Abolizione “voucher” inps per lavoro accessorio

L’articolo 1 del Decreto Legge 17 marzo 2017, n. 25, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo 2017, ha abrogato le disposizioni in materia di lavoro accessorio di cui agli articoli 48, 49 e 50 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, prevendendo che:
– a partire dal 17 marzo 2017 è stata abolita la possibilità di utilizzare i cd “voucher” per la remunerazione del lavoro accessorio,
– i voucher già acquistati entro il 17 marzo 2017, potranno essere utilizzati entro e non oltre il 31 dicembre 2017.
Con l’intera abolizione della normativa relativa ai “voucher”, vengono eliminate anche le regole sulle procedure di comunicazione preventiva, modalità di attivazione dei voucher e le relative sanzioni (da 400,00 a 2.400,00 euro per ogni lavoratore con omessa comunicazione): ad oggi, quindi, per i voucher utilizzabili dal 17 marzo al 31 dicembre 2017 non vi sono obblighi di comunicazione preventiva né potranno essere applicate eventuali sanzioni.
Si attendono, nell’iter di trasformazione in Legge del suddetto Decreto che avverrà entro il 16 maggio 2017, chiarimenti in merito al ripristino degli obblighi di comunicazione e sanzioni.
A seguito dell’abolizione dei “voucher”, permangono le seguenti modalità di remunerazione del lavoro diverse da quello di lavoro dipendente:
– lavoro intermittente o a chiamata,
– lavoro autonomo occasionale,
oltre alle altre forme più vincolanti quali collaborazioni organizzate dal committente (cd. collaborazioni coordinate e continuative).
Lavoro intermittente o a chiamata: questa forma di lavoro è regolamentata dagli articoli da 33 a 40 del D.Lgs. 276/2003, così come ripristinati dal Decreto Legge 25.6.2008, n. 112. Questa forma lavorativa può essere attivata:
– per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, secondo le esigenze individuate dal CCNL di riferimento;
– per le prestazioni rese da soggetti con meno di 25 anni di età ovvero da lavoratori con più di 45 anni di età, anche pensionati;
– per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno.
Lavoro autonomo occasionale: questa forma di lavoro prevede la mancanza dell’inserimento funzionale nell’organizzazione aziendale, il carattere episodico dell’attività , e la completa autonomia del lavoratore circa il tempo ed il modo della prestazione. I compensi sono assoggettati a ritenuta del 20% e a nessun assoggettamento a contribuzione INPS entro il limite dei 5.000,00 euro di compenso. Oltre tale limite si applica l’imposizione INPS di cui alla gestione separata.
Cordiali saluti
Fiavet Lazio
Prot. 35/17 – News 21