Comunicazione delle operazioni effettuate con soggetti ubicati nei Paesi Black List

Comunicazione delle operazioni effettuate con soggetti ubicati nei Paesi black list – ulteriori chiarimenti

 

 

Con riferimento alla comunicazione, da parte dei soggetti passivi IVA, dei dati relativi alle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi black list[1], si forniscono, alla luce delle precisazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare del 21 ottobre 2010, n. 53/E, ulteriori chiarimenti ed approfondimenti.

 

Ai fini della individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata[2] si è predisposto un elenco dei Paesi black list, ritenendo utile una elencazione univoca di tali Stati allo scopo di facilitare l’adempimento per le Imprese del Settore.

 

Considerando la finalità principale di contrasto delle frodi e dell’evasione fiscale in materia di IVA, l’Amministrazione finanziaria ha ritenuto che anche i soggetti non residenti (comunitari ed extra comunitari),  identificati direttamente ai fini IVA[3] in Italia, che realizzano operazioni con soggetti economici stabiliti nei Paesi black list devono provvedere ad inviare il modello di comunicazione. Se invece hanno nominato un loro rappresentante fiscale[4], sarà quest’ultimo a segnalare le operazioni (attive e passive) che realizza per conto del soggetto rappresentato con operatori black list. Va da sé che la stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente deve segnalare le operazioni che la stessa realizza con operatori economici residenti in Paesi black list.

 

L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che siano pure  soggette all’obbligo di comunicazione anche le operazioni realizzate nei confronti del rappresentante fiscale, nominato in Italia o in un altro Stato non incluso nella black list, di un operatore economico ubicato in un Paese a fiscalità privilegiata.

 

Sono parimenti soggette all’obbligo di comunicazione anche le prestazioni di servizi che l’Agenzia di Viaggi italiana realizza nei confronti della stabile organizzazione di un operatore economico avente sede, residenza o domicilio in un Paese black list, qualora la stabile organizzazione sia situata in un Paese non incluso tra quelli a regime fiscale privilegiato, e quindi anche in Italia.

 

Periodicità e termini di presentazione

 

Il prossimo 2 novembre scadrà il termine per la prima presentazione degli elenchi mensili relativi a operazioni rilevanti registrate nei periodi di luglio, agosto (questi due mesi per effetto di proroga) e settembre per i contribuenti mensili, e nel terzo trimestre del 2010 per i contribuenti trimestrali.

 

In generale, il modello di comunicazione è presentato all’Agenzia delle Entrate, per via telematica, entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.

 

In particolare per i soggetti che hanno realizzato, nei quattro trimestri precedenti, e per ciascuna categoria di operazioni (cessioni di beni, prestazioni di servizi rese, acquisti di beni e prestazioni di servizi ricevute), un ammontare totale trimestrale non superiore a € 50.000, il periodo di riferimento è trimestrale. In tutti gli altri casi il periodo di riferimento è mensile.

 

I soggetti che sono tenuti alla presentazione della comunicazione con periodicità trimestrale possono comunque optare per la presentazione mensile ma tale scelta vale per l’interno anno solare.

 

Per il riferimento al periodo in cui comprendere le operazioni oggetto dell’obbligo di comunicazione, si deve tenere conto delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi registrate nei quattro trimestri precedenti nei registri IVA. Se invece è precedente, o in alternativa, rileva la data di annotazione nelle scritture contabili obbligatorie.

 

Il superamento della soglia dei € 50.000 per una singola categoria di operazioni determina l’obbligo di presentazione mensile per l’intero elenco di operazioni.

 

In sede di prima applicazione dell’adempimento, per stabilire la periodicità della comunicazione occorrerà considerare in particolare per le prestazioni di servizi – che maggiormente possono interessare le Imprese del Settore – l’ammontare delle operazioni dei due trimestri precedenti il 1 luglio 2010, vale a dire a partire dal 1 gennaio 2010. Ciò in quanto l’Agenzia delle Entrate si è resa conto che le regole relative alla territorialità dei servizi sono state modificate con effetto dal 1 gennaio 2010 e quindi sarebbe stato difficoltoso individuare con esattezza l’ammontare dei servizi resi e ricevuti fino al 31 dicembre 2009.

 

Sanzioni

 

L’omessa presentazione della comunicazione o di trasmissione della stessa con dati incompleti o inesatti è punita con la sanzione amministrativa da un minimo di € 516 ad un massimo di € 4.130. L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che non si rende applicabile l’istituto del cumulo giuridico nel caso di concorso di violazioni e di continuazione[5]. Pertanto in caso di violazione ripetuta più volte, la sanzione si calcola con le regole del cumulo materiale. L’omessa presentazione ovvero la comunicazione trasmessa con dati incompleti od inesatti potrà invece essere oggetto di ravvedimento[6]. Pertanto se la correzione degli errori o delle omissioni avverrà entro l’anno, si potrà sanare l’irregolarità pagando la sanzione ridotta a un decimo.

 

In considerazione sia delle sanzioni previste sia dell’estensione dell’adempimento – in quanto l’Agenzia delle Entrate non ha tenuto conto delle limitazioni soggettive ed oggettive previste – si raccomanda la massima cura nella predisposizione della comunicazione, includendo quindi anche eventuali operazioni dubbie.

 

Efficacia

 

In via generale si deve fare riferimento, ai fini della comunicazione, alle operazioni effettuate e ricevute dal 1 luglio 2010.

 

Viene ricordato che le operazioni realizzate con soggetti stabiliti a Cipro, Malta e Corea del Sud non concorrono per la suddetta comunicazione già a partire dal mese di luglio 2010.

 

Per quanto riguarda invece l’estensione dell’obbligo di comunicazione alle prestazioni di servizi territorialmente non rilevanti, ai fini IVA, in Italia, effettuate o ricevute nei confronti di operatori economici stabiliti in Paesi black list, si deve fare riferimento alle operazioni effettuate dal 1 settembre 2010.

 

Per una disamina completa della disciplina si rimanda al testo integrale della Circolare n. 53/E. Si rimanda anche alle precedenti circolari FIAVET del 22 giugno 2010, n. 84, del 10 agosto 2010, n. 111, del 31 agosto 2010, n. 126 e del 22 ottobre 2010, n. 145.

 

                                                                                

Cordiali saluti.

Fiavet Lazio

La Segreteria

 

Prot. 268/10 – News 122 – dal sito: www.fiavet.lazio.it

Roma, 27 ottobre 2010

 

ALL. NEWS 122 – Stati a regime fiscale agevolato 25-10-2010.pdf


[1] Art. 1, del Decreto Legge del 25 marzo 2010, n. 40, convertito dalla Legge del 22 maggio 2010, n. 73. Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30 marzo 2010. Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28 maggio 2010. Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 5 agosto 2010.

[2] DM del 4 maggio 1999 e del 21 novembre 2001.

[3] Art. 35-ter, del DPR n. 633/72

[4] Art. 1, c. 4, del DPR n. 441/1997.

[5] Art. 12, del Decreto Legislativo del 18 dicembre 1997, n. 472.

[6] Art. 13 del Decreto Legislativo n. 472/1997.