Comunicazione telematica delle operazioni IVA, cosiddetto “spesometro” – primi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la Circolare del 30 maggio 2011, n. 24/E

Comunicazione telematica delle operazioni IVA, cosiddetto “spesometro” – primi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la Circolare del 30 maggio 2011, n. 24/E 

 

 

Si informa che l’Agenzia delle Entrate ha emanato oggi 30 maggio 2011, la Circolare n. 24/E contenente i primi chiarimenti sull’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini IVA di importo pari o superiore a € 3.000[1].

 

Sul tema FIAVET aveva già comunicato, con la circolare del 23 dicembre 2010, n. 156, l’emanazione delle istruzioni relative a tale obbligo e contenute nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2010, come da ultimo modificato dal Provvedimento del 14 aprile 2011. Per il commento del primo Provvedimento si rimanda pertanto alla circolare FIAVET n. 156/2011.

 

Con l’introduzione di tale obbligo, l’Amministrazione finanziaria si pone il duplice obiettivo di contrastare comportamenti fraudolenti, soprattutto in materia di IVA – ciò in quanto con i dati raccolti si vorrebbe ricostruire la congruità dei volumi d’affari con i costi dichiarati; e dall’altro lato di ostacolare diffuse e gravi forme di evasione ai fini delle imposte sul reddito, attraverso l’individuazione di spese e consumi di particolare rilevanza necessari per la concreta determinazione della capacità contributiva delle persone fisiche, in specie ai fini dell’accertamento sintetico.

 

Innanzitutto è bene sottolineare che l’obbligo di comunicazione riguarda sia le operazioni effettuate tra soggetti IVA (cosiddette operazioni business to business B2B) sia quelle nei confronti di consumatori finali (cosiddette operazioni business to consumer B2C).

 

In sede di prima applicazione, le operazioni dovranno essere comunicate alle seguenti scadenze:

 

  • entro il 31 ottobre 2011, le operazioni di importo pari o superiore a € 25.000 al netto dell’IVA rese e ricevute nel periodo d’imposta 2010, limitatamente a quelle per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura. Viene ribadito che, relativamente alle operazioni dell’anno 2010, la comunicazione deve essere effettuata anche nelle ipotesi di cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuate a favore di consumatori finali per le quali viene emessa la fattura. E’ appunto l’ipotesi dell’attività di organizzazione di pacchetti e servizi turistici disciplinata dall’art. 74-ter, del DPR n. 633/72.  Restano quindi escluse, solo per l’anno 2010, sia le operazioni soggette all’obbligo di fatturazione di importo inferiore a € 25.000 sia le operazioni di qualsiasi importo per le quali non ricorre l’obbligo di emissione della fattura;

  • entro il 30 aprile 2012, le operazioni di importo pari o superiore a € 3.000, al netto dell’IVA rese e ricevute nel periodo d’imposta 2011, per le quali è obbligatoria l’emissione della fattura;

 ·         entro il 30 aprile 2012, le operazioni di importo pari o superiore a € 3.600, al lordo dell’IVA, per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, con esclusivo riferimento a quelle rese e ricevute dal 1 luglio 2011.

 

A regime, la comunicazione dovrà essere inviata all’Agenzia delle Entrate entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.

 

Soggetti obbligati


Sono obbligati alla comunicazione tutti i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, ed in particolare le seguenti:

 

  1. rese a soggetti nei confronti dei quali sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA (clienti);

 

  1. ricevute da soggetti titolari di partita IVA, dai quali sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini dell’applicazione dell’IVA (fornitori);

 

  1. rese a soggetti nei confronti dei quali non sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA (ad esempio consumatori finali).

 

Viene pertanto sancito il principio di carattere generale che non sono previste ipotesi di esclusione soggettive dall’obbligo di comunicazione che è fissato in capo a tutti i soggetti passivi ai fini IVA, comprese pertanto le agenzie di viaggi ed i tour operator.

 

Sono quindi obbligati a tale comunicazione anche i:

 

  • soggetti in regime di contabilità semplificata[2];

 

  • gli enti non commerciali, limitatamente alle operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali o agricole[3];

 

  • i soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia, quelli operanti tramite rappresentante fiscale, ovvero identificati direttamente;

 

  • i curatori fallimentari ed i commissari liquidatori;

 

  • i soggetti che si avvalgono della dispensa da adempimenti per operazioni esenti[4];

 

  • coloro che applicano il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo[5].

 

 

Oggetto della comunicazione

 

Devono essere trasmesse le seguenti operazioni:

 

a)     imponibili;

  

b)     non imponibili e assimilate quali i servizi internazionali di cui all’art. 9, del DPR n. 633/72[6];

 

c)     esenti di cui all’art. 10 del DPR n. 633/72.

 

Di conseguenza sono da considerare operazioni non rilevanti ai fini IVA quelle fuori campo di applicazione dell’imposta.

 

Sono esonerati i contribuenti cosiddetti “minimi” in quanto sono esclusi da qualunque obbligo, fatta salva la certificazione dei corrispettivi[7]

 

Ai fini della individuazione dell’importo al di sopra del quale scatta l’obbligo della comunicazione, è stata accolta la richiesta di FIAVET di elevazione della soglia a € 3.600 per le operazioni la cui imposta viene determinata secondo l’art. 74-ter, del DPR n. 633/72.

 

Pertanto l’Agenzia delle Entrate ha espressamente chiarito che, per le agenzie di viaggi e turismo, per le prestazioni relative all’attività di organizzazione di pacchetti e servizi turistici, rientranti nel campo di applicazione del regime speciale IVA, ai sensi dell’art. 74-ter, del DPR n. 633/72, pur avendo l’obbligo di documentare le operazioni mediante emissione della fattura, così come disposto dall’art. 4, del Decreto ministeriale del 30 luglio 1999, n. 340, il predetto limite minimo, per la comunicazione, è pari a € 3.600.

 

Ciò poiché la fattura, emessa ai sensi dell’art. 74-ter, del DPR n. 633/72, non può contenere la separata indicazione dell’imposta, per le prestazioni di servizi turistici resi in ambito comunitario, per espressa previsione dell’art. 4, comma 1, del DM n. 340/1999.

 

Al momento è stata quindi parzialmente riconosciuta la tesi di FIAVET circa l’applicazione dell’adempimento non solo alle operazioni di importo non inferiore a € 3.600, anziché € 3.000, ma anche con riferimento a quelle rese e ricevute dal 1 luglio 2011. Resta quindi confermato, salvo indicazioni diverse, la comunicazione per le operazioni rese e ricevute dal 1 gennaio 2011. Per il 2010 – e già comunicato con la circolare FIAVET del 23 dicembre 2010, n. 156, vale invece la soglia di € 25.000, come sopra precisato. 

 

Per la determinazione della suddetta soglia non devono essere considerate le spese anticipate in nome e per conto del cliente, in quanto escluse dalla base imponibile IVA.

 

Ai fini della verifica del raggiungimento della soglia di € 3.600 al di sopra della quale scatta l’obbligo di comunicazione, occorre avere riguardo ai corrispettivi dovuti in base alle condizioni contrattuali. Per i casi di contratti collegati, occorre considerare l’ammontare complessivo dei corrispettivi previsti per tutti i contratti. In proposito l’Agenzia delle Entrate richiama l’orientamento della Corte di Cassazione che riconosce il “collegamento negoziale” quando le parti perseguono un risultato economico unitario e complesso che viene realizzato non per mezzo di un singolo contratto, bensì mediante una pluralità coordinata di contratti. Tale collegamento può, tra l’altro, riguardare sia l’elemento soggettivo sia quello oggettivo. In tal caso dovrà essere comunicato l’importo complessivo delle operazioni rese e ricevute nell’anno di riferimento, anche se il corrispettivo relativo al singolo contratto è inferiore a tale limite, compilando un’unica riga del tracciato record.

  

Per i contratti di appalto, fornitura, somministrazione e gli altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici (contratti di locazione, noleggio, concessione, ecc.), l’obbligo di comunicazione scatta se i corrispettivi dovuti per l’intero anno solare sono complessivamente non inferiori a € 3.000.

 

Viceversa, per le altre tipologie di contratto (ad esempio la compravendita), il superamento della soglia di € 3.000 deve essere sempre collegato alla singola operazione.

 

Operazioni escluse dalla comunicazione

 

Non devono essere trasmesse le seguenti operazioni:

 

importazioni;

 

esportazioni soggette al’obbligo di bolletta doganale[8];

 

cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute nei confronti di operatori economici ubicati in Paesi black list;

 

operazioni che hanno già costituito oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria (quali ad esempio connesse ai contratti di assicurazione, somministrazione di energia elettrica, mutuo e compravendita di immobili);

 

operazioni effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi IVA, qualora il pagamento dei corrispettivi sia avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione[9]. Sussiste invece l’obbligo di comunicazione dell’operazione se viene regolata con carte di credito, debito o prepagate emesse da operatori finanziari non residenti e senza stabile organizzazione in Italia;

 

operazioni effettuate e ricevute in ambito comunitario. Infatti FIAVET aveva da subito fatto rilevare che tali operazioni sono già conosciute dall’Amministrazione finanziaria mediante l’acquisizione delle informazioni dai modelli INTRASTAT e oltre modo riscontrate con i dati presenti nel sistema VIES;

 

passaggi interni  di beni tra rami d’azienda, documentati con fattura.

 

Elementi da indicare nella comunicazione:

 

partita IVA o codice fiscale del cedente / prestatore e del cessionario / committente. Pertanto l’acquisizione del codice fiscale è necessaria qualora il cliente non rivesta la qualifica di soggetto passivo IVA, salvo per le ipotesi di pagamento con carta di credito, debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione. In caso di soggetti non residenti, privi di codice fiscale, occorrerà indicare, per le persone fisiche, il cognome e nome, il luogo e la data di nascita e il domicilio all’estero, mentre per i soggetti diversi dalle persone fisiche, la denominazione, la ragione sociale o la ditta e la sede legale;

 

importo delle operazioni effettuate, tenendo conto delle variazioni di cui all’art. 26, del DPR n. 633/72. Ne consegue che l’operazione non andrà comunicata ad esempio se, per effetto della nota di variazione in diminuzione, l’importo dell’operazione, rientrante nell’ambito di applicazione del regime speciale IVA dell’art. 74-ter, del DPR n. 633/72, inizialmente non inferiore a € 3.600, scende al di sotto di tale soglia. Analogamente l’operazione andrà comunicata nel momento in cui, per effetto della nota di variazione in aumento, l’importo, inizialmente inferiore al limite di € 3.600, supera detto limite. Nell’ipotesi in cui la variazione avvenga dopo il termine previsto per la comunicazione, l’importo sarà indicato in quella relativa all’anno in cui la nota di variazione è stata emessa.

 

Si rammenta che per l’individuazione degli elementi informativi da trasmettere, il soggetto obbligato farà riferimento al momento delle registrazione ai fini IVA, o in mancanza al momento dell’effettuazione delle operazioni ai sensi dell’art. 6, del DPR n. 633/72.

 

Nel tracciato record, su espressa richiesta di FIAVET è stato previsto un apposti campo “importo delle operazioni effettuate nell’anno – operazioni imponibili con IVA non esposta in fattura”, dove dovranno essere inserite le singole operazioni attive documentate con fattura con IVA non esposta da parte delle agenzie di viaggi, ivi inclusi i tour operator, che per le operazioni di organizzazione di pacchetti turistici e per i servizi singoli acquisiti applicano la disciplina prevista dall’art. 74-ter, del DPR n. 633/72 e dal DM n. 340/1999, secondo cui, per i viaggi resi nell’Unione Europea, “deve essere emessa la fattura di cui all’art. 21, del DPR n. 633/72, senza separata indicazione dell’imposta.

 

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ricorda che tali operazioni costituiscono, a loro volta, per i soggetti che acquistano tali servizi da altre agenzie o tour operator, acquisti con IVA non esposta ed indetraibile, ugualmente collocabili nello stesso rigo per le prestazioni ricevute (campo 4 = acquisto di servizi).

 

Infine è stata positivamente considerata l’osservazione di FIAVET circa l’onere dell’adempimento che è a carico del fornitore del servizio principale e non dell’agenzia di viaggi intermediaria.

 

Si legge infatti nella Circolare n. 24/E che, nelle ipotesi di attività di intermediazione svolta dalle agenzie di viaggi, in nome e per conto dei vettori (esempio, vendita al pubblico di biglietteria aerea, nazionale ed internazionale, di biglietteria ferroviaria e marittima e di altri servizi similari), le operazioni rilevanti ai fini IVA, effettuate dalle agenzie di viaggi intermediarie, riguardano le fatture emesse da quest’ultime per le provvigioni che vengono corrisposte dai vettori per lo svolgimento dell’attività di intermediazione ovvero dai compensi d’intermediazione incassati direttamente dai clienti.

 

Il soggetto obbligato alla comunicazione è il prestatore del servizio principale, cioè il vettore, ed in generale il fornitore del servizio principale e non l’agenzia di viaggi intermediaria.

 

 

Rettifiche e sanzioni

 

E’ consentito inviare file integralmente sostitutivi dei precedenti, sempre riferiti al medesimo anno, non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine previsto per la trasmissione annuale dei dati, senza che ciò dia luogo ad applicazione di alcuna sanzione.

 

Scaduto il suddetto termine, si rende applicabile l’istituto del ravvedimento operoso, sempreché sussistano le condizioni previste dalla Legge[10].

  

L’omesso invio della comunicazione nonché la trasmissione con dati incompleti o non veritieri comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di € 258 ad un massimo di € 2.065.

 

Si forniranno ulteriori e più approfondite informazioni non appena saranno rese note dall’Amministrazione finanziaria. Sono state infatti già consegnate ai competenti Uffici dell’Amministrazione finanziaria una serie di ulteriori specifici quesiti circa il corretto adempimento da parte delle agenzie di viaggi nell’ottica di ridurre il più possibile gli adempimenti amministrativi eccessivamente onerosi.

 

 

 

Cordiali saluti.

 

La Segreteria

 

Prot. 168/11 – news 56 – dal sito: www.fiavet.lazio.it

 



[1] L’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini IVA, di importo non inferiore a € 3.000, è stato disposto dall’art. 21, del Decreto Legge del 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, nella Legge del 30 luglio 2010, n. 122.

[2] Imprese ed esercenti arti e professioni rientranti nell’ambito di applicazione degli artt. 18 e 19, del DPR n. 600/73.

[3] Ai sensi dell’art. 4, del DPR n. 633/72.

[4] Ai sensi dell’art. 36-bis, del DPR n. 633/72.

[5] Ai sensi dell’art. 13, della Legge del 23 dicembre 2000, n. 388.

[6] Sono invece escluse le operazioni di esportazione soggette all’obbligo di emissione della bolletta doganale di cui all’art. 8, comma 1, lettere a) e b), del DPR n. 633/72.

[7] Soggetti che si avvalgono del regime di cui all’art. 1, commi da 96 a 116, della Legge del 24 dicembre 2007, n. 244. L’esclusione non opera qualora nel corso d’anno il regime cessi di avere efficacia (superamento di € 30.000 di ricavi, ovvero degli altri requisiti previsti dalla Legge). 

[8] Si veda nota n. 6.

[9] Art. 7, comma 6, del DPR n. 605/1972, così come previsto dall’art. 7, comma 2, lettera o), del Decreto Legge del 13 maggio 2011, n. 70. Per l’individuazione di tali operatori finanziari si fa rinvio al punto 1.1 del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 19 gennaio 2007 ed elenco degli stessi allegato al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2005.

[10] Art. 13, del Decreto Legislativo del 18 dicembre 1997, n. 472.