Legge Quadro

“Riforma della legislazione
nazionale del turismo”

(Testo approvato in via definitiva dalla Camera dei
deputati il 27 febbraio 2001, non ancora promulgato o pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale)

Capo I
PRINCIPI, COMPETENZE E STRUTTURE

Art.
1. (Princìpi)

1. La
presente legge definisce i princìpi fondamentali e gli strumenti della politica
del turismo in attuazione degli articoli 117 e 118 della Costituzione ed ai
sensi dell’articolo 56 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1977, n. 616, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112.

2. La Repubblica: a)
riconosce il ruolo strategico del turismo per lo sviluppo economico e
occupazionale del Paese nel contesto internazionale e dell’Unione europea, per
la crescita culturale e sociale della persona e della collettività e per
favorire le relazioni tra popoli diversi; b) favorisce la crescita competitiva
dell’offerta del sistema turistico nazionale, regionale e locale, anche ai fini
dell’attuazione del riequilibrio territoriale delle aree depresse; c) tutela e
valorizza le risorse ambientali, i beni culturali e le tradizioni locali anche
ai fini di uno sviluppo turistico sostenibile; d) sostiene il ruolo delle
imprese operanti nel settore turistico con particolare riguardo alle piccole e
medie imprese e al fine di migliorare la qualità dell’organizzazione, delle
strutture e dei servizi; e) promuove azioni per il superamento degli ostacoli
che si frappongono alla fruizione dei servizi turistici da parte dei cittadini,
con particolare riferimento ai giovani, agli anziani percettori di redditi
minimi ed ai soggetti con ridotte capacità motorie e sensoriali; f) tutela i
singoli soggetti che accedono ai servizi turistici anche attraverso
l’informazione e la formazione professionale degli addetti; g) valorizza il
ruolo delle comunità locali, nelle loro diverse ed autonome espressioni
culturali ed associative, e delle associazioni pro loco; h) sostiene l’uso
strategico degli spazi rurali e delle economie marginali e tipiche in chiave
turistica nel contesto di uno sviluppo rurale integrato e della vocazione
territoriale; i) promuove la ricerca, i sistemi informativi, la documentazione
e la conoscenza del fenomeno turistico; l) promuove l’immagine turistica
nazionale sui mercati mondiali, valorizzando le risorse e le caratteristiche
dei diversi ambiti territoriali.

3. Sono
fatti salvi poteri e prerogative delle regioni a statuto speciale e delle
province autonome di Trento e di Bolzano nelle materie di cui alla presente
legge nel rispetto degli statuti di autonomia e delle relative norme di
attuazione.

Art.
2. (Competenze)

1. Lo
Stato e le regioni riconoscono, sulla base del principio di sussidiarietà di
cui all’articolo 4, comma 3, lettera a), della legge 15 marzo 1997, n. 59, il
ruolo dei comuni e delle province nei corrispondenti ambiti territoriali con
particolare riguardo all’attuazione delle politiche intersettoriali ed
infrastrutturali necessarie alla qualificazione dell’offerta turistica;
riconoscono altresì l’apporto dei soggetti privati per la promozione e lo
sviluppo dell’offerta turistica.

2. Le
regioni, in attuazione dell’articolo 117 della Costituzione, ai sensi della
legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
esercitano le funzioni in materia di turismo e di industria alberghiera sulla
base dei princìpi di cui all’articolo 1 della presente legge.

3. Le
funzioni e i compiti conservati allo Stato in materia di turismo, fino alla
data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all’articolo 11, comma
1, lettera a), della legge 15 marzo 1997, n. 59, sono svolti dal Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Per i fini di cui al presente
comma, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato cura in
particolare il coordinamento intersettoriale degli interventi statali connessi
al turismo, nonchè l’indirizzo e il coordinamento delle attività promozionali
svolte all’estero, aventi esclusivo rilievo nazionale. Allo stesso Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato spetta la rappresentanza
unitaria in sede di Consiglio dell’Unione europea in materia di turismo.

4.
Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il
Presidente del Consiglio dei ministri definisce, ai sensi dell’articolo 44 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, con proprio decreto, i princìpi e
gli obiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico. Il
decreto è adottato d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le
associazioni di categoria degli operatori turistici e dei consumatori. Lo
schema di decreto è trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della
Repubblica ai fini della espressione del parere da parte delle competenti
Commissioni parlamentari permanenti. Il decreto, al fine di assicurare
l’unitarietà del comparto turistico e la tutela dei consumatori, delle imprese
e delle professioni turistiche, stabilisce:

a) le terminologie omogenee e lo standard minimo dei servizi
di informazione e di accoglienza ai turisti;

b) l’individuazione delle tipologie di imprese turistiche
operanti nel settore e delle attività di accoglienza non convenzionale;

c) i criteri e le modalità dell’esercizio su tutto il
territorio nazionale delle imprese turistiche per le quali si ravvisa la
necessità di standard omogenei ed uniformi;

d) gli standard minimi di qualità delle camere di albergo e
delle unità abitative delle residenze turistico-alberghiere e delle strutture
ricettive in generale;

e) gli standard minimi di qualità dei servizi offerti dalle
imprese turistiche cui riferire i criteri relativi alla classificazione delle
strutture ricettive;

f) per le agenzie di viaggio, le organizzazioni e le
associazioni che svolgono attività similare, il livello minimo e massimo da
applicare ad eventuali cauzioni, anche in relazione ad analoghi standard
utilizzati nei Paesi dell’Unione europea;

g) i requisiti e le modalità di esercizio su tutto il territorio
nazionale delle professioni turistiche per le quali si ravvisa la necessità di
profili omogenei ed uniformi, con particolare riferimento alle nuove
professionalità emergenti nel settore;

h) i requisiti e gli standard minimi delle attività ricettive
gestite senza scopo di lucro;

i) i requisiti e gli standard minimi delle attività di
accoglienza non convenzionale;

l) i criteri direttivi di gestione dei beni demaniali e delle
loro pertinenze concessi per attività turistico-ricreative, di determinazione, riscossione
e ripartizione dei relativi canoni, nonchè di durata delle concessioni, al fine
di garantire termini e condizioni idonei per l’esercizio e lo sviluppo delle
attività imprenditoriali, assicurando comunque l’invarianza di gettito per lo
Stato;

m) gli standard minimi di qualità dei servizi forniti dalle
imprese che operano nel settore del turismo nautico;

n) i criteri uniformi per l’espletamento degli esami di
abilitazione all’esercizio delle professioni turistiche.

5. Il
decreto di cui al comma 4 formula altresì principi ed obiettivi relativi:

a) allo sviluppo dell’attività economica in campo turistico
di cui deve tenere conto il Comitato interministeriale per la programmazione
economica nello svolgimento dei compiti ad esso assegnati, con particolare
riferimento all’utilizzo dei fondi comunitari;

b) agli indirizzi generali per la promozione turistica
dell’Italia all’estero; c) alle azioni dirette allo sviluppo di sistemi
turistici locali, come definiti dall’articolo 5, nonchè dei sistemi o reti di
servizi, di strutture e infrastrutture integrate, anche di valenza
interregionale, ivi compresi piani di localizzazione dei porti turistici e
degli approdi turistici di concerto con gli enti locali interessati;

d) agli indirizzi e alle azioni diretti allo sviluppo di
circuiti qualificati a sostegno dell’attività turistica, quali campi da golf,
impianti a fune, sentieristica attrezzata e simili;

e) agli indirizzi per la integrazione e l’aggiornamento della
Carta dei diritti del turista di cui all’articolo 4;

f) alla realizzazione delle infrastrutture turistiche di
valenza nazionale e allo sviluppo delle attività economiche, in campo
turistico, attraverso l’utilizzo dei fondi nazionali e comunitari.

6. Nel
rispetto dei princìpi di completezza ed integralità delle modalità attuative,
di efficienza, economicità e semplificazione dell’azione amministrativa, di
sussidiarietà nei rapporti con le autonomie territoriali e funzionali, ciascuna
regione, entro nove mesi dalla data di emanazione del decreto di cui al comma
4, dà attuazione ai princìpi e agli obiettivi stabiliti dalla presente legge e
contenuti nel decreto di cui al medesimo comma 4.

7. Allo
scopo di tutelare e salvaguardare gli interessi unitari non frazionabili, in
materia di libertà di impresa e di tutela del consumatore, le disposizioni
contenute nel decreto di cui al comma 4 si applicano, decorsi inutilmente i
termini di cui al comma 6, alle regioni a statuto ordinario, fino alla data di
entrata in vigore di ciascuna disciplina regionale di attuazione delle linee
guida, adottata secondo le modalità di cui al medesimo comma 6.

8. Per
le successive modifiche e integrazioni al decreto di cui al comma 4 si
applicano le medesime procedure previste dall’articolo 44 del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112, e dalla presente legge. I termini previsti da tali
disposizioni sono ridotti alla metà.

Art.
3. (Conferenza nazionale del turismo)

1. È
istituita la Conferenza
nazionale del turismo. La
Presidenza
del Consiglio dei ministri indìce almeno ogni due
anni la Conferenza,
che è organizzata dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, d’intesa con la
Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano. Sono convocati per la Conferenza: i
rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano, i rappresentanti dell’Associazione nazionale
dei comuni italiani (ANCI), dell’Unione delle province d’Italia (UPI) e
dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani (UNCEM), del Consiglio
nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) e delle altre autonomie
territoriali e funzionali, i rappresentanti delle associazioni maggiormente
rappresentative degli imprenditori turistici, dei consumatori, del turismo
sociale, delle associazioni pro loco, delle associazioni senza scopo di lucro
operanti nel settore del turismo, delle associazioni ambientaliste e delle
organizzazioni sindacali dei lavoratori. La Conferenza esprime
orientamenti per la definizione e gli aggiornamenti del documento contenente le
linee guida. La Conferenza,
inoltre, ha lo scopo di verificare l’attuazione delle linee guida, con
particolare riferimento alle politiche turistiche e a quelle intersettoriali
riferite al turismo, e di favorire il confronto tra le istituzioni e le
rappresentanze del settore. Gli atti conclusivi di ciascuna Conferenza sono
trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti.

2. Agli
oneri derivanti dal funzionamento della Conferenza, pari a lire 100 milioni
annue a decorrere dall’anno 2000, si provvede nell’ambito degli ordinari
stanziamenti del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

Art.
4. (Promozione dei diritti del turista)

1. La Carta dei diritti del
turista, redatta dal Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, in almeno quattro lingue, sentite le organizzazioni
imprenditoriali e sindacali del settore turistico, nonchè le associazioni
nazionali di tutela dei consumatori contiene:

a) informazioni sui diritti del turista per quanto riguarda
la fruizione di servizi turistico-ricettivi, ivi compresi quelli relativi alla
nautica da diporto, comunque effettuata, sulle procedure di ricorso, sulle
forme di arbitrato e di conciliazione per i casi di inadempienza contrattuale
dei fornitori dell’offerta turistica;

b) informazioni sui contratti relativi all’acquisizione di
diritti di godimento a tempo parziale dei beni immobili a destinazione
turistico-ricettiva, di cui all’articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto
legislativo 9 novembre 1998, n. 427, recante attuazione della direttiva
94/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 1994;

c) notizie sui sistemi di classificazione esistenti e sulla
segnaletica;

d) informazioni sui diritti del turista quale utente dei
mezzi di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, delle autostrade e dei
servizi di trasporto su gomma;

e) informazioni sui diritti e sugli obblighi del turista
quale utente delle agenzie di viaggio e turismo, dei viaggi organizzati e dei
pacchetti turistici;

f) informazioni sulle polizze assicurative, sull’assistenza
sanitaria, sulle norme valutarie e doganali;

g) informazioni sui sistemi di tutela dei diritti e per
contattare le relative competenti associazioni;

h) informazioni sulle norme vigenti in materia di rispetto e
tutela del sistema turistico ed artistico nazionale e dei beni culturali;

i) informazioni concernenti gli usi e le consuetudini
praticati a livello locale e ogni altra informazione che abbia attinenza con la
valorizzazione, la qualificazione e la riconoscibilità del sistema turistico.

2. Ad
integrazione di quanto stabilito alla lettera b) del comma 1 del presente
articolo, al decreto legislativo 9 novembre 1998, n. 427, di attuazione della direttiva
94/47/CE, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) la lettera d) del comma 1 dell’articolo 1 è sostituita
dalla seguente: «d) “bene immobile“: un immobile, anche con destinazione
alberghiera, o parte di esso, per uso abitazione e per uso alberghiero o per
uso turistico-ricettivo, su cui verte il diritto oggetto del contratto»;

b) l’articolo 7 è sostituito dal seguente: «Art. 7. –
(Obbligo di fidejussione). – 1. Il venditore non avente la forma giuridica di
società di capitali ovvero con un capitale sociale versato inferiore a lire 10
miliardi e non avente sede legale e sedi secondarie nel territorio dello Stato
è obbligato a prestare fidejussione bancaria o assicurativa a garanzia della
corretta esecuzione del contratto. 2. Il venditore è in ogni caso obbligato a
prestare fidejussione bancaria o assicurativa allorquando l’immobile oggetto
del contratto sia in corso di costruzione, a garanzia dell’ultimazione dei
lavori. 3. Delle fidejussioni deve farsi espressa menzione nel contratto a pena
di nullità. 4. Le garanzie di cui ai commi 1 e 2 non possono imporre
all’acquirente la preventiva escussione del venditore». 3. Le camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura, singolarmente o in forma
associata ai sensi dell’articolo 2, comma 4, lettera a), della legge 29
dicembre 1993, n. 580, costituiscono le commissioni arbitrali e conciliative
per la risoluzione delle controversie tra imprese e tra imprese e consumatori
ed utenti inerenti la fornitura di servizi turistici. È fatta salva la facoltà
degli utenti, in caso di conciliazione per la risoluzione di controversie con
le imprese turistiche, di avvalersi delle associazioni dei consumatori.

Art.
5. (Sistemi turistici locali)

1. Si
definiscono sistemi turistici locali i contesti turistici omogenei o integrati,
comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse,
caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di
attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e
dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole
o associate.

2. Gli
enti locali o soggetti privati, singoli o associati, promuovono i sistemi
turistici locali attraverso forme di concertazione con gli enti funzionali, con
le associazioni di categoria che concorrono alla formazione dell’offerta
turistica, nonchè con i soggetti pubblici e privati interessati.

3.
Nell’ambito delle proprie funzioni di programmazione e per favorire
l’integrazione tra politiche del turismo e politiche di governo del territorio
e di sviluppo economico, le regioni provvedono, ai sensi del capo V del titolo
II della parte I del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti
locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e del titolo
II, capo III, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, a riconoscere i sistemi
turistici locali di cui al presente articolo.

4.
Fermi restando i limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di
aiuti di Stato alle imprese, le regioni, nei limiti delle risorse rivenienti
dal Fondo di cui all’articolo 6 della presente legge, definiscono le modalità e
la misura del finanziamento dei progetti di sviluppo dei sistemi turistici
locali, predisposti da soggetti pubblici o privati, in forma singola o associata,
che perseguono, in particolare, le seguenti finalità:

a) sostenere attività e processi di aggregazione e di
integrazione tra le imprese turistiche, anche in forma cooperativa, consortile
e di affiliazione;

b) attuare interventi intersettoriali ed infrastrutturali
necessari alla qualificazione dell’offerta turistica e alla riqualificazione
urbana e territoriale delle località ad alta intensità di insediamenti
turistico-ricettivi;

c) sostenere l’innovazione tecnologica degli uffici di
informazione e di accoglienza ai turisti, con particolare riguardo alla
promozione degli standard dei servizi al turista, di cui all’articolo 2, comma
4, lettera a);

d) sostenere la riqualificazione delle imprese turistiche,
con priorità per gli adeguamenti dovuti a normative di sicurezza, per la
classificazione e la standardizzazione dei servizi turistici, con particolare
riferimento allo sviluppo di marchi di qualità, di certificazione ecologica e
di qualità, e di club di prodotto, nonchè alla tutela dell’immagine del prodotto
turistico locale;

e) promuovere il marketing telematico dei progetti turistici
tipici, per l’ottimizzazione della relativa commercializzazione in Italia e
all’estero.

5. Il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, a decorrere dall’esercizio
finanziario 2001, nell’ambito delle disponibilità assegnate dalla legge
finanziaria al Fondo unico per gli incentivi alle imprese, di cui all’articolo
52 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, provvede agli interventi di
cofinanziamento a favore dei sistemi turistici locali per i progetti di
sviluppo che prestino ambiti interregionali o sovraregionali. Con decreto del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentita la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, sono definiti i criteri e le modalità per la gestione dell’intervento
del Fondo unico per gli incentivi alle imprese.

6.
Possono essere destinate ulteriori provvidenze ed agevolazioni allo sviluppo
dei sistemi turistici locali, con particolare riferimento a quelli di cui fanno
parte i comuni caratterizzati da un afflusso di turisti tale da alterare, in un
periodo dell’anno non inferiore a tre mesi, il parametro dei residenti.

Art.
6. (Fondo di cofinanziamento dell’offerta turistica)

1. Al
fine di migliorare la qualità dell’offerta turistica, è istituito, presso il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, un apposito Fondo
di cofinanziamento, alimentato dalle risorse di cui all’autorizzazione di spesa
stabilita dall’articolo 12 per gli interventi di cui all’articolo 5.

2. Le
risorse di cui al comma 1 vengono ripartite per il 70 per cento tra le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano che erogano le somme per gli
interventi di cui al medesimo comma. I criteri e le modalità di ripartizione
delle disponibilità del Fondo sono determinati con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, previa intesa in sede di
Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281.

3. Il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato ripartisce tra le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il restante 30 per cento
delle risorse del Fondo di cui al comma 1, attraverso bandi annuali di concorso
predisposti sentita la citata Conferenza unificata. A tale fine le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano predispongono, sentiti gli enti locali
promotori e le associazioni di categoria interessate, piani di interventi
finalizzati al miglioramento della qualità dell’offerta turistica, ivi compresa
la promozione e lo sviluppo dei sistemi turistici locali di cui all’articolo 5,
con impegni di spesa, coperti con fondi propri, non inferiori al 50 per cento
della spesa prevista.

4. Il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro tre mesi
dalla pubblicazione del bando, predispone la graduatoria, ed eroga i contributi
entro sessanta giorni dalla pubblicazione della stessa.

Capo II
IMPRESE E PROFESSIONI TURISTICHE

Art.
7. (Imprese turistiche e attività professionali)

1. Sono
imprese turistiche quelle che esercitano attività economiche, organizzate per
la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la gestione di
prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di
esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi
turistici locali, concorrenti alla formazione dell’offerta turistica.

2.
l’individuazione delle tipologie di imprese turistiche di cui al comma 1 è
predisposta ai sensi dell’articolo 2, comma 4, lettera b).

3.
l’iscrizione al registro delle imprese di cui alla legge 29 dicembre 1993, n.
580, da effettuare nei termini e secondo le modalità di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, costituisce condizione per
l’esercizio dell’attività turistica.

4.
Fermi restando i limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di
aiuti di Stato alle imprese, alle imprese turistiche sono estesi le
agevolazioni, i contributi, le sovvenzioni, gli incentivi e i benefici di
qualsiasi genere previsti dalle norme vigenti per l’industria, così come
definita dall’articolo 17 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nei limiti
delle risorse finanziarie a tale fine disponibili ed in conformità ai criteri
definiti dalla normativa vigente.

5. Sono
professioni turistiche quelle che organizzano e forniscono servizi di
promozione dell’attività turistica, nonchè servizi di assistenza, accoglienza,
accompagnamento e guida dei turisti.

6. Le
regioni autorizzano all’esercizio dell’attività di cui al comma 5.
l’autorizzazione, fatta eccezione per le guide, ha validità su tutto il
territorio nazionale, in conformità ai requisiti e alle modalità previsti ai
sensi dell’articolo 2, comma 4, lettera g).

7. Le
imprese turistiche e gli esercenti professioni turistiche non appartenenti ai
Paesi membri dell’Unione europea possono essere autorizzati a stabilirsi e ad
esercitare le loro attività in Italia, secondo il principio di reciprocità,
previa iscrizione delle imprese nel registro di cui al comma 3, a condizione che posseggano
i requisiti richiesti, nonchè previo accertamento, per gli esercenti le
attività professionali del turismo, dei requisiti richiesti dalle leggi
regionali e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui
all’articolo 44 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

8. Sono
fatte salve le abilitazioni già conseguite alla data di entrata in vigore della
presente legge.

9. Le
associazioni senza scopo di lucro, che operano per finalità ricreative,
culturali, religiose o sociali, sono autorizzate ad esercitare le attività di
cui al comma 1 esclusivamente per i propri aderenti ed associati anche se
appartenenti ad associazioni straniere aventi finalità analoghe e legate fra di
loro da accordi internazionali di collaborazione. A tal fine le predette
associazioni devono uniformarsi a quanto previsto dalla Convenzione
internazionale relativa al contratto di viaggio (CCV), resa esecutiva con legge
27 dicembre 1977, n. 1084, dal decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392, di
attuazione della direttiva n. 82/470/CEE nella parte concernente gli agenti di
viaggio e turismo, e dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111, di
attuazione della direttiva n. 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze ed i
circuiti «tutto compreso».

10. Le
associazioni senza scopo di lucro che operano per la promozione del turismo giovanile,
culturale, dei disabili e comunque delle fasce meno abbienti della popolazione,
nonchè le associazioni pro loco, sono ammesse, senza nuovi o maggiori oneri per
il bilancio dello Stato, ai benefici di cui alla legge 11 luglio 1986, n. 390,
e successive modificazioni, relativamente ai propri fini istituzionali.

Capo III
SEMPLIFICAZIONE DI NORME E FONDO DI ROTAZIONE PER IL
PRESTITO E IL RISPARMIO TURISTICO

Art.
8. (Modifiche all’articolo 109 del testo unico approvato con regio decreto 18
giugno 1931, n. 773)

1.
l’articolo 109 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è sostituito
dal seguente: «Art. 109. – 1. I gestori di esercizi alberghieri e di altre
strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende,
roulotte, nonchè i proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze
e gli affittacamere, ivi compresi i gestori di strutture di accoglienza non
convenzionali, ad eccezione dei rifugi alpini inclusi in apposito elenco
istituito dalla regione o dalla provincia autonoma, possono dare alloggio
esclusivamente a persone munite della carta d’identità o di altro documento
idoneo ad attestarne l’identità secondo le norme vigenti.

2. Per
gli stranieri extracomunitari è sufficiente l’esibizione del passaporto o di
altro documento che sia considerato ad esso equivalente in forza di accordi
internazionali, purchè munito della fotografia del titolare.

3. I
soggetti di cui al comma 1, anche tramite i propri collaboratori, sono tenuti a
consegnare ai clienti una scheda di dichiarazione delle generalità conforme al
modello approvato dal Ministero dell’interno. Tale scheda, anche se compilata a
cura del gestore, deve essere sottoscritta dal cliente. Per i nuclei familiari
e per i gruppi guidati la sottoscrizione può essere effettuata da uno dei
coniugi anche per gli altri familiari, e dal capogruppo anche per i componenti
del gruppo. I soggetti di cui al comma 1 sono altresì tenuti a comunicare all’autorità
locale di pubblica sicurezza le generalità delle persone alloggiate, mediante
consegna di copia della scheda, entro le ventiquattro ore successive al loro
arrivo. In alternativa, il gestore può scegliere di effettuare tale
comunicazione inviando, entro lo stesso termine, alle questure territorialmente
competenti i dati nominativi delle predette schede con mezzi informatici o
telematici o mediante fax secondo le modalità stabilite con decreto del
Ministro dell’interno».

Art.
9. (Semplificazioni)

1. l’apertura
e il trasferimento di sede degli esercizi ricettivi sono soggetti ad
autorizzazione, rilasciata dal sindaco del comune nel cui territorio è ubicato
l’esercizio. Il rilascio dell’autorizzazione abilita ad effettuare, unitamente
alla prestazione del servizio ricettivo, la somministrazione di alimenti e
bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti ed a coloro che sono ospitati
nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni
organizzati. La medesima autorizzazione abilita altresì alla fornitura di
giornali, riviste, pellicole per uso fotografico e di registrazione
audiovisiva, cartoline e francobolli alle persone alloggiate, nonchè ad
installare, ad uso esclusivo di dette persone, attrezzature e strutture a
carattere ricreativo, per le quali è fatta salva la vigente disciplina in
materia di sicurezza e di igiene e sanità.

2.
l’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata anche ai fini di cui
all’articolo 86 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato
con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. Le attività ricettive devono essere
esercitate nel rispetto delle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in
materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza,
nonchè di quelle sulla destinazione d’uso dei locali e degli edifici.

3. Nel
caso di chiusura dell’esercizio ricettivo per un periodo superiore agli otto
giorni, il titolare dell’autorizzazione è tenuto a darne comunicazione al
sindaco.

4.
l’autorizzazione di cui al comma 1 è revocata dal sindaco:

a) qualora il titolare dell’autorizzazione, salvo proroga in
caso di comprovata necessità, non attivi l’esercizio entro centottanta giorni
dalla data del rilascio della stessa ovvero ne sospenda l’attività per un
periodo superiore a dodici mesi;

b) qualora il titolare dell’autorizzazione non risulti più
iscritto nel registro di cui al comma 3 dell’articolo 7;

c) qualora, accertato il venir meno della rispondenza dello
stato dei locali ai criteri stabiliti per l’esercizio dell’attività dalle regioni
o alle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia,
urbanistica e igienico-sanitaria, nonchè a quelle sulla destinazione d’uso dei
locali e degli edifici, il titolare sospeso dall’attività ai sensi
dell’articolo 17-ter del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,
approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, come da ultimo modificato
dal comma 5 del presente articolo, non abbia provveduto alla regolarizzazione
nei tempi stabiliti.

5. Il
comma 3 dell’articolo 17-ter del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,
approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni,
è sostituito dal seguente: «3. Entro cinque giorni dalla ricezione della
comunicazione del pubblico ufficiale, l’autorità di cui al comma 1 ordina, con
provvedimento motivato, la cessazione dell’attività condotta con difetto di
autorizzazione ovvero, in caso di violazione delle prescrizioni, la sospensione
dell’attività autorizzata per il tempo occorrente ad uniformarsi alle prescrizioni
violate e comunque per un periodo non superiore a tre mesi. Fermo restando
quanto previsto al comma 4 e salvo che la violazione riguardi prescrizioni a
tutela della pubblica incolumità o dell’igiene, l’ordine di sospensione è
disposto trascorsi trenta giorni dalla data di violazione. Non si dà comunque
luogo all’esecuzione dell’ordine di sospensione qualora l’interessato dimostri
di aver sanato le violazioni ovvero di aver avviato le relative procedure
amministrative».

6. I
procedimenti amministrativi per il rilascio di licenze, autorizzazioni e nulla
osta riguardanti le attività e le professioni turistiche si conformano ai
princìpi di speditezza, unicità e semplificazione, ivi compresa l’introduzione
degli sportelli unici, e si uniformano alle procedure previste in materia di
autorizzazione delle altre attività produttive, se più favorevoli. Le regioni
provvedono a dare attuazione al presente comma. I comuni esercitano le loro
funzioni in materia tenendo conto della necessità di ricondurre ad unità i
procedimenti autorizzatori per le attività e professioni turistiche,
attribuendo ad un’unica struttura organizzativa la responsabilità del
procedimento, fatto salvo quanto previsto dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394.
È estesa alle imprese turistiche la disciplina recata dagli articoli 23, 24 e
25 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dal relativo regolamento
attuativo.

Art.
10. (Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico)

1. È
istituito presso il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
un Fondo di rotazione per il prestito ed il risparmio turistico, di seguito
denominato «Fondo», al quale affluiscono: a) risparmi costituiti da individui,
imprese, istituzioni o associazioni private quali circoli aziendali, associazioni
non-profit, banche, società finanziarie; b) risorse derivanti da finanziamenti,
donazioni e liberalità, erogati da soggetti pubblici o privati.

2. Il
Fondo eroga prestiti turistici a tassi agevolati e favorisce il risparmio
turistico delle famiglie e dei singoli con reddito al di sotto di un limite
fissato ogni tre anni con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, secondo i criteri di valutazione individuati nel decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 109. Le agevolazioni sono prioritariamente
finalizzate al sostegno di pacchetti vacanza relativi al territorio nazionale e
preferibilmente localizzati in periodi di bassa stagione, in modo da
concretizzare strategie per destagionalizzare i flussi turistici. Hanno inoltre
priorità nell’assegnazione delle agevolazioni le istanze relative a pacchetti
di vacanza localizzati nell’ambito delle aree depresse.

3. Il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, allo scopo di
collegare il Fondo con un sistema di buoni vacanza gestito a livello nazionale
dalle associazioni non-profit, dalle associazioni delle imprese turistiche e
dalle istituzioni bancarie e finanziarie, previa intesa nella Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge provvede con decreto a stabilire: a) i criteri e le modalità di
organizzazione e di gestione del Fondo; b) la tipologia delle agevolazioni e
dei servizi erogati; c) i soggetti che possono usufruire delle agevolazioni; d)
le modalità di utilizzo degli eventuali utili derivanti dalla gestione per
interventi di solidarietà a favore dei soggetti più bisognosi.

4. Al
fine di consentire l’avvio della gestione del Fondo di cui al comma 1 è
autorizzato un conferimento entro il limite di lire 7 miliardi annue nel
triennio 2000- 2002.

5.
All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, valutato in lire 7
miliardi annue nel triennio 2000-2002, si fa fronte mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
2000-2002, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale «Fondo
speciale» dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica per l’anno finanziario 2000, allo scopo
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato.

Capo IV
ABROGAZIONI, DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINANZIARIE

Art.
11. (Abrogazioni e disposizioni transitorie)

1. È
abrogato il regio decreto-legge 24 ottobre 1935, n. 2049, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 marzo 1936, n. 526, e successive modificazioni.

2. Alle
imprese ricettive non si applica l’articolo 99 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

3. È
abrogato l’articolo 266 del regolamento di esecuzione del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635.
Le disposizioni degli articoli 152, 153, 154 e 180 del medesimo regolamento non
si applicano alle autorizzazioni di cui all’articolo 9 della presente legge.

4. La
sezione speciale del registro degli esercenti il commercio, istituita dall’articolo
5, comma 2, della legge 17 maggio 1983, n. 217, è soppressa.

5. Sono
abrogate le seguenti disposizioni del decreto-legge 29 marzo 1995, n. 97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 1995, n. 203: a)
l’articolo 1, commi 6, 7, 8 e 9; b) l’articolo 3, comma 1, lettere a) e b), per
quanto di competenza del settore del turismo; c) l’articolo 10, comma 14; d)
l’articolo 11; e) l’articolo 12.

6. La
legge 17 maggio 1983, n. 217, è abrogata a decorrere dalla data di entrata in
vigore del decreto di cui all’articolo 2, comma 4, della presente legge.

7. Fino
alla data di entrata in vigore della disciplina regionale di adeguamento al
documento contenente le linee guida di cui all’articolo 2, comma 4, della
presente legge si applica la disciplina riguardante le superfici e i volumi
minimi delle camere d’albergo prevista dall’articolo 4 del regio decreto 24
maggio 1925, n. 1102, e successive modificazioni, e dalla lettera a) del comma
1 dell’articolo 7 del decreto-legge 29 marzo 1995, n. 97, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 maggio 1995, n. 203, come modificata dal comma 7
dell’articolo 16 della legge 7 agosto 1997, n. 266.

8. A decorrere dalla
stessa data di cui al comma 7 cessano di avere applicazione le disposizioni, ad
esclusione del comma 2 dell’articolo 01, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n.
400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494,
relative a concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative,
che risultino incompatibili con la nuova disciplina recata dal documento
contenente le linee guida di cui all’articolo 2, comma 4, lettera l), della
presente legge e con la disciplina regionale di recepimento o di adeguamento
alle stesse linee guida.

Art.
12. (Copertura finanziaria)

1. Per
il finanziamento del Fondo di cui all’articolo 6, è autorizzata la spesa di
lire 270 miliardi per l’anno 2000, di lire 80 miliardi per l’anno 2001, di lire
55 miliardi per l’anno 2002 e di lire 5 miliardi a decorrere dall’anno 2003.

2.
All’onere derivante dal comma 1 si provvede, per l’anno 2000, mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio
triennale 2000-2002, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto
capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica per l’anno finanziario 2000, allo
scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero medesimo,
e, per il triennio 2001-2003, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2001-2003, nell’ambito dell’unità
previsionale di base di conto capitale «Fondo speciale» dello stato di
previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica per l’anno finanziario 2001, allo scopo parzialmente utilizzando
l’accantonamento relativo al Ministero medesimo. Il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

3. A decorrere
dall’anno 2004 lo stanziamento complessivo del Fondo di cui all’articolo 6 è
determinato dalla legge finanziaria con le modalità di cui all’articolo 11,
comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni.