Decreto attuativo del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo relativo al “Digit tax credit”

Decreto attuativo del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo relativo al “Digit tax credit”

 

Informiamo gli Associati che il 12 febbraio 2015 è stato emanato dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze il Decreto contenente le norme di attuazione dell’art. 9 della Legge 29 luglio 2014, n. 106, di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 luglio 2014, n. 175.

 

Si tratta di un provvedimento che contiene alcune importanti disposizioni relative all’attività delle Agenzie di Viaggi e Turismo e dei Tour Operator. Infatti proprio in sede di conversione in Legge del citato Decreto fu approvato un emendamento, presentato da FIAVET, all’art. 9 della Legge n. 106/2014 che concede un credito d’imposta per chi investe nella digitalizzazione del settore turistico pari al 30% dei costi sostenuti nei periodi 2014, 2015 e 2016. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

 

Tale agevolazione, inizialmente concessa soltanto agli esercizi ricettivi, è stata estesa – su specifica richiesta e pressione della Federazione – anche alle Agenzie di Viaggi e Tour Operator specializzati nel turismo incoming.

 

Sono ammesse al beneficio fiscale, le Agenzie di Viaggi ed i Tour operator che applicano lo studio di settore VG78U[1] e che risultano appartenenti al cluster 10, Agenzie intermediarie specializzate in turismo incoming o al cluster 11, Agenzie specializzate in turismo incoming. Le Agenzie di Viaggi interessate potranno verificare agevolmente l’inserimento in uno dei due cluster citati riscontrando l’applicazione dell’esito dello studio di settore VG78U.

 

Il credito d’imposta è riconosciuto esclusivamente per le seguenti spese relative a:

 

a)     con riferimento alle spese per impianti wi-fi: acquisto e installazione di modem/router, dotazione hardware per la ricezione del servizio mobile (antenne terrestri, parabole, ripetitori di segnale);

 

b)     con riferimento alle spese per siti web ottimizzati per il sistema mobile: acquisto di software e applicazioni;

 

c)     con riferimento alle spese per programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l’integrazione fra servizi ricettivi ed extra ricettivi: acquisto software, acquisto hardware (server e hard disk);

 

d)     con riferimento alle spese per spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da Tour Operator e Agenzie di Viaggio: contratto di fornitura spazi web e pubblicità on-line;

e)     con riferimento alle spese per servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale: contratto di fornitura di prestazioni e di servizi;

 

f)       con riferimento alle spese per strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità: contratto di fornitura di prestazioni e di servizi, acquisto di software;

 

g)     con riferimento alle spese per servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente: contratto di fornitura di prestazioni e di servizi (docenze e tutoraggio).

 

Restano invece escluse dalle spese sopra elencate i costi relativi alla intermediazione commerciale.

 

Ciascuna voce di spesa è eleggibile nella misura del 100%. L’importo totale delle spese eleggibili è, in ogni caso, limitato alla somma di € 41.666 per ciascun soggetto ammesso al beneficio che, di conseguenza, potrà usufruire di un credito d’imposta complessivo massimo di € 12.500.

 

Le spese si considerano effettivamente sostenute secondo quanto previsto dall’art. 109 del DPR n. 917/1986.

 

Dal 1 gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di effettuazione delle spese, le imprese interessate dovranno presentare al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo apposita domanda per il riconoscimento del credito d’imposta, secondo modalità telematiche definite dal Ministero stesso entro 60 giorni. Per le spese sostenute nel 2014, la domanda è presentata entro 60 giorni dalla definizione delle predette modalità telematiche.

 

Nella domanda, sottoscritta dal Legale Rappresentante dell’Impresa, dovrà essere indicato:

 

a)     il costo complessivo degli interventi e l’ammontare totale delle spese;

 

b)     l’attestazione di effettività delle spese sostenute che deve risultare da apposita attestazione rilasciata dal presidente del collegio sindacale, ovvero da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali o da un professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti o degli esperi contabili o in quello dei consulenti del lavoro ovvero dal responsabile del CAF;

 

c)     il credito d’imposta spettante (30% della spesa sostenuta fino ad un ammontare del credito d’imposta complessivo massimo pari a € 12.500);

 

Le Imprese devono altresì, contestualmente alla domanda, presentare al Ministero una dichiarazione, sostitutiva di atto di notorietà, relativi ad altri aiuti “de minimis”[2] eventualmente fruiti durante l’esercizio in corso e nei due precedenti.

 

Dovrà essere allegata, a pena di inammissibilità, la seguente documentazione amministrativa e tecnica (indicata nell’allegato A del Decreto):

– dichiarazione dell’Imprenditore che elenchi gli interventi effettuati;

– attestazione dell’effettivo sostenimento delle relative spese;

– dichiarazione relativa ad altri aiuti “de minimis” eventualmente fruiti.

 

Tale documentazione può essere presentata mediante posta elettronica certificata ovvero altro canale telematico indicato con pubblica comunicazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Il credito d’imposta è riconosciuto, previa verifica da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in ordine al rispetto dei requisiti soggettivi, oggettivi e formali, nonché nei limiti delle risorse disponibili.

 

Entro 60 giorni dal termine di presentazione delle domande, il predetto Ministero comunica all’Impresa il riconoscimento ovvero il diniego dell’agevolazione e, nel primo caso, l’importo del credito effettivamente spettante.

 

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP e non rileva neppure ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109 del TUIR.

 

Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 soltanto attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell’operazione, con modalità stabilite con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

 

I crediti d’imposta richiesti dalle Imprese per le spese sostenute negli anni 2014, 2015 e 2016 saranno erogati nei limiti delle risorse disponibili pari a € 15 milioni messi a disposizione per ciascuno degli anni dal 2015 al 2019. Si evidenzia che una quota non superiore al 10% dello stanziamento complessivo (€ 1,5 milioni) è riservata alle Agenzie di Viaggi e ai Tour Operator, che applicano lo studio di settore secondo i parametri sopra evidenziati. Ciò è il risultato di una precisa iniziativa della Federazione che ha visto accogliere la richiesta a favore del Comparto.

 

Il credito d’imposta potrà essere revocato nel caso venisse accertata l’insussistenza di uno dei requisiti sopra descritti ovvero perché la documentazione presentata non fosse veritiera o incompleta. Il credito è altresì revocato a) se i beni oggetto degli investimenti sono destinati a finalità estranee all’esercizio di impresa; b) in caso di accertamento della falsità delle dichiarazioni rese. In tali casi il Ministero provvede al recupero dell’importo, maggiorato di interessi e sanzioni di legge con l’assistenza dell’Agenzia delle Entrate.

 

Il Decreto deve essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si comunicheranno gli estremi della pubblicazione non appena saranno in possesso.

 

 

                                                                                 Pierluigi Fiorentino

                                                                            (Responsabile servizi fiscali)

 

 

                                              

Cordiali saluti.

 

Fiavet Lazio

La Segreteria

 

Prot. 36/2015 – news 24 – dal sito: www.fiavet.lazio.it
All. News 24 – tax credit digitalizzazione.pdf



[1] Lo studio di settore VG78U è stato approvato con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 28 dicembre 2012, pubblicato sul supplemento straordinario n. 17 alla G.U. n. 303 del 31 dicembre 2012.

[2] Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013.