Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge europea 2014 – art. 9 dismissione del Fondo Nazionale di Garanzia

Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge europea 2014 – art. 9 dismissione del Fondo Nazionale di Garanzia

Informiamo gli Associati che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto u.s. la legge 29 luglio 2015 n. 115, recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2014”.


L’art. 9, comma 1, della Legge n. 115/2015 dispone che i contratti di viaggio stipulati dal 1 gennaio 2016 siano “assistiti” da polizze assicurative o garanzie bancarie, stipulate o fornite obbligatoriamente dal tour operator e dalle agenzie di viaggi intermediarie per i pacchetti di viaggio oggetto di contratto, che forniranno al consumatore di pacchetti turistici le garanzie attualmente previste dal Fondo Nazionale di Garanzia, estendendole anche ai viaggi in Italia, sino ad oggi non compresi. Pertanto in caso di eventuale insolvenza o fallimento dell’operatore, dovrà essere garantito il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto turistico e il rientro immediato del turista.

 

Viene a cessare l’attività del Fondo Nazionale di Garanzia per i consumatori di pacchetti turistici – operativo presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – che fornirà comunque le garanzie previste per il consumatore per i soli contratti di viaggio stipulati entro il 31 dicembre 2015 le cui istanze di rimborso, dovute a intervenuta insolvenza o fallimento dell’organizzatore o venditore, saranno presentate al Fondo stesso inderogabilmente entro 3 mesi dalla data in cui si è concluso o si sarebbe dovuto concludere il viaggio[1].

 

Fiavet si è subito attivata, fin dallo scorso 19 giugno, presso il Governo, ed in particolare in Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ed il Parlamento, avendo segnalato le criticità attuative e proposto concrete modifiche della nuova disposizione.

E’ stato innanzitutto rimarcato che la copertura muta drasticamente natura da pubblica collettiva ad individuale privata. Tale mutamento avrebbe
obbligato quanto meno a verificare preventivamente se le polizze assicurative e le garanzie bancarie, individuate nella revisione del sistema, siano o meno effettivamente reperibili sul mercato. A giudizio della Federazione tale possibilità non esiste ovvero è molto remota.

 

Anche la motivazione che la nuova disposizione è stata introdotta per adeguarsi alla procedura d’infrazione n. 2012/4094, avviata dalla Commissione europea nei confronti dello Stato italiano, non convince. La Commissione europea aveva soltanto notato che il Fondo Nazionale di Garanzia non riusciva a rispondere, in via di fatto, alla funzione di tutela del consumatore. Tanto è vero che con la Legge europea 2013 era stato disposto l’aumento dal 2% al 4% della quota dell’ammontare del premio delle polizze RCP trasferito al bilancio dello Stato. Oltretutto la Federazione ha denunciato che non è mai stato reso noto il contenuto del parere motivato inviato nel mese di ottobre 2014 allo Stato italiano. E’ stato richiesto al Ministero di poter disporre della rendicontazione contabile del Fondo per verificarne la capienza e l’adeguatezza agli obiettivi di tutela per i quali è stato creato.


Grazie all’attività di lobby della Fiavet è stato approvato l’Ordine del giorno G/1962/7/14, presentato dalla Senatrice Valeria Cardinali.

Tale Ordine del giorno, considerando tra l’altro che in sede Comunitaria è stato nel frattempo raggiunto un accordo politico sulla nuova Direttiva relativa ai “pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati” e che tale direttiva dovrà essere recepita negli Stati membri entro 24 mesi dalla sua entrata in vigore, impegna il Governo a valutare l’opportunità di riconsiderare quanto prima la materia dell’articolo 9 in analisi, in modo tale da conformare la disciplina interna a quanto previsto dalla direttiva in corso di approvazione e tenendo altresì conto del principio secondo cui gli oneri imposti dalle direttive, che ricadono sugli operatori economici e sui cittadini, devono essere il meno gravosi possibile e commisurati all’obiettivo da conseguire.

Anche il Senatore Roberto Cotti del Movimento 5 Stelle, nella sua dichiarazione di voto, ha ricordato che tra i motivi per cui è stata avviata una procedura d’infrazione c’è il fatto che il Fondo Nazionale di Garanzia non viene però costantemente rimpinguato, anche se si sarebbe potuto ovviare in altra maniera. E’ in dirittura d’arrivo la nuova direttiva comunitaria sui pacchetti di viaggio per cui, dopo l’approvazione in sede europea, passeranno solo in capo al tour operator gli oneri di rimborso al turista che si trovi con l’organizzatore del viaggio fallito. II Senatore ha dichiarato che si sarebbe potuto provvedere in altra maniera, magari prevedendo un anno in più per l’entrata in vigore della Legge in esame.

In definitiva quindi, malgrado l’approvazione della norma in questione, alla luce dell’ordine del giorno della Senatrice Cardinali, esponente del Partito Democratico, ed anche della posizione dell’Opposizione, esiste margine per poter procedere nei prossimi mesi a far riconsiderare l’intera questione contando anche sulla approvazione in sede europea della nuova Direttiva sui pacchetti turistici che rivede il sistema di garanzia e che entrerà in vigore nel 2018. In autunno dovrebbe essere altresì presentato il nuovo Disegno di Legge europea 2015 che potrebbe consentire un efficace intervento di Fiavet risolutore prima della scadenza prevista del 31 dicembre 2015 per la chiusura dell’attuale Fondo Nazionale di Garanzia.

Per completezza d’informazione Vi invitiamo a consultare la comunicazione n. 64 del 22 giugno 2015.


Sarà nostra cura fornirvi ulteriori informazioni non appena disponibili.

Cordiali saluti.

 

Fiavet Lazio

La Segreteria

Prot. 166/2015 – news 95 – dal sito: www.fiavet.lazio.it


[1] In particolare, la norma apporta modifiche all’art. 50 del decreto legislativo 23 maggio 2011 n.79 (ed. “Codice del turismo”) ed abroga, a decorrere dal 1 gennaio 2016, l’art. 51 dello stesso.