RECENTI SENTENZE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA IN TEMA DI INTERPRETAZIONE DEL CONCETTO DI “NEGATO IMBARCO” DA PARTE DEL VETTORE AI SENSI DEL REG. CE261/2004

RECENTI SENTENZE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA IN TEMA DI INTERPRETAZIONE DEL CONCETTO DI “NEGATO IMBARCO” DA PARTE DEL VETTORE AI SENSI DEL REG.  CE261/2004

 

Informiamo i nostri Associati sulle recenti sentenze, rese nelle cause C- 321/11 (Rodriguez Cachafeiro e altri / Iberia) e C-22/11, contro Finnair, la Corte di Giustizia UE ha interpretato, con effetti estensivi, il concetto di “negato imbarco” di cui al Regolamento CE 261/2004, che disciplina le compensazione in ipotesi di negato imbarco e prolungato ritardo (superiore alle 3 ore, secondo quanto statuito con la nota sentenza della Corte UE nel caso Stargeon) da parte dei vettori aerei.

 

In particolare con la prima pronuncia, la Corte ha affermato il diritto di due passeggeri che avevano subito un negato imbarco su un volo successivo a quello – sempre della medesima Compagnia – arrivato con un ritardo (1 ora e 25 minuti) allo scalo di Madrid, e che non aveva consentito loro di presentarsi al chek-in in tempo utile. La Corte ha infatti ritenuto che il concetto di “negato imbarco” disciplinato dal detto Regolamento comunitario, non dovesse interpretarsi esclusivamente come limitato alle ipotesi di “overbooking”, ma che poteva ben ricomprendere anche l’ipotesi, oggetto di causa, di negato imbarco dovuto a colpa del vettore per ritardo causato nel primo dei voli collegati, acquistati dai passeggeri.

 

Con la seconda pronuncia, invece, la Corte di Lussemburgo ha affermato che ricorre l’ipotesi di indennizzo per negato imbarco, anche ove il vettore (nella specie Finnair) abbia riprogrammato alcuni voli (spostandoli al giorno successivo), onde evitare i ritardi ed altre ripercussioni sulla ordinaria attività di scalo, derivanti da uno sciopero già preannunciato. Tale decisione, ancor più della prima, ha carattere innovativo nella interpretazione del concetto di negato imbarco, e conferma che gli indennizzi del Reg. 261/2004 non debbono ritenersi operanti solo all’ipotesi di “overbooking”, ma includono anche ipotesi di omesso trasporto del passeggero, dovuto a ragioni operative, come quella della riprogrammazione dei voli operata da Finnair. Con la pronuncia in commento la Corte UE ha altresì – sebbene incidentalmente – affrontato il concetto di “circostanze eccezionali”, che costituisce l’unica esimente per il vettore dall’obbligo di indennizzo, ritenendo che lo sciopero possa rientrare in tale categoria solo ove integri gli estremi di un evento imprevisto ed imprevedibile, i cui effetti non si sarebbero potuti evitare pur a fronte di ogni ragionevole misura posta in essere: nel caso di specie, poiché lo sciopero era stato preannunciato e la Compagnia era in grado di riprogrammare la propria operatività, non poteva ricorrere la esimente a favore della Compagnia.    

 

                                                                           Avv.to Federico Lucarelli

                                                                             Ufficio Legale Fiavet

 

Cordiali saluti.

Fiavet Lazio
La Segreteria

Prot. 268/12– News 131 – dal sito: www.fiavet.lazio.it