Contratti formazione lavoro

INPS

DIREZIONE CENTRALE

DELLE ENTRATE
CONTRIBUTIVE

 

 

 

Ai

Dirigenti
centrali e periferici

 

Ai

Direttori
delle Agenzie

 

Ai

Coordinatori
generali, centrali e

Roma, 9 Aprile 2001

 

periferici
dei Rami professionali

 

Al

Coordinatore
generale Medico legale e

 

 

Dirigenti
Medici

 

 

 

Circolare n. 85

 

e, per
conoscenza,

 

 

 

 

Al

Presidente

 

Ai

Consiglieri
di Amministrazione

 

Al

Presidente
e ai Membri del Consiglio

 

 

di
Indirizzo e Vigilanza

 

Al

Presidente
e ai Membri del Collegio dei Sindaci

 

Al

Magistrato
della Corte dei Conti delegato

 

 

all’esercizio
del controllo

 

Ai

Presidenti
dei Comitati amministratori

 

 

di
fondi, gestioni e casse

 

Al

Presidente
della Commissione centrale

 

 

per
l’accertamento e la riscossione

 

 

dei
contributi agricoli unificati

 

Ai

Presidenti
dei Comitati regionali

Allegati 2

Ai

Presidenti
dei Comitati provinciali

 

 

OGGETTO:

Contratti
di formazione e lavoro. Orientamenti ministeriali.

 

SOMMARIO:

Chiarimenti e
precisazioni Ministeriali in materia di CFL conseguenti alla decisione della
Commissione dell’U.E. del 11 maggio 1999. Modalità operative.

 

 

Premessa.

La Commissione dell’U.E., con decisione del
11/5/1999, pubblicata sulla G.U.C.E. 15/2/2000/L42/E ha esaminato il regime di
aiuti concessi dall’Italia per interventi a favore dell’occupazione,
individuando i criteri che rendono compatibili le agevolazioni contributive
concesse ai datori di lavoro per l’assunzione di lavoratori con CFL, effettuate
ai sensi delle leggi n. 863/1984, n. 407/1990, n.169/1991, n. 451/1994 e
n.196/1997, con gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato.

Tali criteri, nulla
innovando rispetto ai datori di lavoro ammessi alla stipula dei CFL dalla
normativa nazionale, subordinano, in sintesi, la legittimità degli aiuti
concessi in misura superiore al 25% al verificarsi, in capo al lavoratore
assunto con CFL, delle seguenti condizioni:

  • età

le assunzioni devono
riguardare giovani fino a 25 anni di età elevabili a 29 anni compresi per i
lavoratori laureati;

  • stato di disoccupazione di lunga durata

le assunzioni devono
rivolgersi a persone che siano senza lavoro da almeno un anno.

L’assunzione con CFL che
rispetti le suddette condizioni, in quanto rivolta a lavoratori definiti –
secondo gli orientamenti comunitari – svantaggiati nell’inserimento o nel
reinserimento nel mercato del lavoro, risulta ammissibile anche senza la
necessità che con il contratto di lavoro instaurato si realizzi un incremento
netto di occupazione.

In assenza dei
sopracitati requisiti del lavoratore, gli aiuti risultano compatibili solamente
se finalizzati a realizzare incremento netto dell’occupazione.

 

 

Avverso la decisione
della Commissione dell’U.E. il Governo italiano, a completa salvaguardia delle
norme nazionali che regolano i contratti di formazione e lavoro, ha proposto
ricorso che, tuttavia, non sospende l’efficacia dell’atto impugnato.

 

Nelle more dell’esito del
ricorso, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale è intervenuto sulla
materia con le circolari n. 25389 del 15/2/2000 (allegato 1) e n. 26989 del
22/6/2000 (allegato 2), fornendo le indicazioni che di seguito si riportano e
specificando, altresì, che le stesse interessano tutti i datori di lavoro,
ovunque operanti, sull’intero territorio nazionale.

 

 

1. Orientamenti
Ministeriali.

In via preliminare viene
precisato che i contratti di formazione e lavoro stipulati nella sola
osservanza delle condizioni previste dalla normativa nazionale, ovverosia posti
in essere senza tenere conto dei criteri fissati dalla Commissione, “non
sono pienamente supportati dalle agevolazioni ma non per questo perdono la
propria qualificazione giuridica di contratti a tempo determinato e a causa
mista
“.

 

Lo stesso Dicastero ha
inoltre sottolineato che le decisioni della Commissione non inficiano la
vigenza della disciplina legislativa di riferimento e che, pertanto,
l’eventuale mancato riconoscimento
dell’intera agevolazione contributiva non vulnera in toto l’istituto del
particolare contratto formativo”.

 

La normativa nazionale in
materia dei contratti di formazione e lavoro, come noto, è regolata dalle leggi
n. 863/1984, n. 291/1988, n. 407/1990, n.169/1991, n. 451/1994 e n.196/1997.

Recependo gli
orientamenti comunitari, il Ministero ha chiarito che

  • “Lo sgravio contributivo previsto per i
    soggetti operanti nei territori e settori per i quali è stabilita la
    riduzione del 25% è sempre legittimo (a prescindere, dunque, dalla
    ricorrenza di condizioni “soggettive”, vale a dire età o titolo
    di studio, o “oggettive”, vale a dire lo stato di
    disoccupazione) e, conseguentemente, tutte le imprese alle quali si
    applica unicamente tale riduzione minima continueranno a beneficiare
    legittimamente degli sgravi e, ad esse, continuerà ad applicarsi la
    vigente normativa nazionale in materia; ne consegue che anche per i datori
    di lavoro ai quali la legge nazionale riconosce uno sgravio contributivo
    superiore alla misura del 25%, lo sgravio contributivo limitato a tale
    ultima misura percentuale sarà comunque sempre riconosciuto,
    indipendentemente dalla ricorrenza delle predette condizioni”.

 

In base alle indicazioni
ministeriali, pertanto, a prescindere dal realizzarsi delle condizioni
soggettive o oggettive dei giovani assunti con CFL, e indipendentemente dai
settori economici e dagli ambiti territoriali, la riduzione contributiva del
25%, entro il limite dei 32 anni non compiuti, trova comunque applicazione
.

 

Di contro, qualora nella
stipulazione del contratto in parola risultino perfettamente assolte le
condizioni stabilite dalla decisione della U.E. (età – stato di
disoccupazione), al contratto si accompagna il legittimo uso degli aiuti
disposti dalla disciplina nazionale, ancorché superiori alla misura
generalizzata del 25%.

Devono intendersi,
quindi, pienamente agevolati (1), in base ai criteri e secondo i limiti
e le diverse misure stabilite dalla normativa nazionale, i CFL stipulati con:

 

 

“a) i giovani e i
laureati solo se di età rispettivamente inferiore a venticinque anni (ovvero
fino a 24 anni e 364 giorni) e inferiore a trenta anni (ovvero fino a 29 anni e
364 giorni);

 

b) i disoccupati di
lunga durata, vale a dire da almeno un anno, fino al limite di trentadue anni
non compiuti (2),

 

 

c) a prescindere dai
requisiti indicati nei punti a) e b) sono ammessi al CFL pienamente agevolato i
soggetti, fino al limite di 32 anni (2), nel caso in cui la successiva
trasformazione a tempo indeterminato del contratto realizzi un incremento netto
di occupazione”.

 

Con particolare riguardo
a quest’ultima tipologia si precisa che il beneficio contributivo in misura
piena è subordinato al verificarsi della seguente duplice condizione:

  • trasformazione a tempo pieno ed indeterminato
    del contratto di formazione originariamente stipulato;
  • realizzazione, a seguito dell’avvenuta
    trasformazione del CFL, di un incremento netto di occupazione.

Ai fini dell’incremento
del numero di dipendenti, occorre far riferimento alla media degli occupati nei
sei mesi precedenti la trasformazione del contratto. Per il calcolo della forza
aziendale si rinvia ai criteri già indicati nella circolare n. 122 del
27/6/2000.

 

Nei casi in cui i
contratti di formazione e lavoro siano stipulati al di fuori delle condizioni
in precedenza richiamate (età, titolo di studio, stato di disoccupazione,
incremento occupazionale), il Ministero ha chiarito che … omissis…” i
benefici contributivi sono riconosciuti nell’importo massimo di 100.000 Euro
nel corso di tre anni per ciascuna impresa (cd importo “de minimis”);
nel limite di tale importo, infatti, la misura non costituisce aiuto di Stato
illegittimo in quanto inidonea a falsare la concorrenza”.

 

Da ultimo il Ministero ha
precisato che “l’ulteriore beneficio contributivo annuo,
concesso ex art. 15, L.
n. 196/97 in ragione della trasformazione del contratto di formazione e lavoro
in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, è legittimo se la trasformazione
contribuisce a creare occupazione netta nell’impresa”,
ciò
indipendentemente dalla sussistenza delle condizioni soggettive o oggettive dei
lavoratori in CFL.

 

 

2. CFL pienamente
agevolati a seguito di trasformazione.

2.1. Adempimenti a
cura dei datori di lavoro.

Ai fini della valutazione
dell’incremento occupazionale nelle ipotesi di trasformazione del CFL, i datori
di lavoro interessati provvederanno a trasmettere alla competente Agenzia
dell’Istituto copia della comunicazione inviata ai competenti Uffici del
lavoro, comprovante l’avvenuta trasformazione del contratto di formazione,
corredata da apposita dichiarazione, ai sensi e per gli effetti della legge n.
15/1968 e successive modificazioni ed integrazioni, attestante la realizzazione,
a seguito della trasformazione del CFL in contratto a tempo indeterminato, di
un incremento netto di occupazione rispetto alla media degli occupati nei sei
mesi precedenti.

 

Per l’assolvimento dei
relativi obblighi previdenziali i datori di lavoro opereranno come segue:

 

  • durante lo svolgimento del contratto di
    formazione e lavoro verseranno i contributi previdenziali usufruendo della
    riduzione contributiva nella misura generalizzata del 25%;

 

  • avvenuta la trasformazione, per il recupero
    delle agevolazioni contributive, pari alla differenza tra la riduzione
    contributiva del 25% operata durante lo svolgimento del CFL e quella
    spettante secondo le diverse misure previste dalla normativa nazionale
    vigente, modulate in funzione della natura del datore di lavoro e delle
    aree territoriali in cui lo stesso opera, le aziende si atterranno alle
    istruzioni riportate al successivo punto 4.4.2.

 

I datori di lavoro aventi
titolo alla fruizione dell’ulteriore beneficio contributivo annuo previsto
dall’art. 15 della legge n. 196/1997, provvederanno a richiedere alle Agenzie
che, con effetto dal mese nel corso del quale è avvenuta la trasformazione,
alle posizioni contributive aziendali sia attribuito il previsto codice di
autorizzazione “4Y”, istituito con la circolare n. 174 del 31 luglio
1997.

 

 

3. CFL secondo la
regola “de minimis“.

3.1. Adempimenti a
cura dei datori di lavoro.

I datori di lavoro che,
per i lavoratori assunti con CFL, intendono usufruire della riduzione
contributiva spettante secondo la “regola de minimis “
(3) provvederanno a:

  • darne comunicazione alla competente Agenzia
    dell’Istituto;
  • presentare, altresì, apposita dichiarazione,
    ai sensi e per gli effetti della legge n. 15/1968 e successive
    modificazioni ed integrazioni.

Tale dichiarazione dovrà
attestare che nel triennio, computato dal primo aiuto “de minimis”
nel quale si colloca il periodo cui si riferisce la richiesta di fruizione
dell’agevolazione contributiva, non siano stati percepiti aiuti nazionali,
regionali o locali eccedenti la misura complessiva degli aiuti “de
minimis”, spettanti ai sensi della regola comunitaria.

Si precisa che l’accesso
al beneficio contributivo in argomento sarà riferito esclusivamente alle
assunzioni con CFL aventi titolo alla riduzione contributiva in misura superiore
a quella generalizzata del 25%.

 

 

4. Modalità operative.

Per l’assolvimento degli
obblighi contributivi riferiti ai dipendenti con contratto di formazione e
lavoro, i datori di lavoro si atterranno alle modalità che seguono.

Considerato che la definizione
del quadro delle agevolazioni concesse in relazione alle varie situazioni ha
richiesto un particolare approfondimento e che solo nella presente circolare è
stato possibile dettare una espressa e compiuta disciplina della materia, le
aziende dovranno adeguarsi alle presenti disposizioni a partire dalla denuncia
contributiva relativa al mese di “giugno 2001”, da presentare entro
il 16 luglio 2001, fatta salva ogni azione di recupero legata all’esecuzione
della decisione della Commissione Europea.

 

 

4.1 Datori di lavoro
in genere ubicati nel centro – nord.

I datori di lavoro in
epigrafe, aventi titolo, in base alla normativa vigente, esclusivamente
alla riduzione del 25% dei contributi previdenziali ed assistenziali a loro
carico, continueranno ad utilizzare il previsto codice tipo contribuzione
56” secondo le modalità rese note con la circolare n. 261 del
7 dicembre 1990.

 

 

4.2. Datori di lavoro,
diversi da quelli indicati al precedente punto 4.1,
aventi titolo alla riduzione
contributiva nella misura generalizzata del 25%.

I datori di lavoro, ai
quali, secondo gli orientamenti ministeriali, compete in ogni caso la riduzione
contributiva nella misura generalizzata del 25% della contribuzione a loro carico
( imprese artigiane ovunque ubicate, datori di lavoro operanti nei territori
del Mezzogiorno, imprese del settore commerciale e turistico con meno di 15
dipendenti), ai fini della compilazione delle denunce contributive di mod.
DM10/2, si atterranno alle seguenti modalità:

  • calcoleranno mensilmente i contributi
    previdenziali complessivamente dovuti per i lavoratori in questione in
    base alle norme comuni e li esporranno in uno dei righi in bianco dei
    quadri “B-C” del mod. DM10/2 facendoli precedere dal codice
    “tipo contribuzione” “65” che assume il nuovo
    significato di “lavoratori per i quali al datore di lavoro compete il
    beneficio generalizzato del 25%”;
  • determineranno l’importo del beneficio pari al
    25% dei contributi a carico del datore di lavoro e lo esporranno in uno
    dei righi in bianco del quadro “D” del mod. DM10/2, utilizzando
    il codice di nuova istituzione “L525” preceduto dalla
    dicitura “RID. GEN. 25% CFL”.

 

 

4.3. Contratti di
formazione “pienamente agevolati”.

Per le assunzioni con “contratto
di formazione e lavoro pienamente agevolato (1)”
di dipendenti che soddisfano
le condizioni della U.E. richiamate dal Ministero
(età, titolo di
studio, stato di disoccupazione), i datori di lavoro opereranno come segue.

 

 

4.3.1. Imprese
artigiane ovunque ubicate o imprese operanti nel Mezzogiorno.

I datori di lavoro in
epigrafe, tenuti al versamento della contribuzione in misura fissa come per gli
apprendisti, continueranno ad utilizzare il previsto codice tipo contribuzione
53” e codici “S140” e “S150“,
secondo le consuete modalità.

 

 

4.3.2. Datori di
lavoro non strutturati in forma di impresa operanti nel Mezzogiorno.

I datori di lavoro in
parola, aventi titolo alla riduzione del 50% dei contributi previdenziali ed
assistenziali a loro carico, continueranno ad utilizzare il previsto codice
tipo contribuzione “54” secondo le modalità rese note con la
circolare n. 164 del 21 luglio 1988.

 

 

4.3.3. Imprese del
settore Commerciale e Turistico con meno di 15 dipendenti.

I datori di lavoro in
epigrafe, non operanti nei territori del Mezzogiorno, aventi titolo alla
riduzione del 40% dei contributi previdenziali ed assistenziali a loro carico,
continueranno ad utilizzare il previsto codice tipo contribuzione “57
secondo le modalità rese note con la circolare n. 25 del 31 gennaio 1991.

 

 

4.4. CFL
“pienamente agevolati” a seguito di trasformazione.

4.4.1 Modalità di
compilazione delle denunce contributive di mod. DM10/2 durante il periodo di
formazione.

Ai fini della
compilazione delle denunce contributive di mod. DM10/2 durante il periodo di
formazione
i datori di lavoro, per il versamento dei contributi agevolati
nella misura generalizzata del 25% (vedi punto 2), si atterranno alle modalità
riportate al precedente punto 4.2.

 

 

4.4.2 Modalità di
compilazione delle denunce contributive di mod. DM10/2 successivamente alla
trasformazione del CFL.

Avvenuta la
trasformazione del contratto di formazione, i datori di lavoro indicheranno i
lavoratori precedentemente in CFL secondo le consuete modalità (rigo 10 per il
personale con qualifica di operaio e rigo 11 per quello con qualifica di
impiegato).

 

Per il recupero delle
agevolazioni contributive, pari alla differenza tra la riduzione contributiva
del 25% operata durante lo svolgimento del CFL e quella spettante secondo le
diverse misure previste dalla normativa nazionale vigente, modulate in funzione
della natura del datore di lavoro e delle aree territoriali in cui lo stesso
opera, le aziende operanno come segue:

 

  • determineranno l’ammontare dell’importo come
    sopra determinato e lo esporranno in uno dei righi in bianco del quadro
    “D” del mod. DM10/2, utilizzando il codice di nuova istituzione
    L990“;

 

 

  • indicheranno, nella denuncia con la quale
    viene operato il conguaglio, il numero dei dipendenti interessati alle
    operazioni di recupero e lo riporteranno in uno dei righi in bianco dei
    quadri “B-C” del mod. DM10/2 facendolo precedere dal codice di
    nuova istituzione “CT00“; nell’apposita casella dovrà,
    altresì, essere indicato l’ammontare delle retribuzioni imponibili cui si
    riferisce il conguaglio.

Stante la finalità
statistica dell’indicazione, nessun dato dovrà essere riportato nelle caselle
“numero giornate” e “somme a debito”.

Le suddette operazioni di
conguaglio dovranno essere, ovviamente, correlate alle retribuzioni corrisposte
nel corso dell’intero periodo di CFL.

 

I datori di lavoro tenuti
al versamento della contribuzione nella misura prevista per gli apprendisti,
recupereranno l’importo della riduzione contributiva spettante per i mesi
pregressi al netto della quota di contribuzione a loro carico.

 

 

4.4.3. Beneficio
contributivo ex art. 15 lege n. 196/1997.

I datori di lavoro operanti
nei territori dell’obiettivo 1 del regolamento CEE n. 2081/93 che, a seguito
dell’avvenuta trasformazione del CFL di durata non inferiore a 24 mesi in
contratto a tempo indeterminato, abbiano realizzato anche il previsto
incremento occupazionale, in aggiunta alla eventuale differenza tra la
riduzione contributiva operata durante lo svolgimento del CFL (25%) e quella
pienamente agevolata” secondo le diverse misure (vedi
precedente punto 4.4.2), avranno titolo, altresì, all’ulteriore beneficio
previsto dall’articolo 15 della legge n. 196/1997.

Ai fini della fruizione
di quest’ultimo beneficio gli stessi si atterranno alle modalità illustrate
nella circolare n. 174 del 31 luglio 1997 (CTC “46” e “47
e codici “L210” e “L211“).

 

 

4.5. CFL secondo la
regola “de minimis“.

Ai fini della
compilazione delle denunce contributive di mod. DM10/2 i datori di lavoro ovunque
operanti
che, relativamente ai lavoratori assunti con CFL, accedono al
beneficio contributivo “pienamente agevolato” secondo la
regola “de minimis“, per il versamento dei contributi nella
diversa misura loro spettante, si atterranno alle seguenti modalità:

  • calcoleranno mensilmente i contributi
    previdenziali complessivamente dovuti per i lavoratori in questione in
    base alle norme comuni e li esporranno in uno dei righi in bianco dei
    quadri “B-C” del mod. DM10/2 facendoli precedere dal codice
    “tipo contribuzione” di nuova istituzione “69
    avente il significato di “lavoratori assunti con CFL secondo la
    regola “de minimis”;
  • determineranno l’importo del beneficio loro
    spettante e lo esporranno in uno dei righi in bianco del quadro
    “D” del mod. DM10/2, utilizzando uno dei seguenti codici di
    nuova istituzione:

Codice quadro “D”

Significato

L900

“Rid. Contr.
Totale” per i lavoratori relativamente ai quali il datore di lavoro è
tenuto al versamento della contribuzione nella misura prevista per gli
apprendisti

L950

“Rid. Contr.
50%” per i lavoratori relativamente ai quali al datore di lavoro compete
la riduzione del 50% dei contributi a proprio carico

L940

“Rid. Contr.
40%” per i lavoratori relativamente ai quali al datore di lavoro compete
la riduzione del 40% dei contributi a proprio carico

I datori di lavoro tenuti
all’assolvimento degli obblighi contributivi nella misura fissa prevista per
gli apprendisti, per il versamento della contribuzione a loro carico,
utilizzeranno i codici “S140” e “S150
secondo le consuete modalità.

 

4.6 Contratti di
formazione di tipologia b).

Gli orientamenti
ministeriali trovano, ovviamente, applicazione anche relativamente ai contratti
di formazione e lavoro introdotti dall’art. 3 del D.L. 17.1.1994, n. 32,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19/7/1994, n 451 (CFL mirati ad
agevolare l’inserimento professionale mediante un’esperienza lavorativa che
consenta un adeguamento delle capacità professionali al contesto produttivo ed
organizzativo; CFL di tipologia b).

Per la fruizione dei
benefici contributivi relativi ad assunzioni con “contratto di
formazione e lavoro di tipologia b) pienamente agevolato
(1)di
lavoratori che soddisfano le condizioni della U.E. richiamate dal Ministero
(età, titolo di studio, stato di disoccupazione), i datori di lavoro
continueranno ad utilizzare i previsti “codici tipo contribuzione”
15“, “38” e “40” secondo le
modalità rese note con la circolare n. 41 del 9 febbraio 1994 e con la
circolare n. 236 del 25 novembre 1996.

I datori di lavoro ai
quali, in base agli orientamenti ministeriali, compete in ogni caso la
riduzione contributiva nella misura generalizzata del 25% della contribuzione a
loro carico, ai fini della compilazione delle denunce contributive di mod.
DM10/2, utilizzeranno il previsto “codice tipo contribuzione” “39
secondo le modalità rese note con la già richiamata circolare n. 41 del 9
febbraio 1994.

 

 

 

IL DIRETTORE GENERALE

TRIZZINO

 

 

 

 

(1) Rientrano in tale
fattispecie i seguenti CFL:

 

 

CFL stipulati da

  • aziende artigiane ovunque ubicate;
  • imprese operanti nel Mezzogiorno;
  • imprese operanti in circoscrizioni che
    presentano un rapporto iscritti alla prima classe delle liste di
    collocamento e popolazione residente in età lavorativa superiore alla
    media nazionale.

 

 

BENEFICIO:

contributi dovuti
dall’azienda in misura fissa come per gli apprendisti per la durata del
contratto di formazione con un massimo di 24 mesi.

 

 

CFL stipulati da

  • aziende operanti nel Mezzogiorno non
    strutturate in forma di impresa.

 

 

BENEFICIO:

riduzione del 50% dei
contributi a carico del datore di lavoro per la durata del contratto di
formazione.

 

CFL stipulati da

  • imprese del settore Commerciale e Turistico
    non operanti nel Mezzogiorno con meno di 15 dipendenti.

 

 

BENEFICIO:

riduzione del 40% dei
contributi a carico del datore di lavoro per la durata del contratto di
formazione.

 

 

 

 

(2) art. 16, c. 1, della
legge n. 451 del 19 luglio 1994, di conversione del decreto – legge n. 299 del
16 maggio 1994 (pubblicata in G. U. n. 195 del 22 agosto 1994).

Per quanto riguarda
l’estensione del tetto massimo dei 32 anni prevista dall’art.9, c. 9, della
legge 28/11/1996 n, 608, si rammenta che l’efficacia delle deliberazioni delle
CRI è scaduta in data 31/12/1997. Da tale data è stata ripristinata sul tutto
il territorio nazionale il limite dei 32 anni.

 

 

 

(3) Vedi comunicazione
della Comunità relativa agli “aiuti de minimis” G.U. delle Comunità
Europee n. 96/C 68/06 del 6 marzo 1996.

 

 

Allegato 1

MINISTERO DEL LAVORO E
DELLA PREVIDENZA SOCIALE – NOTA del 15 febbraio 2000, n. 5/25389/70

 

 

Decisione della Commissione europea in materia di
contratti di formazione e lavoro

 

Come è noto, con
Decisione dell’11 maggio 1999 la
Commissione
europea ha verificato la presenza nel contratto
di formazione e lavoro di benefici contributivi differenziati a livello
territoriale, nonché per tipologia di impresa, conclusivamente valutando che le
agevolazioni concesse possono produrre l’effetto di falsare la concorrenza,
incidendo sugli scambi tra Stati membri. Contestualmente, allo scopo di fare
chiarezza e superare ogni possibile contratto con il diritto comunitario, la Commissione ha
fissato, in relazione ai benefici contributivi, il quadro delle compatibilità
sia per quanto concerne le ipotesi di assunzione mediante contratto di
formazione e lavoro sia per quanto concerne le ipotesi di trasformazione dello
stesso in contratto a tempo indeterminato ex art. 15 della legge 24 giugno
1997, n. 196.

E’ noto altresì che
avverso detta Decisione è stato proposto ricorso dal Governo italiano a
completa salvaguardia del contratto in parola, avuto riguardo alla rilevanza
dello stesso in seno all’ordinamento giuridico lavoristico, recentemente
ribadita, ancorché nell’ambito complessivo della revisione dei contratti di
lavoro subordinato con finalità formativa, nel Patto per lo sviluppo e
l’occupazione siglato nello scorso anno tra Governo e Parti sociali.

In attesa dell’esito del
suddetto ricorso nonché alla luce degli effetti del decreto legislativo 23
dicembre 1997, n. 469 e, in particolare. della messa in atto delle relative
disposizioni di cui agli artt. 4, lett. b), 5, 6, lett. a), b),
concernenti il trasferimento alle Regioni di funzioni e competenze in materia
di governo del mercato del lavoro, giova ora informare codesti Assessorati
dell’esigenza che l’istituto possa svolgere, ancorché in via residuale, la
propria funzione di misura agevolativa dell’occupazione giovanile, in coerenza
con i fabbisogni di professionalità espressi dal sistema produttivo.

Pertanto, in ordine al
perfetto adeguamento alle indicazioni della Commissione, nell’esercizio delle
nuove funzioni conferite dovrà essere posta particolare attenzione affinché non
si verifichi alcuna distorsione rispetto alle compatibilità individuate, delle
quali a titolo esemplificativo si riporta qui di seguito una sintesi, pur
accludendo l’estratto della Decisione di riferimento.

 

a) Le fasce di soggetti da
considerare ammissibili, anche senza necessità che con il contratto si realizzi
un incremento netto di occupazione sono i lavoratori svantaggiati
nell’inserimento o nel reinserimento nel mercato del lavoro, quali: i
giovani fino ai 25 anni di età (limite proposto come medio europeo, benché non
codificato), elevabili a 29 anni per i laureati;

  • i disoccupati, da intendersi come quelli che
    sono alla ricerca di impiego da almeno un anno.

Non essendo richiesto
l’incremento occupazionale netto, si ritiene che nelle predette ipotesi
l’assunzione possa avvenire anche su posti di lavoro liberati da dimissioni
nonché da passaggio a pensionamento.

 

b) La proroga dei benefici per un
anno, prevista dall’art. 15, L.196/1997,
è ammissibile in presenza delle condizioni soggettivo sopra riportate e
subordinatamente a:

  • la creazione netta di occupazione
    relativamente stabile:
  • la limitazione alle aree ammesse alla deroga
    ex art. 87. par. 3, del Trattato istitutivo della Comunità europea.

L’obbligo della creazione
netta di posti di lavoro, che garantiscono un livello accettabile di stabilità,
è soddisfatto a condizione che la trasformazione del rapporto determini un
valore aggiunto anziché una sostituzione di dipendente nonché subordinatamente
allo scomputo dalla forza lavoro occupata del personale a termine.

Restano pertanto le
condizioni, attualmente presenti, della trasformazione del rapporto di lavoro
per almeno il 60% dei contratti di formazione e lavoro precorsi e quella del
divieto di ricorso ai contratti stessi per i datori di lavoro che abbiano
effettuato licenziamenti collettivi nell’anno precedente.

In via conclusiva, il
contratto di formazione e lavoro non risulta al momento stipulabile, in
funzione di un legittimo uso degli aiuti, se non nell’osservanza dei limiti
posti dalla Commissione relativamente all’individuazione dei soggetti
assumibili nonché in ordine all’effettività dello sviluppo durevole del tessuto
economico-produttivo, tenuto soprattutto conto che a quest’ultimo obiettivo è
opportuno adeguare i comportamenti in attesa della riforma normativa in materia
di ammortizzatori sociali e rapporti a contenuto formativo, la cui delega ex
lege 144/1999 è in corso di differimento al 31 marzo 2001.

 

 

Allegato 2

MINISTERO DEL LAVORO E
DELLA PREVIDENZA SOCIALE – LETTERA CIRCOLARE

del 22 giugno 2000, n.
5/26969/70

 

 

Ulteriori chiarimenti in merito alla Decisione UE
dell’11.5.1999 (pubblicata in Gaz. Uff. Comunità Europee del 15.2.2000)
concernente i contratti di formazione e lavoro

 

A integrazione dei primi
chiarimenti forniti da questa Amministrazione con nota n. 25389 del 15 febbraio
scorso, allo scopo di corrispondere a quesiti da più parti pervenuti si stima
doveroso diramare una puntualizzazione riguardante alcuni profili della valenza
della Decisione in oggetto, con la quale sono stati imposti vincoli restrittivi
all’utilizzo del contratto di formazione e lavoro in funzione di un legittimo
uso degli aiuti.

Pur in attesa dell’esito
dei relativi ricorsi presentati alla Commissione sia dal Governo sia dalle
Confederazioni dei datori di lavoro, è ormai noto che per effetto della
suindicata Decisione sussiste l’obbligo di ridurre l’aiuto concesso qualora i
contratti di formazione e lavoro stipulati presentino difformità rispetto alle
condizioni precisate dall’Autorità comunitaria.

E’ altresì evidente che
trattasi di materia complessa di rilevante impatto sociale sicché, in relazione
alle perplessità rappresentate nei predetti quesiti, necessitano elementi
cognitivi e di valutazione maggiormente approfonditi, tanto più che la Decisione è
immediatamente efficace e non richiede alcun recepimento né alcun atto
normativo di conformazione.

Invero, la vigenza della
disciplina legislativa di riferimento (legge n. 863/1984 e succ. mod. e int.,
legge 451/1994) non è inficiata dalla pronuncia comunitaria: per l’effetto,
l’eventuale mancato riconoscimento dell’intera agevolazione contributiva non
vulnera in toto l’istituto del particolare contratto formativo. In ultima
analisi, i contratti di formazione e lavoro stipulati nella sola osservanza
delle condizioni previste dalla normativa nazionale (ovvero posti in essere
senza tenere conto dei criteri fissati dalla Commissione) non sono pienamente
supportati dalle agevolazioni ma non per questo perdono la propria
qualificazione giuridica di contratti a causa mista e a tempo determinato.
Essi, infatti, mantengono la tipica finalità di incentivare l’impiego dei
giovani, attraverso l’accrescimento della professionalità collegata all’offerta
di lavoro (ex Corte Cost. n. 190/1987) e fisiologicamente preordinata alla
stabilizzazione del rapporto.

Al contrario, ove nella
stipulazione del contratto in parola risultino perfettamente assolte le
condizioni soggettive e oggettive stabilite dalla Decisione, al contratto si
accompagna il legittimo uso degli aiuti disposto dalla disciplina nazionale,
specificamente di quelli superiori alla misura generalizzata indifferenziata
del 25.

Sul punto è opportuno
articolare la seguente precisazione:

  • lo sgravio contributivo previsto per i
    soggetti operanti nei territori e settori per i quali è stabilita la
    riduzione del 25% è sempre legittimo (a prescindere, dunque, dalla
    ricorrenza di condizioni “soggettive”, vale a dire età o titolo
    di studio, o “oggettive”, vale a dire lo stato di
    disoccupazione) e, conseguentemente, tutte le imprese alle quali si
    applica unicamente tale riduzione minima continueranno a beneficiare
    legittimamente degli sgravi e, ad esse, continuerà ad applicarsi la
    vigente normativa nazionale in materia (cfr. punti da 62 a 65 e 90 della
    Decisione);

ne consegue che anche per
i datori di lavoro ai quali la legge nazionale riconosce uno sgravio
contributivo superiore alla misura del 25%, lo sgravio contributivo limitato a
tale ultima misura percentuale sarà comunque sempre riconosciuto,
indipendentemente dalla ricorrenza delle predette condizioni.

  • lo sgravio contributivo superiore alla misura
    del 25% sarà riconosciuto ai giovani laureati fino a 29 anni compresi al
    momento dell’assunzione (cfr. articolo 1, punto 1, seconda linea del
    dispositivo della Decisione);
  • l’ulteriore beneficio contributivo annuo,
    concesso ex art. 15, L.
    n. 196/97 in ragione della trasformazione del contratto di formazione e
    lavoro in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, è legittimo se la
    trasformazione contribuisce a creare occupazione netta nell’impresa,
    indipendentemente dalla sussistenza delle condizioni viste alla linea
    precedente (cfr. punti da 104
    a
    109 della motivazione, nonché articolo 2, punto
    1, primo paragrafo del dispositivo della Decisione);

– per quanto riguarda
eventuali contratti di formazione e lavoro stipulati al di fuori delle
condizioni sopra richiamate, i benefici contributivi sono riconosciuti
nell’importo massimo di 100.000 Euro nel corso di tre anni per ciascuna impresa
(cd importo “de minimis”); nel limite di tale importo, infatti, la
misura non costituisce aiuto di Stato illegittimo in quanto inidonea a falsare
la concorrenza. A tal proposito, occorre sottolineare che la regola del
“de minimis” non si applica ai settori disciplinati dal Trattato
CECA, alla costruzione navale ed al settore dei trasporti, ed agli aiuti
concessi per spese inerenti ad attività dell’agricoltura o della pesca e che
nel computo degli aiuti, al fine del raggiungimento del limite di 100.000 Euro,
concorrono gli altri interventi e/o le misure concesse dallo Stato se
giustificate dalla medesima ragione (cfr. punti 118 e 119 della Decisione).

Per quel che concerne i
soggetti assumibili con il contratto in discussione, si precisa anche quanto
segue:

 

a) i giovani e i laureati sono
ammessi al C.F.L. pienamente agevolato se di età rispettivamente inferiore a
venticinque anni (ovvero fino a 24 anni e 364 giorni) e inferiore a trenta anni
(ovvero fino a 29 anni e 364 giorni);

 

b) i disoccupati di lunga durata,
vale a dire da almeno un anno, sono ammessi al contratto di formazione e lavoro
pienamente agevolato fino al limite di trentadue anni non compiuti, a termini
dell’art. 16, co. 1, della legge n. 451 del 19 luglio 1994, di conversione del
decreto – legge n. 299 del 16 maggio 1994 (pubblicata in Gazz. Uff. n. 195 del
22 agosto 1994).

 

c) a prescindere dai requisiti
indicati nei punti a) e b) sono ammessi al C.F.L. pienamente
agevolato i soggetti, fino al limite di 32 anni, nel caso in cui la successiva
trasformazione a tempo indeterminato del contratto realizzi un incremento netto
di occupazione.

Per quanto riguarda il
beneficio temporaneo dell’estensione del tetto massimo di età oltre i trentadue
anni – operata dalle Autorità regionali dell’Abruzzo, Basilicata, Calabria,
Campania, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia in virtù della disposizione
dell’art. 9, co. 9, della legge 608 del 28 novembre 1996, di conversione del
decreto legge n. 510 del 1° ottobre 1996 – si rammenta che l’efficacia delle
relative deliberazioni adottate dalle C.R.I. è scaduta in data 31 dicembre 1997
sicché nel periodo successivo è stata ripristinata su tutto il territorio
nazionale l’operatività del soprarichiamato limite di legge di trentadue anni.