Liste di nozze e comunicazione telematica delle operazioni IVA, cosiddetto “spesometro”

Liste di nozze e comunicazione telematica delle operazioni IVA, cosiddetto “spesometro”

 

 

A seguito di alcuni quesiti posti da parte di diverse Agenzie di Viaggi Associate concernenti il trattamento delle liste di nozze ai fini della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (cosiddetto “spesometro”)[1], si ritiene utile approfondire tale questione.

 

Sul tema in generale sono state diffuse svariate circolari informative:

 

  1. del 23 dicembre 2010, n. 156;

 

  1. del 30 maggio 2011, n. 44;

 

  1. del 30 giugno 2011, n. 50;

 

  1. dell’11 agosto 2011, n. 60.

 

E’ innanzitutto necessario riferirsi, in via preliminare, allo specifico contratto di compravendita di pacchetto turistico, oppure di singolo servizio turistico, che regola il rapporto tra l’Agenzia di Viaggi ed il cliente.

 

Nell’ipotesi, ad esempio, che tale contratto sia stato sottoscritto solo dagli sposi, poiché non è stato contrattualmente fissato un obbligo a carico di una seconda o altre parti di corrispondere una o più quote del pacchetto o servizio turistico, andrà comunicato solo il codice fiscale del contraente (uno degli sposi o entrambi se tutti e due hanno concluso il contratto di compravendita di pacchetto o servizio turistico), con conseguente emissione della fattura ai sensi dell’art. 74-ter, del DPR n. 633/72.

 

Per la comunicazione si dovrà quindi fare riferimento al valore complessivo del pacchetto / servizio turistico e non alle singole quote corrisposte da parenti ed amici. Ciò è espressamente precisato nella Risposta dell’Agenzia delle Entrate, Direzione Centrale Accertamento, del 28 giugno 2011, n. prot. 2011/86284 laddove, per quanto concerne le operazioni connesse alla cosiddette “liste di nozze”, nonché le operazioni le cui spese non restano a carico del viaggiatore, ribadisce che il limite per la comunicazione resta pari a € 3.600 e che tale importo va riferito al corrispettivo globale dell’intero pacchetto o servizio turistico, nonché al committente effettivo.

 

Se invece il contratto di compravendita di pacchetto / servizio turistico viene sottoscritto, da un lato, dagli sposi e, dall’altro, ad esempio da una società o titolare di partita IVA che effettua il pagamento di una quota del corrispettivo del pacchetto / servizio turistico, anche se da esso derivano due o più distinte fatturazioni, è evidente che l’operazione che discende dal contratto è comunque unica. Ciò in quanto, anche se le controparti sono due, cioè, da un lato, appunto gli sposi e, dall’altro, la società o il titolare di partita IVA, comunque la parte contrattuale tenuta all’obbligazione in solido del prezzo è una soltanto.

 

In ipotesi di pacchetto turistico, la prestazione è considerata unica ai sensi dell’art. 74-ter, c. 1, del DPR n. 633/72. L’operazione andrà pertanto comunicata se nel suo complesso il

 

 

 

 

corrispettivo globale è pari o superiore a € 3.600 (per l’anno di riferimento 2011) anche se le singole quote sono di importo inferiore.

 

Si potrebbe eventualmente verificare, a fronte di due distinte annotazioni nel registro dei corrispettivi, tenuto ai sensi dell’art. 74-ter, del DPR n. 633/72, di dover compilare due moduli della comunicazione: il primo per le operazioni effettuate con privati (codice fiscale) ed il secondo con soggetti titolari di partita IVA. Infatti anche il secondo è un committente effettivo che ha stipulato il contratto per l’acquisto del pacchetto/servizio turistico pro quota.

 

        

 

                                                                         Pierluigi Fiorentino

                                                                  (Responsabile servizi fiscali)

 

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Cordiali saluti.

 

La segreteria

 

 

Prot. 221/11 – news 87 – vai al sito www.fiavet.lazio.it

 



[1] Adempimento introdotto dall’art. 21 del Decreto Legge n. 78/2010, convertito in Legge del 30 luglio 2010, n. 122.