Fiavet Lazio: ai turisti importa la “sicurezza percepita”

Fiavet Lazio: ai turisti importa la “sicurezza percepita”

 

 

 

 

La Fiavet Lazio interviene nel dibattito sulla sicurezza dei turisti nella città di Roma. “Esprimiamo preoccupazione per la consistente presenza di avvertimenti sulla dubbia sicurezza per i turisti nella città di Roma, presenti su numerosi siti dei Ministeri di paesi esteri. E’ vero che il turismo nella Capitale è in costante crescita, grazie soprattutto alla presenza di Papa Bergoglio, però tali indicazioni gettano sfiducia sul mercato turistico limitando, seppur in parte, flussi di traffico verso la nostra città”, dice Andrea Costanzo, Presidente della Fiavet della Regione Lazio, Associazione delle Imprese di Viaggi e Turismo.

I dati della criminalità nella nostra città, se paragonati con le statistiche provenienti da altre città come New York e Londra, sono inferiori, ma il problema risiede nella “sicurezza percepita” dal turista e non quindi sulla sola statistica proveniente dalle denunce.  – prosegue Costanzo – La “sicurezza percepita” è quella che crea al turista continua apprensione e dalla quale derivano le segnalazioni della stampa. Dal momento dell’arrivo in aeroporto o in stazione ferroviaria, dinnanzi ai monumenti principali, sui mezzi di trasporto, il turista è continuamente avvicinato da vari soggetti, molti con intenzioni truffaldine. È per questo che troppo spesso il turista, al rientro in patria, crea un passaparola negativo per la nostra città, con il solo scopo di mettere in guardia i propri connazionali; questo a prescindere dall’essere effettivamente derubati o meno. Su tutti i mezzi del trasporto pubblico, la segnalazione di fare attenzione ai furti è data da cartelli predisposti dall’ATAC stessa, ma non basta”.

Auspicabile sarebbe prevedere una Polizia Turistica, come avviene in molte città del mondo (dal 18 luglio anche a Mosca).

In una capitale come Roma i turisti stranieri che transitano sulle strade fanno conto soprattutto sul personale in divisa e ci si rivolgono per qualsiasi tipo di aiuto.  – conclude Costanzo – La polizia turistica dovrebbe conoscere almeno una lingua straniera, saper indicare percorsi, intervenire in caso di emergenza, prevenire e reprimere i casi di abusivismo, ma soprattutto costituire un serio deterrente per la microcriminalità che agisce soprattutto in prossimità di monumenti e aree di grande affluenza”.