Costanzo risponde a De Negri: “Le Associazioni sono un valore insostituibile”

Il Presidente della Fiavet Lazio, Andrea Costanzo, replica al Presidente della BMT, Angelo De Negri, che nel suo ultimo editoriale rivolge un’aspra critica alle Associazioni di categoria.

“Nell’articolo – dichiara Costanzo – il Presidente De Negri afferma che, trovandosi nei panni di un imprenditore di Adv, preferirebbe aderire ad un network piuttosto che ad un’Associazione, giudicando quest’ultima inutile. Questo mi sorprende, sia da rappresentante della categoria, sia da imprenditore del turismo e degli eventi. Nello scritto, nonostante si possa cogliere una sollecitazione alla maggiore coesione associativa, che rafforzerebbe la voce dell’imprenditoria turistica (tesi talvolta controproducente nel gioco delle parti che la negoziazione istituzionale impone) si leggono contenuti discutibili, non aderenti alla realtà e, tutto sommato, superficiali. Network e Associazioni coesistono nel mercato turistico, spesso nelle medesime imprese, perché con caratteristiche, prerogative e funzionalità completamente diverse, complementari ma non interscambiabili.
Continua Costanzo: “Non è in questa sede che vorrei analizzare compiti e obiettivi dei network; ma certamente vorrei spendere una parola spezzando una doverosa lancia a favore delle Associazioni di categoria, che svolgono un lavoro istituzionale, spesso nascosto, ma necessario alla vita delle imprese. Solo l’organismo associativo infatti, ispirato da sentimento di volontariato gratuito e disinteressato che trova il proprio moto nell’interesse collettivo, può svolgere quell’importante lavoro di rappresentatività politica e sindacale nei confronti delle istituzioni, fondamentale per la tutela della categoria. Infatti, sebbene servizi quali l’assistenza legale, fiscale, la formazione, convenzioni, siano servizi fornibili da qualsiasi organismo aggregativo, solo l’Associazione può affiancare le imprese nel confronto costruttivo per gli Studi di Settore per il contenimento delle tasse alle nostre imprese; nella definizione dei livelli salariali nella contrattazione collettiva nazionale e territoriale; nell’affiancamento alla conduzione politica del territorio, lavorando assiduamente per le leggi e per la normativa nazionale, regionale e provinciale; nel confronto con il mondo accademico per la formazione dei giovani imprenditori; nella collaborazione con gli incubatori regionali per favorire lo sviluppo delle imprese tramite affiancamenti e consulenze dedicate; nella lottaall’abusivismo in ogni sua forma; nell’istituzione di accordi di bilateralità per la gestione e la mediazione nelle vertenze e in numerosi altri servizi e attività”.

Ma è su un punto in particolare che vorrei porre l’attenzione – evidenzia ancora il Presidente – L’Associazione, se viva e operativa, porta in luce il proprio lavoro e aumenta la propria attività proprio nei momenti di forte crisi, nell’affiancare le aziende in difficoltà, dando consigli appropriati, accompagnandole nel difficile rapporto con l’accesso al credito, anche tramite il sistema confidi, o agevolando il procedimento di ricorso agli ammortizzatori sociali, attività che solo un’assistenza no profit e disinteressata può fare, garantendo consulenza all’Associato, nella tutela dell’anonimato. La Fiavet Lazio ha lavorato assiduamente per tutelare e difendere i colleghi in difficoltà, spingendo dapprima in sede istituzionale perché le imprese del settore rientrassero tra quelle beneficiarie di aiuti, agevolazioni, bandi, ammortizzatori etc; successivamente assistendo le imprese e i titolari nei processi di riorganizzazione strutturale e gestionale, con formazione adeguata, assistenza dedicata e supporto emotivo, salvando talvolta Azienda e posti di lavoro.
“Il caso citato nell’editoriale che testimonierebbe ulteriore inadeguatezza delle Associazioni è la diversità di dati statistici forniti dalle diverse Associazioni di categoria. Il  problema dell’osservatorio, non riguarda l’operatività delle associazioni, bensì la diversità delle fonti che, considerando i tanti canali di vendita, diretta e indiretta, non sono più
rappresentative della medesima voce.

Lungi da me con questo voler scalzare l’esortazione al miglioramento. Le Associazioni hanno molti problemi, tipici delle realtà no profit basate sulla non remunerazione dei vertici, probabilmente modelli da ripensare, riscoprendo l’impegno solidale e accantonando personalismi, ma non possono essere paragonate ai network: reti commerciali  nate  con tutt’altre prerogative e finalità”.

Tornando all’articolo – conclude poi Costanzo – ciascuno è libero di associarsi o non associarsi a qualsiasi organismo, ma, sebbene nutra stima per alcuni network, meno per altri, solo nel caso delle attività dell’Associazione di categoria possiamo affermare che, se questa non ci fosse, si dovrebbe creare. Allora guardiamo all’Associazione con occhi diversi, riscopriamo i veri presupposti che sono propri dell’associarsi, viviamo questo organismo che è di tutti ed è per tutti, nato per essere utilizzato, ciascuno per le proprie esigenze, utile per dare valore al nostro lavoro, nato dalla spinta aggregativa democratica, non da progetti imprenditoriali. Chiediamoci infine perché le nostre Associazioni siano meno forti e ottengano meno risultati di altre esperienze in altre categorie. Scopriremo che la colpa non è dell’Associazione o dei presupposti che ne danno valore, ma dell’interpretazione errata che molti danno e del modo sbagliato di porsi dinnanzi al grande ruolo che l’Associazione svolge nell’interesse di tutti”.