Decreto fiscale 193/2016: la rottamazione delle cartelle

Informiamo gli Associati che, il decreto legge n. 193 del 22 ottobre 2016 , pubblicato in G.U. n. 249 del 24.10.2016, denominato semplicemente “decreto fiscale”, introduce una serie di novità importanti di cui le più discusse sono le disposizioni in merito ad Equitalia.
L’articolo 1 prevede lo scioglimento delle società del Gruppo Equitalia con loro cancellazione dal Registro delle imprese entro il primo luglio 2017.
L’attività di riscossione verrà, quindi, attribuita non più ad un soggetto di diritto privato, ma bensì ad un ente pubblico economico, di nuova istituzione, denominato “Agenzia delle entrate-Riscossione”, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza direttamente del Ministro dell’economia e delle finanze.
L’art.6 del decreto introduce una definizione agevolata delle cartelle esattoriali, con cui i contribuenti, che hanno debiti iscritti a ruolo, possono estinguere tali debiti tramite il pagamento:

  • delle somme relative a capitale ed interessi;
  • delle somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio sulle somme di cui sopra e di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di rimborso delle spese di notifica

La definizione agevolata prevede infatti l’esenzione dal versamento delle somme relative alle sanzioni e agli interessi di mora maturati sui propri carichi fiscali iscritti a ruolo.
La definizione agevolata può essere esercitata anche dai contribuenti che hanno già pagato parzialmente le somme iscritte a ruolo purché, rispetto ai piani rateali in essere, risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016.
Sono esclusi dalla definizione agevolata, invece, i carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:

  1. i dazi
  2. l’I.V.A.  riscossa all’importazione;
  3. le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  4. i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  5. le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  6. le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada (la definizione agevolata si applica solo agli interessi)

Per beneficiare di tale agevolazione, i contribuenti interessati dovranno presentare, entro il 90°giorno dal 24 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del decreto legge), una dichiarazione con cui comunicano all’agente della riscossione il numero di rate nel quale intendono effettuare il pagamento, nonché l’impegno a rinunciare agli eventuali giudizi pendenti, aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione.
La presentazione della dichiarazione comporta:

  • La sospensione dei i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto di tale dichiarazione;
  • L’impossibilità per l’agente di riscossione di avviare nuove azioni esecutive ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche;
  • L’impossibilità per l’agente di riscossione di proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati

In data 5/11/2016 Equitalia ha predisposto il prospetto e ha dettato le istruzioni agli uffici periferici per la compilazione delle istanze (i quattro prospetti del modello di adesione e le modalità di presentazione sono reperibili  sul portale  www.gruppoequitalia.it.)
Per ridurre gli adempimenti dei contribuenti interessati alla definizione agevolata delle cartelle l’istanza potrà essere presentata all’agente pubblico della riscossione anche attraverso la posta elettronica certificata (pec). Chi sceglierà la pec dovrà necessariamente allegare anche una copia del documento di identità.
La domanda dovrà essere inviata a Equitalia entro il 23 gennaio 2017 (il termine del 22 cade di domenica) ed entro il 24 aprile 2017 (180 giorni dalla data di entrata in vigore del Dl 193/2016) sarà Equitalia a comunicare l’ammontare complessivo delle somme dovute, la scadenza delle eventuali rate e invierà i relativi bollettini di pagamento.
Oltre ai dati identificativi tra persona fisica, titolare, rappresentate legale, tutore o curatore di un’attività, nella prima pagina il contribuente dovrà indicare progressivamente le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivo delle Entrate, dei Monopoli, delle Dogane e quelli di addebito dell’Inps per i quali si chiede la definizione agevolata. E nella seconda lo stesso contribuente potrà scegliere quali carichi si vogliono rottamare.
Tre le dichiarazioni che dovranno essere sottoscritte se si vogliono chiudere i conti con Equitalia, tutte e tre riportate nella seconda pagina del modello.

  • La prima è quella sulle modalità di pagamento: unica soluzione oppure in 2, 3 o 4 rate. In caso di pagamento dilazionato saranno dovuti gli interessi pari al 4,5% annuo e in caso di mancato o insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata, la «definizione agevolata non produce effetti». Sarà possibile, inoltre, domiciliare il pagamento sul conto corrente. Per le istruzioni si dovrà però attendere la comunicazione delle somme dovute.
  •  La seconda dichiarazione da rilasciare è quella di voler rinunciare, con l’adesione alla definizione agevolata, ai giudizi pendenti.
  • Infine con la sottoscrizione dell’ultima dichiarazione si sottoscrive, anche ai fini penali, la veridicità dei dati riportati nel modello. La presentazione del modello può essere delegata con il prospetto riportato nella terza pagina.

Equitalia una volta ottenuta la dichiarazione, comunicherà al contribuente l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse. In ogni caso la scadenza della quarta rata non andrà oltre il 15 marzo 2018.
Il mancato, insufficiente o tardivo versamento di una qualunque rata di quelle prestabilite comporta la decadenza della definizione agevolata.
Con il modello di adesione si apre ufficialmente la procedura di rottamazione delle cartelle, ma ancora vi sono delle incognite da risolvere quali ad esempio: alcuni gruppi parlamentari hanno chiesto di rivedere il periodo di dilazione. Tra questi si segnala l’emendamento 6.44 Sottanelli (Sc-Ala) che, oltre a estendere la rottamazione alle somme iscritte a ruolo o affidate all’agente della riscossione al 31 dicembre 2016, porta da quattro a sei le rate, portando a due terzi il pagamento delle somme dovute nel 2017 e a un terzo quelle da versare nel 2018 con le prime tre rate pari a ciascuna a due noni nel 2017 (la terza entro il 15 dicembre) e le altre tre rate pari a un nono ciascuna nel 2018 (la sesta entro il 15 dicembre).
Cordiali saluti.
Fiavet Lazio
La Segreteria
Prot. 142/16 – news 74