Regime speciale IVA 74-ter – Sentenza Corte di Cassazione dell’11 marzo 2016, n. 4776

La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata[1] sul campo di applicazione del regime speciale IVA per le imprese di viaggi e turismo, disciplinato dall’art. 74-ter, DPR n. 633/72. In primo luogo la Corte ha richiamato lo scopo principale per cui il regime speciale IVA fu creato dalle disposizioni comunitarie[2].
Il regime speciale disciplina, ai fini IVA, l’attività di organizzazione e produzione di pacchetti e servizi turistici delle imprese di viaggi. Le finalità principali di tale regime, che ancora oggi rappresentano una indubbia semplificazione per la Categoria, possono essere così sintetizzate:

  • avere evitato alle imprese di viaggi di doversi identificare, ai fini IVA, nei diversi Stati Membri dell’Unione Europea in cui possono essere prestati i servizi turistici e quindi relativo risparmio di oneri amministrativi;
  • avere consentito, da un lato, che il gettito IVA sui servizi turistici sia ripartito tra gli Stati membri in cui i servizi stessi sono usufruiti e, dall’altro, che l’IVA sul margine realizzato dall’impresa di viaggi sia versato allo Stato membro di stabilimento dell’impresa stessa e quindi semplificazione nel calcolo della liquidazione dell’imposta.

L’art. 74-ter del DPR n. 633/72 si applica alle operazioni delle agenzie di viaggi che agiscono in nome proprio nei confronti del viaggiatore ed utilizzano, per l’esecuzione del viaggio, cessioni di beni e prestazioni di servizi di altri soggetti passivi.
Le operazioni compiute dalle imprese di viaggi organizzatrici sono considerate come una prestazione unica e per i viaggi con destinazione in Unione Europea la base imponibile è data dal margine, corrispondente alla differenza tra l’importo totale a carico del viaggiatore, al netto dell’IVA, ed il costo effettivo sostenuto dall’impresa di viaggi per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi di altri soggetti passivi, nella misura in cui da tali operazioni il viaggiatore tragga direttamente vantaggio[3].
La Suprema Corte ha poi richiamato alcune decisioni della Corte di Giustizia Europea, che si è pronunciata più volte per dirimere casi di dubbia applicazione, riassunte nella seguente tabella:

Fattispecie Decisione Riferimento
L’agenzia di viaggi fornisce una prestazione di trasporto passeggeri prodotta in proprio.
 
Esclusione dal campo di applicazione del regime speciale IVA perché manca il requisito dell’acquisto da terzi.
 
Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26 ottobre 2012, causa C-557/11, Kozak.
  Rientra invece se ad esempio la stessa società ha due rami d’azienda (trasporto / struttura alberghiera e ADV). Condizione essenziale attività gestite con contabilità separate. Il ramo d’azienda trasporto / alberghiero emetterà fattura al ramo d’azienda ADV e liquiderà l’imposta secondo il metodo ordinario. L’ADV considererà il pacchetto turistico come operazione unica ed applica art. 74-ter, del DPR n. 633/72.
 
 
Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 233/2002.
Vendita isolata di biglietti di ingresso all’Opera da parte di una agenzia di viaggi, senza alcun collegamento con la fornitura di una prestazione di viaggio.
 
Esclusione dal campo di applicazione del regime speciale IVA poiché manca il collegamento con la realizzazione di un viaggio. Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 9 dicembre 2010, causa C-31/10, Minerva Kulturreisen.
In Italia i Tour Operator vendono pacchetti e servizi turistici alle Agenzie di Viaggi, per transazioni cosiddette al “netto” B2B, che li rivendono, anche con l’aggiunta di servizi supplementari, al consumatore finale. Il regime del margine non è limitato alle sole prestazioni B2C (vendite dirette al viaggiatore o tramite agenzie di viaggi intermediarie) ma si applica anche alle operazioni B2B.
 
I Giudici comunitari hanno dato ragione all’Italia sull’estensione del campo di applicazione del regime speciale IVA poiché hanno considerato il concetto di “viaggiatore” in senso più ampio, non limitandolo al consumatore finale ma intendendolo come “cliente”. Pertanto il regime speciale IVA (74-ter) può continuare ad essere applicato anche ai casi in cui il Tour Operator “A” vende pacchetti o servizi turistici all’Agenzia di Viaggi “B” che li rivende al viaggiatore. Entrambi i passaggi rientrano nel campo di applicazione del regime speciale IVA 74-ter.
 
Sentenza della Corte di Giustizia Europea, emessa il 26 settembre 2013, causa C-236/11 – Commissione Europea vs Repubblica Italiana.
L’agenzia di viaggi agisce esclusivamente in qualità di intermediario tra il viaggiatore e il fornitore di servizi, cioè prenota il servizio turistico in nome e per conto del cliente, come ad esempio prenotazioni di servizi di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, di soggiorni alberghieri, ecc. Esclusione dall’applicazione del regime speciale IVA poiché l’art. 74-ter, del DPR n. 633/72 non trova applicazione qualora l’agenzia di viaggi agisca esclusivamente in qualità di intermediario, e non in nome proprio, tra il viaggiatore ed il terzo fornitore di servizi. Art. 74-ter, c. 1, secondo capoverso, del DPR n. 633/72.
 

Invero per l’ultima fattispecie sopra esaminata già da tempo le disposizioni comunitarie, le norme e la giurisprudenza sia europea sia nazionale hanno stabilito che le disposizioni del regime speciale IVA non si applicano alle agenzie di viaggi e turismo che agiscono in nome e per conto dei clienti. La remunerazione dell’agenzia di viaggi intermediaria è la provvigione o compenso d’intermediazione che rientra nel campo di applicazione del regime IVA ordinario.
Non si deve però trascurare che l’art. 74-ter, comma 5-bis, del DPR n. 633/72 ha esteso il campo di applicazione del regime speciale IVA anche alle operazioni effettuate dalle agenzie di viaggi consistenti nella prestazione di servizi turistici non riconducibili tra i pacchetti turistici, qualora siano rese da altri soggetti ed acquisite nella disponibilità delle agenzie anteriormente ad una specifica richiesta del viaggiatore. La direttiva europea non ha mai inteso limitare il campo di applicazione del regime speciale IVA ai soli “pacchetti turistici”, così come disciplinati per diverse finalità da altre norme di Legge (Codice del Turismo); infatti le disposizioni comunitarie fanno riferimento ad operazioni per la realizzazione ed esecuzione del “viaggio”, che è un concetto più ampio del tradizionale pacchetto costituito dal trasporto e alloggio.
Cordiali saluti.
Fiavet Lazio
La Segreteria
Prot. 61/16 – News 40
 
[1] Sentenza della Corte di Cassazione dell’11 marzo 2016, n. 4776: “Tributi – IVA – Agenzie di Viaggio e turismo – Attività di intermediario e non in nome proprio, tra viaggiatore ed il terzo fornitore di servizi – Fornitura di singoli servizi turistici, svincolati dall’organizzazione del viaggio – Applicazione del regime speciale ex art. 74-ter del DPR n. 633/72 – Esclusione”.
[2]Art. 26 della direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977, trasfuso negli articoli da 306 a 310 della direttiva 2006/112/CE, con un testo sostanzialmente invariato rispetto alla formulazione originaria.
[3] L’art. 306 della direttiva 2006/112/CE – recepito nel nostro Ordinamento con l’art. 74-ter, DPR n. 633/72 – statuisce le regole principali del regime speciale IVA.