 30 ottobre 2018.

 

UniEmens

In merito all’erogazione della Qu.I.R. in UniEmens, l’INPS evidenzia che l’utilizzo dei nuovi elementi e dei nuovi codici per l’erogazione della Qu.I.R. indicati è valido a partire dalle denunce contributive con competenza maggio 2015.

I datori di lavoro devono valorizzare l’erogazione della Qu.I.R. nella sezione “GestioneTFR” dell’elemento “denunciaIndividuale” del flusso UniEmens.

 

Alleghiamo alla presente la Circolare dell’INPS contenente le istruzioni operative alle quali si rinvia per una lettura integrale.

 

Cordiali saluti.

 

Fiavet Lazio

La Segreteria

 

Prot. 110/2015 – news 59 – dal sito: www.fiavet.lazio.it

All. News 59 – Circolare INPS.pdf


[1] Costituito ai sensi dell’art. 1, c. 755, legge n. 296 del 2006 (Fondo di Tesoreria).