IVA sulle commissioni riconosciute dai TO per l’attività di intermediazione svolta dalle ADV

A seguito di diverse segnalazioni ricevute dagli Associati, si ritiene utile riassumere il corretto trattamento fiscale applicato alle commissioni riconosciute da parte dei Tour Operator alle Agenzie di Viaggi per l’attività di intermediazione nella vendita di pacchetti turistici.
Si rammenta che l’art. 7 del Decreto ministeriale del 30 luglio 1999, n. 340 ha stabilito, con effetto dal 1 novembre 1999, che il Tour Operator emette una fattura riepilogativa mensile per le provvigioni corrisposte a ciascuna Agenzia di Viaggi intermediaria.
Tale fattura indica separatamente sia le provvigioni soggette ad IVA relative ai pacchetti turistici con destinazione in Unione Europea sia le provvigioni non soggette ad imposta, ai sensi dell’art. 9, comma 1, punto 7-bis), del DPR n. 633/72 e cioè relative ai pacchetti con destinazione fuori dell’Unione Europea.
Il Tour Operator annota la fattura contemporaneamente nel registro IVA vendite ed IVA acquisti[1].
Un esempio può contribuire a chiarire la procedura fiscale:

Esempio n. 1 di estratto conto del Tour Operator
Importo commissionabile del corrispettivo di vendita del pacchetto turistico   €   1.000
Commissione (10% al netto IVA) – €     100
Iva sulla commissione   €       22
Importo netto da versare al Tour Operator   €      900

 

Esempio n. 2 di estratto conto del Tour Operator
Importo commissionabile del corrispettivo di vendita del pacchetto turistico   €   1.000,00
Commissione (10% al lordo IVA) – €       81,97
Iva sulla commissione   €       18,03
Importo netto da versare al Tour Operator   €      918,03

 
L’IVA di € 22,00 o di € 18,03 – che dipende ovviamente dalla percentuale di provvigione che il Tour Operator ha deciso di riconoscere all’Agente intermediario (lordo o netto IVA) – avrà un effetto neutrale ai fini fiscali per il Tour Operator.
In pratica, l’annotazione nel registro vendite dell’IVA sostituisce la registrazione che avrebbe dovuto effettuare l’Agente intermediario che faceva fino al 30 ottobre 1999. L’agente di Viaggi intermediario annota la copia della fattura senza la contabilizzazione della relativa imposta nel caso di provvigioni soggette ad IVA, in quanto inerenti a servizi turistici resi all’interno dell’Unione Europea e non la versa all’Erario.
E’ da rilevare però che nell’esempio n. 2 cambia l’importo netto pagato dall’Agente di Viaggi intermediario al Tour Operator che passa a 918,03 poiché la percentuale di provvigione viene riconosciuta al lordo dell’IVA.
L’applicazione della percentuale nominale di provvigione del 10% lordo IVA diventa in realtà pari all’8,2% al netto dell’imposta. Ciò dipende essenzialmente da una scelta commerciale ma non può essere giustificata dall’applicazione dell’IVA che deve essere versata e quindi decurtata dall’importo riconosciuto all’Agente intermediario.
Cordiali saluti.
Fiavet Lazio
La Segreteria
Prot. 23/16– News 17
[1] Si tratta in pratica di una autofattura che viene annotata nei registri tenuti ai sensi degli artt. 23 e 25 del DPR n. 633/72 del regime IVA ordinario.