Chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare del 1 marzo 2013, n. 2/E sulla responsabilità solidale negli appalti

Chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare del 1 marzo 2013, n. 2/E sulla responsabilità solidale negli appalti

 

A seguito di diverse richieste di chiarimenti pervenute da alcuni Associati, si riassume la disciplina in materia di responsabilità solidale dell’appaltatore con il subappaltatore per il versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi dei lavoratori dipendenti e dell’IVA dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto[1].

 

Da tale responsabilità solidale, che opera, comunque, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto al subappaltatore per la realizzazione dell’opera affidata in subappalto, l’appaltatore può sottrarsi se, prima di pagare il corrispettivo, acquisisce dal subappaltatore una prova documentale dell’avvenuto versamento delle ritenute fiscali e dell’IVA i cui termini di pagamento sono già scaduti. L’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi tributari può essere rilasciata anche attraverso un’asseverazione dai soggetti a ciò abilitati[2].

 

Per consentire all’appaltatore di acquisire la prova dell’avvenuto rispetto degli obblighi tributari da parte del subappaltatore, la nuova disposizione autorizza l’appaltatore a sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione di tale prova.

 

E’ prevista una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del committente di un appalto – di importo compreso fra 5.000 e 200.000 euro – qualora paghi il corrispettivo all’appaltatore senza acquisire la documentazione idonea a dimostrare il corretto assolvimento degli obblighi fiscali sia dell’appaltatore sia dell’eventuale subappaltatore. Tale sanzione è comunque applicabile solo se è accertato il mancato pagamento delle ritenute fiscali e dell’IVA da parte di tali soggetti. La norma autorizza il committente a sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della documentazione probatoria dell’avvenuto rispetto degli obblighi tributari in parola.

 

Ciò premesso, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sull’ambito applicativo della disposizione con le Circolari dell’8 ottobre 2012, n. 40/E e del 1 marzo 2013, n. 2/E.

 

 

Ambito oggettivo di applicazione

 

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’art. 13-ter del Decreto Legge n. 83 del 2012 ha lo scopo di far emergere base imponibile in relazione alle prestazioni di servizi rese in esecuzione di contratti di appalto e subappalto intesi nella loro generalità, a prescindere dal settore economico in cui operano le parti contraenti.

 

Circa la tipologia di contratti interessati, l’Amministrazione finanziaria è dell’avviso che la norma sia riferita alle sole fattispecie riconducibili al contratto di appalto così come definito dall’art. 1655 del codice civile, secondo cui l’appalto è “(…) il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di una opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro”.

 

Sono invece escluse dall’ambito di applicazione della norma le tipologie contrattuali diverse dal contratto di appalto di opere e servizi quali, ad esempio:

 

  • gli appalti di fornitura dei beni;

 

  • il contratto d’opera, disciplinato dall’art. 2222 del codice civile;

 

  • il contratto di trasporto, di cui agli artt. 1678 e seguenti del codice civile;

 

  • il contratto di subfornitura, disciplinato dalla Legge 18 giugno 1998, n. 192;

 

  • le prestazioni rese nell’ambito del rapporto consortile.

 

La norma in esame inoltre trova applicazione sia nell’ipotesi in cui vi sia un contratto di subappalto, che presuppone la coesistenza di almeno tre soggetti economici distinti (committente, appaltatore e subappaltatore), sia nella ipotesi in cui l’appaltatore provveda direttamente alla realizzazione dell’opera affidatagli dal committente.

 

Circa il profilo temporale dei contratti interessati, rilevano i contratti stipulati a partire dal 12 agosto 2012.

 

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’eventuale rinnovo del contratto deve ritenersi equivalente ad una nuova stipula e pertanto la disciplina in esame è applicabile, a partire dalla data di rinnovo, anche ai contratti rinnovati successivamente al 12 agosto 2012.

 

 

Ambito soggettivo di applicazione

 

Ai fini della delimitazione dell’ambito soggettivo di applicazione della disposizione in esame, i contratti di appalto e subappalto devono essere conclusi da soggetti che stipulano i predetti contratti nell’ambito di attività rilevanti ai fini IVA e, in ogni caso, dai soggetti di cui agli articoli 73 e 74 del TUIR.

 

Per espressa previsione normativa, sono escluse dall’ambito di applicazione della norma:

 

  • le stazioni appaltanti di cui all’art. 3, comma 33, del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture). Pertanto nell’ambito dei contratti pubblici sono anche comprese le gare per le forniture di pacchetti e servizi turistici da parte delle Agenzie di Viaggi alla Pubblica Amministrazione (ad esempio turismo scolastico, ecc.);

 

  • le persone fisiche che, ai sensi degli articoli 4 e 5 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, risultano prive di soggettività passiva ai fini IVA;

 

  • i condomini, in quanto non riconducibili fra i soggetti individuati dagli artt. 73 e 74 del TUIR.

 

 

Attestazione della regolarità fiscale in ipotesi particolari

 

Circa l’attestazione della regolarità fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in caso di più contratti intercorrenti tra le medesime parti, la certificazione attestante la regolarità dei versamenti delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell’IVA relativi al contratto d’appalto, può essere rilasciata in modo unitario.

 

La certificazione può inoltre essere fornita anche con cadenza periodica, fermo restando che, al momento del pagamento, deve essere attestata la regolarità di tutti i versamenti relativi alle ritenute ed all’IVA scaduti a tale data, che non siano stati oggetto di una precedente attestazione.

 

Circa i pagamenti effettuati mediante bonifico bancario od altri strumenti che non consentono al beneficiario l’immediata disponibilità della somma versata a suo favore, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che occorre attestare la regolarità dei versamenti fiscali scaduti nel momento in cui il committente o l’appaltatore effettuano la disposizione bancaria e non anche dei versamenti scaduti nel momento del successivo accreditamento delle somme al beneficiario.

 

Infine, circa le ipotesi in cui l’appaltatore od il subappaltatore cedano il proprio credito a terzi, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la regolarità fiscale relativa ai rapporti riferibili al credito oggetto di cessione possa essere attestata nel momento in cui il cedente (appaltatore o subappaltatore), dà notizia della cessione al debitore ceduto (committente od appaltatore).

 

 

 

                                                                         Pierluigi Fiorentino

                                                                  (Responsabile servizi fiscali)

 

Cordiali saluti.

Fiavet Lazio
La Segreteria

Prot.78/13 – News 43 – dal sito: www.fiavet.lazio.it



[1] Art. 13-ter del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134 (cosiddetto “Decreto crescita”).

[2] Art. 35, comma 1, del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e art. 3, comma 3, lettera a), del Regolamento di cui al DPR 22 luglio 1998, n. 322 (CAF, iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri, dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro, eccetera).