Gazzetta ufficiale n49

D.P.R. 13 dicembre
1995 – Atto di indirizzo e coordinamento in materia di guide turistiche

Gazzetta Ufficiale 28
febbraio 1996, n. 49.

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l’art. 1, comma 1,
lettera hh), della legge 12 gennaio 1991, n. 13;

Visto l’art. 9 della
legge 9 marzo 1989, n. 86;

Visto il decreto-legge 29
marzo 1995, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 1995,
n. 203;

Visto l’art. 47 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616;

Vista la legge 17 maggio
1983, n. 217;

Visti gli articoli 52, 59
e 60 del trattato CEE;

Vista la sentenza della
Corte di giustizia delle Comunità europee nella causa C/180/89, emessa in data
26 febbraio 1991, con la quale è stato dichiarato che la Repubblica italiana è
venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi dell’art. 59 del trattato
CEE, avendo subordinato “la prestazione dei servizi di guida turistica che
accompagna un gruppo di turisti proveniente da un altro Stato membro, quando si
tratta di visite guidate in luoghi diversi da musei o monumenti storici che
richiedono l’intervento di una guida specializzata, al possesso di una licenza
rilasciata dopo l’acquisizione di una determinata qualifica comprovata mediante
il superamento di un esame”;

Ritenuta l’esigenza, nel
rispetto dei princìpi di cui all’art. 5 del trattato CEE, di conformare
l’ordinamento italiano alla sentenza anzidetta;

Considerato che tale
sentenza si applica unicamente all’ipotesi di servizi di guida turistica
prestati professionalmente da cittadini di altri Stati membri, stabiliti in uno
Stato della Unione europea diverso dall’Italia e resi nel corso di un viaggio a
circuito chiuso, vale a dire organizzato da un’impresa turistica stabilita in
detto Stato ed effettuato da turisti che da detto Stato, in cui sono stabiliti,
si trasferiscono temporaneamente, in gruppo, nello Stato membro da visitare;

Considerato che in base a
quanto statuito nella predetta sentenza l’art. 11 della legge 17 maggio 1983,
n. 217, per garantire la compatibilità con gli articoli 59 e 60 del trattato
CEE, deve essere applicato nel senso che le guide stabilite in un Paese membro
della Unione europea diverso dall’Italia e che accompagnano un gruppo di
turisti provenienti dallo stesso Stato membro, nel corso di un viaggio
organizzato con durata limitata nel tempo ed a circuito chiuso, possono
esercitare la suddetta attività anche in assenza della prescritta
autorizzazione, rilasciata dall’ente locale nel cui ambito territoriale
l’attività medesima è esercitata;

Considerato che
l’esecuzione della citata sentenza comporta l’adozione di misure volte ad una
puntuale definizione delle condizioni di libero espletamento dell’attività
anzidetta, nonché dei relativi controlli per evitare fenomeni abusivi;

Considerato che tali
misure non possono non essere uniformi per tutto il territorio nazionale, anche
in relazione al normale carattere interregionale dell’attività dei prestatori
del servizio di guida che accompagnano un gruppo di turisti provenienti da uno
Stato membro dell’Unione europea nel corso di un viaggio organizzato con durata
limitata nel tempo ed a circuito chiuso;

Considerata inoltre
l’esigenza di definire criteri per l’individuazione di musei, monumenti storici
ed altri beni, per la cui visita è richiesto l’intervento di una guida in
possesso di abilitazione ai sensi della normativa regionale;

Considerato inoltre che la Commissione europea,
con nota del 5 luglio 1995,
ha
iniziato la procedura di infrazione n. 87/0071, in
base all’art. 171 del trattato CEE, per la mancata attuazione delle statuizioni
contenute della citata sentenza;

Consultate la regione
Trentino-Alto Adige e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi
dell’art. 3 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266;

Sentita la Conferenza permanente
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nella
riunione del 29 settembre 1995,
in
base all’art. 2 del decreto-legge 29 marzo 1995, n.
97, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 1995, n. 203;

Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 novembre 1995;

Su proposta del Ministro
del bilancio e della programmazione economica, incaricato del coordinamento
delle politiche dell’Unione europea, di concerto con il Ministro per i beni
culturali e ambientali e con il Ministro per la funzione pubblica e gli affari
regionali;

 

Decreta

 

È approvato il seguente
atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di
Trento e di Bolzano, in materia di guide turistiche.

 

 

1. 1. Le regioni
assicurano che il controllo dell’esercizio professionale dell’attività di guida
turistica che accompagna un gruppo di turisti proveniente da un altro Stato
membro dell’Unione europea, nel corso di un viaggio organizzato con durata
limitata nel tempo ed a circuito chiuso, abbia ad oggetto:

a) il possesso di un
documento rilasciato dallo Stato membro di provenienza attestante lo
svolgimento professionale dell’attività di guida turistica;

b) il possesso di un
documento sottoscritto dal titolare dell’impresa di viaggio, contenente:

1) la denominazione
dell’impresa di viaggio, il nominativo del suo titolare e lo Stato membro di
stabilimento dell’impresa stessa;

2) i dati anagrafici
della guida e l’indicazione del rapporto di lavoro dipendente od autonomo con
l’impresa turistica organizzatrice del viaggio, avente ad oggetto la
prestazione dell’attività di guida turistica;

3) il programma di
viaggio indicante la data iniziale e finale del viaggio e le date relative al
percorso da effettuare sul territorio italiano e le località oggetto di visita
turistica;

4) il numero dei
partecipanti al viaggio.

2. I documenti di cui
alle lettere a) e b) del comma 1 devono essere accompagnati da fedele
traduzione in lingua italiana.

 

2. 1. Le regioni
individuano, d’intesa con le competenti sovrintendenze ai fini di una migliore
fruizione del valore culturale del patrimonio storico ed artistico nazionale, i
siti che possono essere illustrati ai visitatori solo da guide specializzate che,
in possesso dei requisiti di cui all’art. 11 della legge 17 maggio 1983, n.
217, abbiano conseguito specifica abilitazione in relazione ai siti oggetto di
visita turistica.

2. Le regioni rilasciano
specifica abilitazione per la prestazione di attività di guida turistica nei
siti di cui al comma 1, subordinandola alla conoscenza approfondita della
storia e delle caratteristiche del sito oggetto di visita turistica.

3. I siti di cui al comma
1 sono individuati tra beni ed aree di interesse archeologico, artistico e
storico, istituti di antichità ed arte, musei, monumenti e chiese, aventi un
rilievo culturale particolarmente importante nell’ambito del patrimonio
storico, artistico ed archeologico nazionale.

4. Tra i siti di cui al
comma 3 rientrano quelli riconosciuti dall’UNESCO quale patrimonio culturale
dell’umanità.

3. 1. Le regioni
assicurano l’attuazione delle suddette disposizioni entro il termine di sei
mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.

2. Decorso il termine
previsto nel comma 1, senza che le regioni abbiano provveduto ad adeguarsi alle
disposizioni del presente decreto, l’attività di guida turistica può essere
svolta secondo le condizioni previste nell’art. 1.

3. All’attuazione delle
disposizioni di cui al presente decreto le regioni a statuto speciale
provvederanno in base a quanto stabilito dai rispettivi statuti e dalle
relative norme di attuazione.

4. Le province autonome
di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità del presente decreto
nell’ambito delle proprie competenze, in base a quanto previsto dai rispettivi
ordinamenti.