Risolta la questione del campo di applicazione del regime speciale IVA (74-ter) per i pacchetti/servizi turistici venduti al “netto”

Risolta la questione del campo di applicazione del regime speciale IVA (74-ter) per i pacchetti/servizi turistici venduti al “netto”

 

Informiamo i nostri Associati che la Corte di Giustizia europea ha emesso, lo scorso 26 settembre, la sentenza, nella causa C-236/11, con la quale ha respinto il ricorso della Commissione europea contro l’Italia ed altri 7 Paesi membri per la non corretta applicazione del regime speciale IVA per le Agenzie di Viaggi (74-ter)[1].

 

La Commissione europea aveva inizialmente avviato la procedura di infrazione nei confronti di tredici Paesi membri, avendo essi attuato non correttamente la disciplina comunitaria, privilegiando cioè l’approccio del cliente in luogo di quello del viaggiatore. L’interpretazione estensiva, a giudizio della Commissione, non sarebbe stata ammessa in assenza di una modifica delle attuali regole.

 

A seguito del procedimento, alcuni Stati (Cipro, Ungheria, Lettonia, Regno Unito e Paesi Bassi) hanno corretto la propria normativa, mentre per i restanti (Spagna, Polonia, Italia, Repubblica ceca, Grecia, Francia, Finlandia e Portogallo), che non hanno adempiuto alla diffida, la Commissione ha chiesto alla Corte di Giustizia di dichiarare l’illegittimità del regime speciale.

 

La posizione della Corte UE, in linea con le conclusioni dell’Avvocato generale, è invece risultata favorevole ai Paesi in causa, tra cui l’Italia.

 

I giudici comunitari hanno deciso di seguire le conclusioni dell’Avvocato generale nel suo parere del 6 giugno scorso dando ragione all’Italia che ha esteso il campo di applicazione del regime speciale IVA (74-ter) anche all’attività di vendita di pacchetti e servizi turistici a clienti che non sono i viaggiatori, confermando così la legittimità della normativa italiana. Altri Stati Membri, tra cui la Germania, hanno, invece, preferito rifarsi ad un’interpretazione più restrittiva della normativa comunitaria, limitando il campo di applicazione del regime speciale ai soli viaggiatori.

 

In particolare, la Corte ribadisce che il regime speciale IVA (74-ter) è stato creato con l’obiettivo di semplificare il meccanismo applicativo dell’IVA per le Agenzie di Viaggi. Infatti tale regime garantisce, da un lato, l’attribuzione del gettito IVA relativo a ciascun servizio turistico allo Stato membro di effettivo consumo, evitando all’Agenzia di Viaggi l’onere di doversi identificare, ai fini IVA, nel suddetto Stato e di chiedere il rimborso dell’IVA pagata in altri Paesi UE, e, dall’altro, l’attribuzione del gettito afferente il margine dell’Agenzia di Viaggi allo Stato membro in cui quest’ultima è stabilita.

 

La Corte ha interpretato il concetto di “viaggiatore” non limitandolo al consumatore finale ma nel senso più ambio di “cliente”. Pertanto il regime speciale IVA (74-ter) può continuare ad esser applicato anche quando un Tour Operator vende pacchetti e servizi turistici ad un’Agenzia di Viaggi – per transazioni cosiddette al “netto” B2B – che li rivende successivamente al consumatore finale. Il regime del margine pertanto non è limitato alle sole prestazioni B2C (vendite dirette al viaggiatore o tramite Agenzie di Viaggi intermediarie).

 

Se è vero, infatti, che l’interpretazione letterale del termine “viaggiatore” porta ad escludere dal regime speciale le agenzie di viaggi che acquistano per rivendere i pacchetti turistici, una lettura che consideri gli obiettivi e l’economia generale delle disposizioni giustifica l’interpretazione più ampia.

 

Del resto, la stessa Corte UE ha più volte sostenuto che la necessità di interpretare restrittivamente le eccezioni ai principi del sistema dell’IVA non implica che i termini utilizzati debbano essere interpretati in modo da privarli dei loro effetti e, in ogni caso, che qualsiasi interpretazione deve essere conforme agli obiettivi perseguiti e deve rispettare il principio della neutralità fiscale.

 

Nella parte in cui la Corte ha riconosciuto che il regime speciale IVA (74-ter) è perfettibile, si ravvisa un forte richiamo alle Istituzioni europee e soprattutto a quegli Stati membri che hanno ostacolato il cammino iniziato proprio dalla Commissione europea nel 2002 quando aveva presentato una proposta legislativa di revisione del regime speciale IVA delle Agenzie di Viaggi (COM ( 2002) 64 definitivo). L’ obiettivo della proposta era quello di modernizzare il regime speciale per garantirne un’applicazione più uniforme in tutti gli Stati membri dell’UE. Purtroppo, gli Stati membri non sono riusciti a trovare un accordo su un testo di compromesso nelle discussioni del Consiglio nel 2002-2003 e di nuovo 2010-2011.

 

FIAVET direttamente e con ECTAA in sede europea hanno da sempre accolto e fortemente sostenuto l’iniziativa della Commissione europea  relativa alla revisione del regime del margine.

 

La Segreteria Nazionale resta a disposizione per eventualmente richiedere il testo integrale della sentenza e le note stampa della Corte.

 

 

                                                                                                     Pierluigi Fiorentino

          (Responsabile Servizi Fiscali)              

   

                                                

Cordiali saluti

 

Fiavet Lazio

La Segreteria

 

Prot. 222/12– News 113 dal sito: www.fiavet.lazio.it



[1] Artt. da 306 a 310 della Direttiva n. 2006/112/CEE, di “recasting” dell’abrogata VI Direttiva. Disposizioni recepite in Italia dall’art. 74-ter, del DPR n. 633/72 e dal D.M. n. 340/1999.