Redditometro – Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2012

Redditometro – Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2012 recante il contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacita’ contributiva sulla base dei quali puo’ essere fondata la determinazione sintetica del reddito

 

Si informa che è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale del 4 gennaio 2013, n. 3, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2012 recante “Contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base dei quali può essere fondata la determinazione sintetica del reddito”.

 

Viene così attuato il nuovo strumento di accertamento, cosiddetto redditometro”, nel quale sono indicate le diverse tipologie di spesa per l’acquisizione di beni e servizi che potranno essere presi in considerazione dall’Agenzia delle Entrate per la ricostruzione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche[1].

 

Per elemento indicativo di capacità contributiva deve intendersi la spesa sostenuta dal contribuente per l’acquisizione di servizi e beni e per il relativo mantenimento. Nella tabella A, che fa parte integrante del Decreto del 24 dicembre 2012, sono elencate oltre 100 voci di spesa tra le quali di particolare interesse per il Settore Turismo sono presenti i soggiorni studio all’estero ed i viaggi organizzati. Non si considerano sostenute dalla persona fisica le spese per beni e servizi relativi esclusivamente ed effettivamente all’attività di impresa o professione.

Il redditometro risulta quindi completamente rinnovato rispetto alla precedente versione del 1992 che faceva riferimento ad un ridotto numero di beni: quali automobili, imbarcazioni ed immobili.

 

Il nuovo “redditometro” si caratterizza per la circostanza che il contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva è determinato in base alla spesa media, rilevata annualmente dall’ISTAT, per gruppi e categorie di consumi del nucleo familiare di appartenenza del contribuente. Tale indagine viene condotta dall’Istituto di Statistica su campioni significativi di contribuenti appartenenti ad 11 tipologie di nuclei familiari, indicate nell’allegata Tabella B del Decreto, distribuite in 5 aree territoriali in cui risulta idealmente ripartito il territorio nazionale.

 

Il contenuto induttivo degli elementi di capacità contributiva potrà essere inoltre determinato tenendo conto delle risultanze di altre analisi e studi socio-economici, anche di settore.

 

In pratica, la rideterminazione sintetica del reddito, in presenza delle spese indicate nella tabella A, avverrà considerando l’ammontare più elevato tra quello risultante dalle banche dati dell’Anagrafe tributaria e quello determinato dall’indagine statistica sui consumi sia dall’ISTAT sia da altre analisi e studi anche si settore.

 

Nella determinazione sintetica del reddito complessivo del contribuente resta ferma altresì la facoltà per l’Amministrazione finanziaria di utilizzare elementi di capacità contributiva diversi da quelli riportati nella Tabella A, qualora siano disponibili dati relativi alla spesa sostenuta per l’acquisizione di servizi e di beni e per il relativo mantenimento.

 

Per riepilogare, l’Agenzia delle Entrate potrà accertare il reddito complessivo del contribuente / persona fisica sulla base:

 

1)    dell’ammontare delle spese, anche diverse rispetto a quelle indicate nella tabella A, che, dai dati disponibili o dalle informazioni presenti nel Sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, risultano sostenute dal contribuente;

2)    della quota parte, attribuite al contribuente, dell’ammontare della spesa media ISTAT riferita ai consumi del nucleo familiare di appartenenza determinata in base ad un rapporto percentuale tra i suoi redditi ed il totale dei redditi del nucleo familiare, ovvero in assenza di redditi del nucleo familiare dal rapporto percentuale tra le spese da lui sostenute ed il totale delle spese dell’interno nucleo familiare, risultanti dai dati disponibili o dalle informazioni presenti nel Sistema informativo dell’Anagrafe tributaria;

3)    delle ulteriori spese riferite a beni e servizi, presenti nella tabella A, nella misura determinata considerando la spesa rilevata da analisi e studi socio-economici;

4)    della quota degli incrementi patrimoniali;

5)    della quota di risparmio riscontrata, formatasi nell’anno.

 

In ogni caso, così come previsto dalla norma, il nuovo “redditometroterrà conto, esclusivamente, degli scostamenti superiori al 20% tra le entrate risultanti dalla dichiarazione presentata e quelle stimate.

 

Il contribuente ha la facoltà di dimostrare che il finanziamento delle spese è avvenuto:

 

con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta;

con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o comunque legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile e quindi che non devono essere dichiarati.

 

Il contribuente comunque potrà, in sede di contraddittorio, dimostrare il diverso ammontare delle spese a lui attribuite, così come determinate dall’Amministrazione finanziaria.

 

Il nuovo “redditometro” entrerà in funzione da quest’anno e verrà utilizzato per verificare i redditi contenuti nelle dichiarazioni presentate dal 2010 (periodo d’imposta 2009).

 

 

           

 

                                                                                         Pierluigi Fiorentino

                                                                  (Responsabile servizi fiscali)

 

 

 

Allegati:

 

Tabella A del Decreto attuativo relativa al contenuto induttivo degli elementi di capacità contributiva.

All 1 News 07 – Redditometro—Decreto-attuativo.pdf

Tabella B del Decreto attuativo relativa alle tipologie di nuclei familiari e relative aree territoriali di appartenenza.

All 2 News 07 – Redditometro—Decreto-attuativo.pdf

 

 

Cordiali saluti

 

Fiavet Lazio

La Segreteria

 

Prot. 08/13-  news 07 – dal sito: www.fiavet.lazio.it


[1] Art. 38, c. 5, del DPR 29 settembre 1973, n. 600, come modificato dall’art. 22, c. 1, del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122.