Risposte ai quesiti su IVA comunitaria ed operazioni “black list” posti nel corso del Modulo di aggiornamento professionale (MAP) – Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 20 settembre 2012

Risposte ai quesiti su IVA comunitaria ed operazioni “black list” posti nel corso del Modulo di aggiornamento professionale (MAP) – Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 20 settembre 2012, n. 35/E

 

Informiamo gli Associati che l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad una serie di quesiti posti nel corso del Modulo di aggiornamento professionale (MAP), raccolte nella Circolare del 20 settembre 2012, n. 35/E.

 

Sono state affrontate diverse questioni concernenti l’“Aiuto alla Crescita Economica” (ACE) ed il reddito d’impresa, il reddito di lavoro autonomo, le prestazioni imponibili IVA con soggetti non residenti e le operazioni con residenti in Paesi “black list”.

 

Di seguito si riassumono le risposte riguardanti l’IVA comunitaria e le operazioni con soggetti residenti in Paesi “black list” a motivo del particolare interesse che tali questioni assumono per il Comparto delle Agenzie di Viaggi, rinviando, per un esame completo dei chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria alla lettura del predetto documento di prassi che, per opportuna conoscenza, si allega.

 

IVA

 

Momento di effettuazione delle prestazioni di servizi rese da soggetto comunitario non residente

 

Le prestazioni di servizi generiche, di cui all’art. 7-ter, del DPR n. 633/72, rese da un soggetto passivo non stabilito nel territorio dello Stato a un soggetto passivo ivi stabilito e le prestazioni di servizi diverse da quelle di cui agli artt. 7-quater e 7-quinquies, del DPR n. 633/72, rese da un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato ad un soggetto passivo che non è ivi stabilito, si considerano effettuate nel momento in cui sono ultimate o pagate ovvero se di carattere periodico o continuativo alla data di maturazione dei corrispettivi[1]. Resta fermo che se anteriormente all’ultimazione della prestazione o alla maturazione dei corrispettivi è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, la prestazione di servizi si intende effettuata, limitatamente all’importo pagato, alla data del pagamento.

 

Di conseguenza per le prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter, del DPR n. 633/72, effettuate da un operatore comunitario nei confronti di un soggetto passivo sito nel territorio dello Stato (Agenzia di Viaggi con sede in Italia che riceve la prestazione), l’imposta deve essere obbligatoriamente assolta mediante il meccanismo dell’inversione contabile (cosiddetto reverse charge).

 

Quando il prestatore del servizio è comunitario, viene pertanto imposta la procedura di integrazione e registrazione della fattura[2].

 

L’Agenzia di Viaggi in qualità di committente nazionale del servizio dovrà:

 

  1. numerare la fattura del fornitore comunitario ed integrarla sia del controvalore in euro sia dell’ammontare dell’IVA calcolata secondo l’aliquota applicabile;

  1. annotare la fattura, come sopra integrata, entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese, distintamente nel registro IVA vendite, secondo l’ordine di numerazione, con l’indicazione anche del corrispettivo dell’operazione se espresso in valuta estera;
  2. annotare la stessa fattura integrata, distintamente anche nel registro IVA acquisti, al fine di esercitare la detrazione eventualmente spettante.

 

L’Agenzia delle Entrate ha però precisato che, per motivi di certezza e di semplificazione, si deve ritenere che l’emissione della fattura da parte del prestatore comunitario non residente possa essere assunta come indice dell’effettuazione dell’operazione. In pratica, il committente deve applicare l’imposta quando riceve la fattura dal prestatore comunitario non residente.

 

Integrazione delle fatture per servizi intra UE

 

Inoltre, è stato chiarito che il committente nazionale che non riceve la fattura dal fornitore stabilito nella UE deve emettere, entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, un’autofattura, in unico esemplare, indicando in tale documento anche il numero di partita IVA del prestatore UE.

 

 

Operazioni con soggetti residenti in Paesi “black list”

 

Il documento di prassi in esame ha precisato che, nel caso di fornitori “black list”, rientrano nel campo di applicazione dell’art. 110, comma 10, del TUIR, e, di conseguenza, sono indeducibili, non solo i componenti negativi derivanti da scambi commerciali, ma anche i componenti negativi derivanti da transazioni finanziarie, come gli interessi e gli oneri finanziari assimilati. Restano ovviamente salvi gli esimenti e cioè quando l’impresa residente, interessata alla deduzione dei costi, dimostri che il debitore (impresa estera) svolge prevalentemente un’attività commerciale effettiva, ovvero che l’operazione posta in essere risponde ad un effettivo interesse economico e che la stessa ha avuto concreta esecuzione.

 

E’ stato infine precisato che in presenza di risposta positiva ad istanza di interpello, avente per oggetto la preventiva documentazione delle circostanze esimenti di cui all’art. 110 del TUIR, il contribuente residente continua ad essere obbligato alla separata indicazione dei componenti negativi in sede di dichiarazione.

 

 

 

                                                                                 Pierluigi Fiorentino       

                                                                           (Responsabile Servizi Fiscali)                                                       

 

Cordiali saluti.

 

Fiavet Lazio

La Segreteria

 

 

Prot. 256/12– News 122 – dal sito: www.fiavet.lazio.it

All News 122.pdf



[1] Art. 8, della Legge del 15 dicembre 2011, n. 217 “Legge Comunitaria 2010” che ha modificato gli artt. 6 e 17 del DPR n. 633/72 e che sono entrate in vigore dallo scorso 17 marzo 2012.

[2] L’art. 17, secondo comma, del DPR n. 633/72, come novellato dalla Legge Comunitaria 2010, rinvia alle disposizioni degli artt. 46 e 47, del Decreto Legge del 30 agosto 1993, n. 331 per gli scambi comunitari.