IMPOSTA DI BOLLO

A seguito di diversi quesiti ricevuti da aziende associate e in considerazione delle sanzioni previste particolarmente onerose, si riepilogano di seguito le disposizioni in materia di imposta di bollo.

L’imposta di bollo è disciplinata dal D.P.R. 642/1972 e si applica all’emissione di documenti quali: fatture, estratti conto, note, documenti di accredito o addebito, Ricevute o Quietanze, è soggetta all’Imposta di Bollo mediante applicazione della Marca amministrativa da € 2,00 pari alle vecchie 2.500 lire, solo se coesistono entrambe le seguenti condizioni:- gli importi indicati nella fattura emessa sono superiori ad euro 77,47 e non sono stati assoggettati ad Iva perché non imponibili, esenti, non soggetti, fuori campo.

a. Marca da bollo in fattura: quando deve essere applicata

L’art. 6 della Tabella (allegato B) al D.P.R. n. 633/1972, stabilisce che l’assoggettamento ad IVA e l’imposta di bollo sono tra loro alternative, quindi quando le fatture, ricevute, documenti di addebitamento o di accreditamento riguardano pagamenti di corrispettivi assoggettati ad Iva, questi documenti sono esenti dall’imposta di bollo.

Va invece, sempre, applicata (nella misura di Euro  2,00) alle fatture, sia cartacee che elettroniche, ricevute, parcelle  emesse senza addebito di Iva per importi superiori ad Euro 77,47 (le vecchie 150.000 Lire).

Se si verifica l’emissione di una fattura mista ovvero fatture in cui sono esposti importi assoggettati ad IVA e importi non assoggettati, ai fini dell’imposta di bollo si deve considerare l’importo non assoggettato ad Iva: se quest’ultimo è superiore a € 77,47 l’imposta di bollo va assolta (risoluzione n. 98 del 03/07/2001 dell’Agenzia delle Entrate)

Attenzioneper le operazioni tipiche delle agenzie di Viaggio si ricorda che:

1. Le fatture emesse in base all’art. 74-ter, D.P.R. 633/1972 sono soggette all’imposta di bollo, nella misura di euro 2,00. se riguardano corrispettivi, di importo superiore a euro 77,47, per la vendita di pacchetti e servizi turistici con destinazione in Paesi fuori dall’Unione europea, in quanto lart. 74-ter, comma 6, del D.P.R. n. 633/72 dispone che “i corrispettivi per le prestazioni rese ai clienti, eseguite in tutto o in parte fuori della Unione europea, non sono soggetti ad Iva a norma dell’art. 9 del D.P.R. n. 633/72 e, pertanto, rientrano nel campo di applicazione dell’imposta di bollo”.

2. Le fatture riepilogative mensili emesse dai T.O. per le provvigioni corrisposte a ciascuna Agenzia di Viaggi intermediaria saranno soggette al bollo da parte del TO, se le provvigioni si riferiscono a pacchetti e servizi turistici con destinazione extra Unione Europea, così come risulta dal combinato disposto dell’art. 74/TER, comma 8, del D.P.R. n. 633/72 e dall’art. 7 del Decreto Ministeriale 30 luglio 1999, n. 340. (Tale ultima disposizione disciplina la non imponibilità ai fini IVA delle provvigioni ai sensi dell’articolo 9, comma 1, n. 7-bis), del D.P. R. n. 633/72)

3. Le fatture emesse dalle Agenzie di Viaggi intermediarie per le commissioni riconosciute dai Vettori aerei per l’attività di intermediazione nella vendita di biglietteria aerea, ancorché predisposte tramite il BSP, sono assoggettate ad imposta di bollo a carico dei Vettori stessi se di importo superiore a € 77,47 e se si riferiscono alle commissioni per l’emissione della biglietteria aerea internazionale la cui non imponibilità, ai fini IVA, è sancita dall’art. 9, comma 1, punto 7) del D.P.R. n. 633/72.

4. Attività di produzione e distribuzione di servizi turistici: se il documento contabile è emesso dal creditore/venditore in nome e per conto del debitore/acquirente, l’imposta di bollo deve essere corrisposta dal debitore a cui viene rimesso l’atto. L’estratto conto, non inquadrabile ai fini IVA, viene quindi assoggettato all’imposta di bollo fin dall’origine a carico del debitore/acquirente

estratto conto riepilogativo emesso dalle agenzie

b. Soggetti obbligati

Con la risoluzione 444/E del 18 novembre 2008, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che l’obbligo di apporre il contrassegno sulle fatture o ricevute è a carico del soggetto che forma i predetti documenti e, quindi, li consegna o spedisce”.

Nonostante l’obbligo di apporre la marca da bollo ricada sul soggetto che emette il documento, il destinatario è solidalmente responsabile con l’obbligato principale; pertanto, il soggetto a cui venga rilasciato un documento senza il regolare assolvimento dell’imposta di bollo deve presentarlo all’Agenzia delle Entrate entro 15 giorni dalla data del suo ricevimento, pagando il relativo tributo.

In caso di controllo, l’omessa applicazione della marca da bollo, ovvero il mancato pagamento cumulativo mediante modello F24, è passibile di sanzione che va da una a cinque volte l’importo dovuto, oltre il pagamento della marca da bollo omessa.

La stessa sanzione amministrativa verrà applicata qualora la marca da bollo venga apposta al documento in modo irregolare, ovvero con data successiva alla data di emissione dello stesso (il contrassegno adesivo può dunque avere data antecedente o corrispondente alla data di emissione del documento, ma non successiva).

Dopo tre anni dalla data di emissione del documento la sanzione non è più dovuta mentre resta l’obbligo di assolvivento dell’imposta di bollo.

  1. Marca da bollo fatture cartacee

Per le fatture emesse con il metodo tradizionale (cartaceo) la marca si deve applicare sul documento emesso e consegnato al cliente avendo avuto cura di annullare la marca (si effettua sbarrando il contrassegno adesivo, apponendoci un timbro o la data di emissione della fattura); in alternativa per determinati atti e previa autorizzazione rilasciata dalla direzione regionale delle Entrate, l’imposta può essere assolta in maniera virtuale.

La copia del documento che rimane al soggetto emittente deve avere la seguente dicitura: “Imposta di bollo assolta sull’originale. ID……………..”.

La dicitura può essere scritta manualmente oppure può essere utilizzato un timbro.

Se l’imposta di bollo viene assolta in maniera virtuale sul documento deve essere riportata la seguente annotazione: Imposta di bollo assolta ex art. 15 del D.P.R. 642 del 1972”.

  1. Marca da bollo fatture elettroniche

Per le fatture elettroniche, ovvero quelle emesse e conservate sostitutivamente in formato elettronico, il bollo è assolto mediante pagamento con modello F24, versando l’imposta cumulativa relativa all’esercizio entro il termine di 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio stesso

Sulla fattura elettronica sarà necessario apporre la dicitura: “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ex DM 17/06/2014”.

Il D.M. 17 giugno 2014, per il bollo sulle fatture elettroniche, ha introdotto alcune semplificazioni importanti:

a. la trasmissione delle dichiarazioni dell’imposta di bollo virtuale si effettua solo in via telematica;

b. è stato abolito l’obbligo della comunicazione preventiva e quello del versamento in acconto: il versamento si effettua in unica soluzione mediante modello F24 entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio;

c.  non si deve richiedere la preventiva autorizzazione né gli altri adempimenti previsti dagli articoli 15 e 15-bis del DPR n. 642  (circolare n. 16/E del 14 aprile 2015)

Al fine di effettuare i predetti versamenti, l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 106/2014, ha istituito il codice tributo 2501 denominato “Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – articolo 6 del decreto 17 giugno 2014”.

  1. Fatture inviate tramite mail

Se l’imposta di bollo viene assolta mediante applicazione del contrassegno e la fattura viene inviata in formato PDF tramite e-mail, l’Agenzia delle Entrate, pur non essendosi espressa ufficialmente, nelle risposte alle domande dei contribuenti ha precisato che: “la fattura originale su cui applicare la marca da bollo da 2,00 euro deve essere conservata da chi la emette”; sulla copia inviata al cliente a mezzo e-mail deve essere indicata la dicitura: “Imposta di bollo assolta sull’originale in possesso dell’emittente. ID……………..”.

Si ricorda infatti che l’invio tramite e-mail non costituisce trasmissione di fattura elettronica ai sensi del D. Lgs. 52/2004 e D.M. 23.01.2004; la fattura così ricevuta dovrà pertanto essere stampata e conservata al pari di una fattura cartacea.

  1. Chi deve pagare la marca da bollo?

Il costo della marca da bollo può essere anticipato dal soggetto che emette la fattura, e poi addebitato al cliente in aggiunta alla prestazione.

Se il costo dell’imposta di bollo è posto a carico del cliente, l’importo di 2,00 euro deve essere indicato in fattura tra le operazioni escluse dall’ambito Iva in base all’art. 15 D.P.R. n. 633/1972.

Nel caso in cui la marca da bollo sia dovuta per prestazioni detraibili (per es. spese mediche), i 2,00 Euro aggiuntivi pagati dal cliente/paziente sono anch’essi detraibili, in quanto considerati un costo accessorio della prestazione professionale.

  1. E sulle copie conformi si applica la marca da bollo?

Nel caso in cui il cliente richieda una copia di una fattura già emessa la copia conforme segue il medesimo trattamento ai fini dell’imposta di bollo del documento originale; dunque se la fattura era originariamente assoggettata a bollo, lo sarà anche la copia, se non lo era, non lo sarà neppure la copia (Circolare Ministeriale 1.08.1973, n. 415755)

  1. Altri documenti su cui deve essere applicata l’imposta di bollo

In ultimo si ricorda che l’imposta di bollo è dovuta per la tenuta del libro giornale e dei libri sociali obbligatori ed è determinata secondo criteri differenti a seconda che la contabilità sia tenuta in modalità cartacea piuttosto che in modalità informatica. Quella cartacea sconta l’imposta di bollo di 16 Euro su ogni 100 pagine o frazioni di esse per le società di capitali (per gli altri soggetti è pari a 32 Euro), quella informatica, invece, sconta l’imposta di bollo di 16 Euro ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse.

  1. Sanzioni

L’omissione dell’imposta di bollo o l’applicazione di una marca con data posteriore a quella della fattura prevede una sanzione amministrativa, per ogni singola fattura/ricevuta considerata irregolare, di un importo da 1 a 5 volte l’imposta evasa.

Passati tre anni dalla data della ricevuta la sanzione non è più esigibile, ma la marca si.

Attenzione : Si ricorda che la disciplina dell’imposta di bollo non contempla l’istituto della rivalsa perché prevede unicamente la responsabilità solidale. La giurisprudenza, sia di merito sia di Cassazione, non si è pronunciata sull’argomento perché risulta pacificamente accettato, in forza di una prassi consolidata, che è l’acquirente dei servizi ad essere obbligato al pagamento dell’imposta.

L’art. 1475 del Codice Civile dispone che le spese del contratto di vendita e le altre accessorie siano a carico del compratore, se non sia stato pattuito diversamente.

Di seguito si espone un breve riepilogo sintetico :

Causale operazione Descrizione operazione Imposta di bollo dovuta
(se > Euro 77,47)
Aliquota Iva al 22%, 10%, 4%  

NO

Soggetta a reverse charge – art. 17, comma 2 e 6 D.P.R. 633/72 Autofatture o integrazione delle fatture, edilizia

NO

Soggetta a reverse charge – art. 74, comma 7 e 8 D.P.R. 633/72 Rottami ferrosi e non ferrosi

NO

Imponibile con IVA assolta all’origine – art. 74, comma 1 D.P.R. 633/72 Giornali, libri, ricariche telefoniche ecc.

NO

Art. 74-ter D.P.R. 633/72 Agenzie di viaggi e turismo

se l’importo è inferiore ad Euro 77,47 : NO

se l’ importo è superiore ad Euro 77,47: SI

Art. 8, comma 1, lettera A) e B) D.P.R. 633/72 Esportazioni di beni

NO

Art. 71, D.P.R. 633/72 Operazioni con lo Stato del Vaticano e con la Repubblica di San Marino

NO

Art. 41 D.L. 331/93 Cessioni intracomunitarie di beni

NO

Art. 58 D.L. 331/93 Triangolazioni UE

NO

Escluso da artt. 7-bis a art. 7-septies D.P.R. 633/72  

SI

Escluso Iva art. 7-ter Prestazioni di servizi B2B

SI

Esente art. 10 D.P.R. 633/72 Operazioni esenti

SI

Escluso art. 15 D.P.R. 633/72 Operazioni escluse

SI

Escluso dal campo di applicazione dell’IVA artt. 2, 3, 4, 5, 13, 26 D.P.R. 633/72  

SI

Art. 8, comma 1, lettera C) D.P.R. 633/72 Esportatori abituali con utilizzo plafond

SI

Regime dei Minimi (D.L. 98/2011)  

SI

Regime forfettario (Legge di stabilità 2015)  

SI

Art. 8-bis D.P.R. 633/72 Operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione

SI

Art. 72 D.P.R. 633/72 Operazioni con sedi diplomatiche e consolari, basi NATO

SI

Art. 9 D.P.R. 633/72 Servizi internazionali

SI

NO, qualora riferite a prestazioni di trasporto dirette esclusivamente alla realizzazione di un’esportazione di beni.

 

Cordiali saluti.

Dott.ssa Caterina Claudi
Consulente Fiscale Fiavet Lazio

Prot. 105/18 – News 58