"Viaggio su misura"

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Il Parere dell’Esperto

Avv. Alessio Costantini – Consulente giuridico Fiavet Lazio

14.05.2002

 

Egregio Avvocato,

sono titolare di un’Agenzia che effettua prevalentemente la vendita di pacchetti da catalogo. 

A volte, però, i clienti mi chiedono di organizzare viaggi su misura, che comprendono il soggiorno ed il trasporto. 

Acquisto tali servizi direttamente presso i fornitori oppure presso i tour operators, sulla base delle richieste dei clienti, e li vendo loro ad un prezzo forfettario. Il “viaggio su misura” può essere considerato “pacchetto turistico” in base Decreto n. 111/95 ? D

evo, ad esempio, procedere alla stipula del contratto per iscritto ? Resto un semplice intermediario oppure divento un “organizzatore”?

RISPOSTA

Anzitutto, è bene ricordare la definizione di pacchetto turistico contenuta nell’art. 2 del Decreto n. 111/1995:”I pacchetti turistici hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze ed i circuiti “tutto compreso”, risultanti dalla prefissata combinazione di almeno due degli elementi di seguito indicati, venduti o offerti in vendita ad un prezzo forfettario, e di durata superiore alle ventiquattro ore ovvero 

estendentisi per un periodo di tempo comprendente almeno una notte:

a) trasporto,

b) alloggio,

c) servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio di cui all’art. 7, lettere i) e m) che costituiscono parte significativa del pacchetto turistico.

La fatturazione separata degli elementi di uno stesso pacchetto turistico non sottrae l’organizzatore o il venditore agli obblighi del presente decreto“.

Tale definizione è sostanzialmente identica a quella riportata nella Direttiva 314/90 (recepita, appunto, dal Decreto n. 111/95).

Un’interpretazione letterale dell’art. 2 del Decreto dovrebbe indurre ad escludere dal campo di applicazione del Decreto medesimo i cd. ” viaggi su misura”. L’articolo in questione, infatti, definisce il “pacchetto turistico” quale risultato di una “prefissata combinazione“: l’uso dell’aggettivo “prefissata” dovrebbe lasciar presupporre che la combinazione dei servizi debba essere stata effettuata antecedentemente all’ingresso del cliente nell’agenzia e che, pertanto, il risultato dell’assemblaggio di più servizi effettuato dall’Agente di Viaggi dietro richieste specifiche del cliente non dovrebbe costituire un “pacchetto turistico”. Se così fosse, rimarrebbero in sostanza soggetti al campo di applicazione del Decreto n. 111 i soli viaggi “da catalogo”.

Tale interpretazione, che si fonda sul dato letterale della norma, è stata però smentita dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea in una recente sentenza del 3 aprile 2002, resa nella causa C-400/00.

Nella propria sentenza, la Corte rileva che perché un pacchetto possa essere qualificato “tutto compreso”, è sufficiente, da una parte, che la Combinazione di servizi turistici venduti da un’agenzia di viaggi ad un prezzo forfettario comprenda due dei tre tipi di prestazione indicati dalla medesima disposizione (cioè il trasporto, l’alloggio, e altri servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio che costituiscono una parte significativa del “tutto compreso”) e, d’altra parte, che detto servizio superi le 24 ore o comprenda un pernottamento.

Tale definizione, secondo la Corte, non comporta elementi che implicano che i viaggi organizzati su domanda del consumatore o di un gruppo ristretto di consumatori e conformemente alle loro richieste non possano essere considerati viaggi “tutto compreso” ai sensi della direttiva.

Tale interpretazione è corroborata, secondo la Corte, dal testo della lett. j) dell’allegato della direttiva 314/90 a tenore del quale, tra gli elementi da inserire in un contratto considerato dalla direttiva, figurano i “particolari desideri che il consumatore ha fatto conoscere all’organizzatore o al venditore al momento della prenotazione e che le due parti hanno accettato” (la disposizione di cui alla lett. J) dell’allegato alla Direttiva è presente, seppur con formulazione parzialmente diversa, anche nel Decreto n. 111/95 – vedi art. 7, lett. m).

La Corte, dunque, ha ritenuto che il legislatore comunitario, nel prevedere la possibilità di inserire nel contratto anche i “particolari desideri” del consumatore, abbia implicitamente ricompreso anche i “viaggi su misura” nell’ambito di applicazione della Direttiva.

La Corte ha concluso che “l’espressione “tutto compreso” di cui all’art. 2, punto 1, della direttiva deve essere interpretata nel senso che essa include i viaggi organizzati da un’agenzia di viaggi su domanda del consumatore o di un gruppo ristretto di consumatori  e conformemente alle loro richieste“.

La Corte ha altresì chiarito il senso dell’espressione “prefissata combinazione” che compare nella definizione di “pacchetto turistico”.

Secondo la Corte la nozione di “prefissata combinazione”, che costituisce uno degli elementi della definizione del “tutto compreso”, riguarda necessariamente i casi in cui la combinazione di servizi turistici risulti dai desideri espressi da detto consumatore fino al momento in cui le parti pervengano ad un accordo e stipulino il contratto.

In altri termini, perché la combinazione sia prefissata non occorre che essa sia stata realizzata antecedentemente all’ingresso del cliente nell’agenzia. 

E’ sufficiente, invece, che la combinazione sia stata “prefissata” prima della stipula del contratto (ovviamente sulla base dei desideri del consumatore e degli accordi tra le parti).

La sentenza della Corte costituisce un precedente di estrema importanza. La Corte di Giustizia, infatti, ha, tra l’altro, una funzione di interpretazione degli atti delle istituzioni comunitarie: e poiché le norme nazionali di recepimento delle direttive comunitarie vanno applicate interpretandole alla luce della lettera e dello scopo della direttiva cui si riferiscono, e’ evidente che la pronuncia della Corte esplicherà i propri effetti anche nel nostro ordinamento, orientando le decisioni dei giudici italiani chiamati a pronunciarsi sul punto.

Se l’interpretazione fornita dalla Corte verrà seguita dai nostri giudici (e su questo possono esserci pochi dubbi), l’Agenzia che assembli il pacchetto turistico sulla base delle richieste del cliente (acquistando i servizi presso più fornitori) verrà considerata a tutti gli effetti quale “organizzatore” (con le conseguenze che ne derivano, anche in termini di responsabilità): ovviamente sempre che i servizi cosi’ assemblati rispondano ai requisiti minimi previsti dalla Direttiva 314/90 e dal Decreto n. 111/5 (si tratti cioè della combinazione tra due dei seguenti tre elementi: a) trasporto, b) alloggio, c) altri servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio che costituiscono una parte significativa del tutto compreso – con almeno un pernottamento o durata oltre le 24 ore).

Ovviamente, ciò comporterà l’obbligo per l’Agenzia, tra l’altro, di procedere alla stipula per iscritto del contratto ed alla consegna 

di una copia del contratto al cliente.

 

Avv. Alessio Costantini

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Alessio Costantini è Avvocato in Roma.

Dal 1994 è consulente legale della FIAVET – Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo. Dal 1997 al 1999 è stato membro del Consiglio di Amministrazione dell’ECTAA (Organizzazione Europea delle Agenzie di Viaggio e dei Tour Operators) con sede in Bruxelles, che rappresenta la categoria a livello comunitario nei rapporti con l’Unione Europea ed i fornitori di servizi. Dal 1998 è componente del “Legal Committee” dell’ECTAA.

Nell’anno 1997 è stato componente della Commissione di Conciliazione istituita in via sperimentale dalla Camera Arbitrale di Milano per la soluzione di controversie tra fornitori di servizi e consumatori nell’ambito turistico. Nell’anno accademico 1997/1998 ha svolto l’incarico di Docente esterno presso il Corso di Gestione delle Imprese Turistiche – Facoltà di Economia Aziendale dell’Università della Calabria. E’ membro della Commissione Giudicante Nazionale (organo di giustizia sportiva di secondo grado) della Federazione Italiana Pallacanestro.

E’ autore di numerosi articoli e saggi sul diritto del turismo e dei trasporti ed ha partecipato, in qualità di relatore, a numerosi convegni e seminari sulle problematiche legali del settore agenziale.